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venerdì 2 ottobre 2015

Zona Moncucco-Romolo - Schievano Headquarter

Finalmente siamo riusciti a scoprire cosa verrà costruito nel grande isolato a due passi dall'Università dello IULM e dalla fermata M2 di Romolo, tra le vie Schievano, Italo Svevo, Ernesto Calindri e Via Santander. Si tratta di Schievano Headquarter: in un’area industriale dismessa (ex-fonderia Vedani) oggetto di profonda riqualificazione verrà realizzato un nuovo centro direzionale di oltre 20.000mq, circondato dal verde.


Il progetto di Schievano Headquarter prevede la costruzione di 3 edifici adibiti interamente ad uso ufficio: i primi due, di 9 e 11 piani, sono paralleli a via Santander e il terzo, di 3 piani, è perpendicolare ai primi due.

Nei piani interrati degli edifici verranno realizzati i parcheggi, mentre al centro del complesso è prevista un’ampia e piacevole area verde, ad uso esclusivo di tutto il centro direzionale.

Via Santander è da alcuni anni in completa trasformazione, grazie anche al fatto che negli anni Novanta qui venne trasferita l'università IULM che ha portato nuova vitalità ad un quartiere ancora fatto di vecchie industrie e magazzini. Al centro della Via Santander scorre il canale del Lambro Meridionale (derivazione del fiume Olona), non certo un gran bel fiume, ma almeno in questo tratto è ben mantenuto.














Fino a poco tempo fa si conosceva un altro progetto chiamato Greenway Costruzioni, che a quanto pare è stato modificato completamente dopo una sospensione avvenuta nel 2013. Pare rimanere l'edificio a "libri sovrapposti" anche se non è certa ancora la sua edificazione.

Il progetto precedente:







venerdì 24 luglio 2015

Zona Centro Direzionale - “I Giardini d’Inverno”

Questa mattina è stato presentato il nuovo progetto che prenderà il posto dell'ormai sparito Mi-Luce, il progetto (un po' brutto) progettato dallo Studio Marzorati nel 2009 che doveva sorgere in via Pirelli nell'isolato per lungo tempo occupato da degli edifici in rovina e che si trova tra le vie Cornalia, Bordoni e Adda.

Il nuovo progetto presentato alla Triennale da China Investment e dall'architetto Paolo Caputo con la presenza di Xiao Dong Zhu, presidente e amministratore della China Investment srl e Pierfrancesco Maran, assessore trasporti Comune di Milano, pare molto interessante e sicuramente più moderno del precedente progetto. 

Per ora siamo riusciti ad avere poche notizie e poche foto. Si tratta di un edificio residenziale di 12/13 piani diviso in 110 appartamenti, con grandi terrazze che saranno dei giardini pensili.

Caputo aveva già presentato nel 2013 un progetto per questo spazio ma i lavori non erano mai partiti se non quelli per le fondamenta e per la loro messa in sicurezza. Oggi sono arrivati i finanziamenti dalla Cina che fanno ben sperare, attenderemo di avere altre informazioni, sperando al più presto nella sistemazione definitiva di quest'angolo degradato di via Pirelli, a due passi dalla torre degli Uffici tecnici del Comune in fase di ristrutturazione.













venerdì 17 luglio 2015

Zona Scala - Gli altri progetti per piazza della Scala

Piazza della Scala venne creata dopo gli sventramenti Ottocenteschi eseguiti per far posto alla Galleria Vittorio Emanuele progettata da Giuseppe Mengoni e aperta nel 1877. Mentre la Galleria metteva in comunicazione il Duomo col più importante Teatro al Mondo la piazza diventava uno dei fulcri della città. Luca Beltrami a cavallo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento configurò la piazza, restaurando la facciata di Palazzo Marino e realizzando i due palazzi laterali, la Banca Commerciale e la Ragioneria Comunale, realizzando una cornice perfetta per la Scala. Al centro venne collocato il monumento al grande Leonardo da Vinci realizzato da Pietro Magni, 1872, originariamente destinato per piazza S. Fedele. Paolo Portoghesi nel 1991 disegnò la nuova pavimentazione della piazza che fino ad allora era un orrendo parcheggio d'auto, riportò il disegno Ottocentesco con aiuole e alberelli attorno al monumento del grande Genio dando una definizione all'insieme. All'inizio di quest'anno il Comune propose un concorso per migliorare la piazza, specie nelle vie laterali e nella piazzetta a lato del Teatro.

