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Zona Duomo - Palazzo Reale: capolavori buttati lì come poster

Per ribadire (da noi già segnalato tempo fa) lo stato di negligenza in cui versa Palazzo Reale dal dopoguerra in poi, vi basti pensare che al suo interno tra i vari capolavori, si trova un quadro di Anton Van Dyck (Anversa, 22 marzo 1599 – Londra, 9 dicembre 1641- pittore fiammingo, principalmente ritrattista, che divenne il primo pittore di corte in Inghilterra, dopo un lungo soggiorno in Italia.), firma prestigiosa nel firmamento dei più grandi artisti di ogni tempo. Ebbene, questo prezioso dipinto si trova al primo piano , nella prima sala a sinistra dopo la grande anticamera (biglietteria). Probabilmente ci sarete passati davanti senza degnarlo di uno sguardo, durante una delle vostre visite alle mostre di Palazzo Reale di Milano. L'ultima volta, ad esempio, durante l'esposizione della mostra su Leonardo da Vinci in questa stanza venivano distribuite le cuffie per le audioguide, e tra uno scaffale e l'altro, appendini e scrivanie disordinate lo avevo notato, ma credevo fosse una banale stampa, vista la poca importanza data alla stanza.

Il quadro raffigura la nobildonna inglese, lady Venetia Digby. La dama poggia la mano su due colombe, simbolo di innocenza, mentre con la sinistra tiene una serpe, attributo della Prudenza. Erroneamente creduto il ritratto di Cleopatra per secoli (colpa del serpente che la nobildonna tiene tra le mani), invece si trattava di Venetia Stanley, una delle donne più chiacchierate durante i regni di Giacomo I e Carlo I: il suo amante più celebre era stato il conte di Dorset, mentre l' ultimo fu quello che la sposò: sir Kenelm Digby. Poiché la ragazza si portava dietro una dote difficile da far accettare in una nobile famiglia, il marito organizzò una campagna di riabilitazione. Così la reputazione di lady Digby fu affidata al talento di diversi poeti e anche a quello del grande Ben Jonson il quale le dedicò la raccolta «Eupheme», ovvero «Buona Fama». Fu mobilitata anche l' arte e il migliore pittore presente a Londra in quegli anni era per l'appunto Van Dyck. Per immortalare il ricordo dell’amata, sir Kenelm Digby fece realizzare al grande pittore fiammingo almeno tre ritratti, tutti postumi. Il primo raffigura Lady Venetia sul letto di morte, poco dopo essere spirata. Gli altri due, invece, la ritraggono a figura intera in veste allegorica. La tela di Milano, già presente a Palazzo Reale nel 1857, ha una gemella a Londra (proprietà della Regina) che si differenzia solo per alcuni particolari compositivi.

Se questo dipinto fosse stato in qualche palazzo straniero o in qualche museo avrebbe di sicuro un risalto maggiore. Come questo quadro, a Palazzo Reale ve ne sono molti altri che magari vi segnaleremo un po' alla volta.

Ringraziamo Alessandro Fortuna per la sua segnalazione e per la sua devozione nel recupero di questo importantissimo palazzo milanese.

Lady Venetia Digby come allegoria della Prudenza - 1633


Antoon Van Dyck
Lady Venetia Digby come allegoria della Prudenza
1633, Olio su tela (242 cm x 155 cm)
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, in deposito presso Palazzo Reale.


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