Come abbiamo visto pochi giorni fa, Il progetto vincitore del concorso per il riordino di piazza della Scala è stato realizzato dal gruppo di progettisti guidato da Pierpaolo Tonin e composto da Graziano Cavallini, Paola Franceschi, Giacomo Gatto e Davide Vernocchi. Il progetto scelto rispetta la sistemazione realizzata negli anni Novanta da Portoghesi e forse per questo scelto. Vi mostriamo gli altri progetti presentati e che, in alcuni casi, avrebbero trasformato completamente la piazza.


Il 2° progetto classificato è stato realizzato da Giovanni Calzà (Milano), Emanuele Genuizzi, Giovanni Banal e Matteo Busa.







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Il 3° progetto classificato è stato realizzato da Cristian Undurraga (Cile), progettista del Padiglione del Cile a Expo, insieme a Laura Signorelli, Stefano Rolla, Michele Zambetti e Leonardo Valdes Silva.




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Il 4° progetto classificato è stato realizzato da Fernando Cesar Mosca (Argentina), Juan Manuel Balsa, Amelia Mariano, Emilia Mitrovic, Ksenia Puzakova e David Sebastian Coffio.




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Il 5° progetto classificato è stato realizzato da Roca Massimiliano - progettista (capogruppo), Bianco Angelo - progettista, Spreafico Davide - progettista, De Nigris Francesco - collaboratore, Dall'aglio Biancamaria - collaboratore, D'apolito Alessandra - progettista.





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Il 6° progetto classificato è stato realizzato da Moramarco Pierpaolo - progettista (capogruppo),Ventrella Stella Marina - progettista, Berardi Antonella - progettista, Lopes Cristiana - progettista, Brenna Giacomo - progettista, Valente Matteo - collaboratore.




giovedì 11 giugno 2015

Speciale M4 - Cantieri e Miglioramenti in corso


In questi ultimi mesi abbiamo assistito a numerose proteste di vari comitati per la salvaguardia nelle piante che dovevano essere abbattute per i cantieri di Metro 4, portando il Comune di Milano assieme ai tecnici di MM e AMAT a migliorare e rivedere il progetto già approvato dal CIPE.
La presentazione è stato condivisa dai tecnici al Consiglio di zona 3 per la Commissione Mobilità e Ambiente e al Consiglio di zona 4 per la Commissione Qualità dell’Ambiente Urbano e Mobilità, e dovrà essere approvata dal Cipe e dalla giunta comunale. A noi di Urbanfile è sembrato un buon compromesso, riuscendo a trovare così una buona via di mezzo, tutelando alcune chiome presenti.
Abbiamo cercato di sintetizzare le informazioni ricevute e contemporaneamente chiarire tecnicamente la ragioni delle scelte effettuate.


Interventi sulle alberature

Controllo e gestione del patrimonio arboreo del Comune di Milano:

• Il Comune di Milano ha un patrimonio di circa 250 mila alberi, periodicamente controllati da tecnici del SettoreVerde e Agricoltura per valutarne le condizioni fitosanitarie, la stabilità e il rischio di cedimenti.
• Per il controllo viene utilizzato il metodo V.T.A. (Visual Tree Assesment), una procedura riconosciuta a livello internazionale.
• L’analisi strumentale fornisce indicazioni quantitative e localizzazione del danno dei tessuti interni delle alberature, attribuendo una classe di rischio - da A (alberi che non presentano difetti strutturali) a D (alberi con gravissimi difetti morfologici e strutturali a elevato rischio di caduta).
• L’analisi fornisce inoltre indicazione degli eventuali interventi da eseguireper la messa in sicurezza della pianta.

Tutti gli interventi sulle alberature nelle aree vincolate - ad eccezione del manufatto Indipendenza e Stazione Solari - sono stati approvati dalla Regione Lombardia, sentite la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano e il Corpo Forestale.
• L’intervento sugli alberi in corrispondenza del manufatto Indipendenza è attualmente in fase di approfondimento su richiesta della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano. Per la fermata Solari si è in attesa dell’autorizzazione paesaggistica da parte della Regione Lombardia.
• Per l’abbattimento dei platani sono state effettuate le comunicazioni di rito a ERSAF (ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste).
• Per gli alberi in prossimità di cantiere verranno adottate adeguate protezioni, secondo quanto prescritto dalle norme tecniche del Settore Verde e Agricoltura del Comune di Milano.

Nuove piantumazioni:

• È allo studio un progetto integrato per collegare le aree verdi lungo il tracciato della M4 - Parco Forlanini, Idroscalo e Parco delle Risaie - e renderle pienamente fruibili dai cittadini.
• Il Comune di Milano si è formalmente impegnato ad aumentare il numero complessivo di alberi di circa il 20% al termine dei lavori, di concerto con i cittadini.
• Il Piano di piantumazione al termine dei lavori prevede oltre 1.900 nuovi alberi lungo la linea M4, di cui:
- Oltre 750 presso il deposito San Cristoforo
- Circa 400 sulla tratta manufatto(deposito) Ronchetto - Parco Solari
- Circa 400 sulla tratta Tricolore - Argonne
- Circa 150 fuori dalle aree di cantiere Tricolore - Argonne
- Circa 200 sulla tratta Forlanini FS- Linate




Situazione Alberi nella tratta EST




 
Miglioramenti apportati in questi mesi

1. Smarino (detriti) della terra di scavo della tratta centrale: sostituzione del movimento terre da Solari (con impatto su asse Ovest) e da San Babila (con impatto su viabilità asse Est) con nastri trasportatori in galleria. L’attività di smarino viene delocalizzata alle porte della città per raggiungere più rapidamente la viabilità esterna principale.
I camion utilizzati per il trasporto sono euro 4 o di classe superiore.
NB [sono ancora in atto verifiche e accordi sulle aree interessate allo smarino della terra]

2. Asse Lorenteggio: mantenimento di 1 corsia per senso di marcia per tutta la durata dei lavori, garantendo anche il trasporto pubblico locale-TPL, in particolare attraverso la realizzazioni in più fasi della Stazione Tolstoj.

4. Parco Solari: spostamento aree occupate sostanzialmente fuori dal parco, riduzione impatti su via Foppa e via Dezza, allontanamento aree di scavo dai caseggiati e mantenimento della viabilità locale.

5. Alberature: ottimizzazione lungo l'asse Est (sottoposto a vincolo paesaggistico)
di concerto con la Regione Lombardia e la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano, a salvaguardia di un maggior numero di alberature su corso Plebisciti e viale Argonne.
Complessivamente il lavoro di questi mesi ha ridotto gli abbattimenti di circa il 24%.

NB Su corso Indipendenza si sta ancora lavorando per ridurre gli interventi sul verde da sottoporre alla Soprintendenza.

Prossimi passi

• Tratta Centrale: sono allo studio modalità di riduzione degli impatti di cantiere lungo la tratta centrale “Solari–Tricolore”. Ne sono un esempio l’attività di smarino delle terre tramite nastri trasportatori in galleria e l’impiego di una TBM aggiuntiva per lo scavo di questa tratta senza sostanziali modifiche delle aree di cantiere cheo spiteranno il calaggio e l’estrazione della talpa (TBM).
• Tratte Est ed Ovest: continua il lavoro dei tecnici per individuare - dove possibile- ulteriori interventi di riduzione dell’impatto dei cantieri a tutela della viabilità e del verde.
• Tempistiche e costi: gli interventi di miglioramento dovranno essere realizzati nel rispetto della tempistica di 88 mesi per la realizzazione della linea e senza generare extra-costi.
• Approvazione Giunta: tutte le modifiche al Progetto Definitivo dovranno essere proposte alla Giunta per eventuale approvazione, prima di essere operative. Questo passaggio verrà formalizzato nelle prossime settimane e non comporterà rallentamenti nelle lavorazioni previste nei primi 24 mesi.
• Approvazione CIPE: tutte le modifiche di maggior peso dovranno necessariamente essere sottoposte al CIPE.

Deviazioni Trasporto Pubblico Locale - Zona Est

Sono stati già predisposti anche i nuovi percorsi per le linee ATM coinvolte per le prossime deviazioni a causa lavori. Le linee coinvolte sono i bus 38, 54 e 61.
Mentre per la linea Bus 38, la modifica è già stata attuata, eliminando il capolinea in P.le Susa in data 23 Febbraio, come già annunciato sul sito ATM (http://www.atm-mi.it/it/ViaggiaConNoi/InfoTraffico/Pagine/Lineabus38dal232spostamentodicapolinea.aspx), le altre linee cambieranno percorso nella seconda metà del 2015.
La linea 54 modifica il percorso da P.le Dateo a P.le Susa, abbandonando il percorso su Via Plebisciti e percorrendo Viale dei Mille - P.le Novelli - Via Sidoli - P.le Susa.
La linea 61 modifica il percorso da P.le Dateo a L.go Rio de Janeiro, abbandonando il percorso su Via Plebisciti e V.le Romagna e percorrendo Viale dei Mille - P.za Ascoli - Via Juvara.



Elaborazione dati da M4-MM

Zona Centro Storico - La riapertura dei Navigli si può fare!

La nuova conca in piazza Cavour

Il naviglio in via Francesco Sforza

Un progetto ambientale, paesaggistico e di recupero dell’identità storica di Milano città d’acqua, una nuova sfida nel segno della vivibilità e della sostenibilità, nata da quasi 490mila “sì” al referendum del 2011. Sono stati presentati ieri alla città i risultati dello studio di fattibilità per la riapertura dei Navigli, affidato dall’Amministrazione comunale a un gruppo di lavoro interdisciplinare che ha visto coinvolte due Università, la Statale di Milano e quella di Pavia, professionisti ed esperti con il coordinamento del Politecnico di Milano.

“Avevamo preso un impegno, l’abbiamo rispettato – ha detto il vicesindaco con delega all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris -. Quella di oggi è una tappa importante nel percorso verso la riapertura dei Navigli: è la dimostrazione che abbiamo saputo rispondere, con serietà e capacità di guardare al futuro, alle esigenze espresse dai cittadini con il referendum. Abbiamo iniziato introducendo una fascia di salvaguardia nel Pgt, e proseguendo poi con lo studio del territorio, al fine di verificare tutti gli aspetti, i vincoli e le problematiche: un lavoro complesso, fatto anche grazie alla collaborazione con il Politecnico, Mm, Amat e molti cittadini. Ora abbiamo tutti gli elementi per permettere alla politica di decidere e di avviare, tra il 2016 e il 2020, la progettazione e il finanziamento dell’opera: proprio su quest’ultimo punto possono esservi molte possibilità, anche attraverso ulteriori approfondimenti e confronti con operatori e cittadini”.

“La riapertura dei Navigli è un tema di grande interesse e fascino per la città. Il piano di fattibilità del Politecnico ci offre una prospettiva concreta su cui avviare la nostra riflessione: è opportuno che da subito si verifichino le compatibilità economiche, affinché questo grande progetto possa avere un percorso realistico”, dichiara l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza.

Lo studio si concentra sulla rilevanza territoriale del sistema dei Navigli: dal nord-est della città, dove il Naviglio Martesana è ancora aperto, verso il centro di Milano, dove ritrova il tracciato della storica Cerchia sul versante orientale, sino alla Darsena per ricongiungersi ai Navigli Pavese e Grande. È stata analizzata la fattibilità degli interventi sotto il profilo architettonico, viabilistico, trasportistico, oltre che geologico, idrogeologico e idraulico. Dal punto di vista economico, la valutazione tiene conto dei costi (circa 406 milioni) e dei benefici collettivi (che si prevede siano misurabili in circa 800 milioni tra miglioramento della qualità urbana, aumento della profittabilità delle attività commerciali e dell’attrattività turistica, incremento dei redditi per effetto dell’investimento). Una sezione della ricerca, inoltre, è dedicata agli aspetti dell’informazione e delle modalità di partecipazione della città al progetto.


 
Il naviglio è stato studiato per una navigazione turistica con battello. Sono state studiate tutte le problematiche, dall'acqua di falda ai sottoservizi, dalle metropolitane all'impatto viabilistico.

Il tratto di Via Melchiorre Gioia prevede una riapertura centrale del canale con percorso pedonale a lato e possibilità di creare anche spazi cmmerciali sotto la soletta stradale. Il Seveso, che ancora oggi si immette nella Martesana a metà della via verrà deviato in un proprio canale rendendolo più "fluido" quindi meno pericoloso dal punto di vista delle esondazioni.
Altro problema risolto con due differenti proposte riguarda il tratto all'altezza della stazione Gioia della M2, dove il canale per un lungo tratto deve rimanere coperto perché la Via Melchiorre Gioia sotto il palazzo del Comune è più stretta e non può contenere anche l'apertura del naviglio. Uno dei due progetti prevede appunto un tunnel lungo circa 300 metri, mentre il secondo risolverebbe con una deviazione a "gomito" verso il nuovo parco della Biblioteca degli Alberi a Porta Nuova, non seguendo filologicamente il percorso antico della Martesana ma risolverebbe il problema del lungo tunnel.

Il tratto Melchiorre Gioia
Seconda soluzione per il passaggio a Gioia

Canale del Seveso e della Martesana

Il tratto Melchiorre Gioia

Il tratto Melchiorre Gioia


 San Marco e Piazza Cavour
Per piazzaCavour sono state proposte due varianti, una con una nuova piazza pedonale posta davanti all'arco di Porta Nuova e il naviglio che passa al di sotto dello spiazzo, oppure l'altra dove viene creata una speciale ansa che darebbe una nuova prospettiva sulla piazza e unirebbe il verde col parco Montanelli.

Piazza Cavour

Incoronata
Per la conca dell'incoronata si tratterebbe di un ritorno all'acqua tanto sperato. Mentre per la Darsena di San Marco la proposta del progetto prevede la realizzazione di un nuovo parheggio più capiente e al di sopra di esso la riapertura del laghetto.
San Marco

Darsena San Marco
Laghetto-Darsena di San Marco

Laghetto-Darsena di San Marco


Altri punti salienti sono le soluzioni dei ponticelli nuovi lungo via Senato, oltre alla realizzazione delal chiusa per permettere il transito del battellino. Mentre in via Francesco Sforza i giardini della Guastalla ritroverebbero nuova luce e fascino collegati all'università e al naviglio.


Stessa cosa anche al parco delle Basiliche e alla Vetra, che potrebeb essere uno dei luoghi più romantici del percorso.
Piazza della Vetra

Via Santa Sofia

Ponticelli in via Senato

Università e Policlinico

Piazza della Vetra
 Per la Conca del Naviglio il progetto ha tenuto conto anche del fatto che qui, tolto il naviglio ottantacinque anni fa, al suo posto sono state piantate una settantina di piante che oggi hanno un'importanza non solo in fatto di dimensioni, ma anche affettiva e tagliarli sarebbe stato un delitto.
Così il progetto è stato pensato come un canale laterale e parzialmente coperto dalla strada. Stesso problema alla conca di Viarenna, dove giganteschi platani sono nati dove scorreva il naviglio e quindi la soluzione due prevede un canale che corra al fianco del vecchio canale così da salvare il verde.








Particolari delle varie conche ricostruite dove si trovavano e delel nuove per far fronte alle nuove esigenze del percorso.











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