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venerdì 9 ottobre 2015

Zona Vigentino - Dopo Fondazione Prada, Symbiosis rinnova il quartiere

Da zona industriale qual era, la zona a sud dell'ex scalo merci finalmente incomincia a vedere un futuro. Infatti dopo l'apertura della Fondazione Prada, col suo spazio culturale rinnovato, all'interno di  una vecchia distilleria, tra poco partiranno i lavori per l'area adiacente alla Fondazione. 

In origine dovevano sorgere alcune torri per uso svariato, poi nel 2012 il Gruppo Beni Stabili ha acquistato il 31,8% del capitale di Sviluppo Ripamonti S.r.l., così facendo il Gruppo Beni Stabili ha acquisito il pieno controllo della società che ha al proprio attivo le aree del progetto Symbiosis.

Il nuovo progetto di Simbiosis è firmato dallo studio di architettura Citterio & Partners per Beni Stabili e si trova tra le vie Gargano e Adamello, circa 125 mila metri quadrati. Dopo le lunghe e importanti bonifiche avvenute in questi anni, questo diventerà un centro per lavorare in modo rivoluzionario, lo «Smart working», con spazi per socializzare, piazze per rilassarsi, luoghi capaci di attrarre, insomma un'idea di lavoro del futuro, dove si spera, si formeranno i giovani lavoratori.

L'area di intervento iniziale sarà quella adiacente a Prada, con tre edifici di otto piani e dai nomi altisonanti, Sforza, Visconti e Borromeo (nomi delle grandi famiglie milanesi che han fatto storia). Seguiranno poi gli altri edifici, in direzione di Viale Ortles.

Continua la grande rivoluzione e trasformazione del Vigentino, dove nuove attività stanno prendendo posto delle vecchie industrie oramai dismesse da decenni e qualche nuovo insediamento residenziale popola questa zona altrimenti ancora desertica. Ultima grande trasformazione della zona spetterà allo Scalo Romana, dove ancora persistono le ferrovie oramai utilizzate solo in parte.














mercoledì 7 ottobre 2015

Zona San Babila - Arriva il cubo Apple in piazza Liberty

Finalmente Apple è riuscita a trovare dove piazzare il famoso cubo in vetro. In piazza Liberty. 

Infatti sono riusciti a sfrattare lo storico cinema Apollo, che naturalmente chiuderà i battenti, ultimamente il cinema Apollo aveva perso molti spettatori, come tutto il settore cinematografico. Il progetto dell’Apple Store ha avuto il benestare della Soprintendenza alle Belle Arti a condizione che sia conservato il grande schermo della sala (a che scopo ci chiediamo noi? Un contentino per accontentare tutti forse). La Apple era da anni alla ricerca di spazi per aprire il suo flagshipstore in centro città. Dopo che si era vista sfumare la Galleria e l'Arengario ha trovato nella debolezza delle sale cinematografiche la risposta. L’accordo è stato raggiunto nei giorni scorsi anche con l’assessorato all’Urbanistica. Piazza del Liberty e cinema Apollo sono di proprietà dell’Immobiliare Cinematografica che ha deciso di vendere alla società di Cupertino. I fan della Mela morsicata potranno così esaudire un sogno coltivato a lungo. Mentre i cinefili perderanno un'ennesima sala cinematografica nel centro di Milano e che ha divertito milioni di cittadini nel corso della sua esistenza. Il negozio aprirà entro il prossimo anno.

Il Cinema Apollo era una delle ultime sale sotterranee create nel periodo 1945-60 lungo il tracciato di corso Vittorio Emanuele. L'Apollo è progettato dall’architetto Lodigiani. Al cinema si accede da una serie di porte a vetri poste ad angolo in Galleria De Cristoforis 2 e che danno su un piccolo atrio con di fronte la cassa e una statua del dio Apollo di Veio, tuttora presente. La nuova multisala, rinominata Apollo spazioCinema (nonché imparentata con l'Anteo spazioCinema), viene inaugurata nei primi mesi del 2005 e offre una programmazione cinematografica di qualità, talvolta proponendo rassegne tematiche e festival (Rivediamoli, Sabaoth Film Festival, Telefilm Festival, Cinesofia, ecc). Attualmente alcune sale sono state digitalizzate e adattate alla proiezione in 3D. 


L'anno scorso la piazza è stata sistemata per essere pedonale. Adesso al centro della piazza verrà aperto il cubo in vetro che permetterà l'accesso al sottostante Apple Store. Noi abbiamo provato a fare un rendering.

Piazza Liberty con il cubo Apple

Piazza Liberty ora

L'entrata al Cinema Apollo

Apollo di Veio




martedì 22 settembre 2015

Progetti: Scali ferroviari - Approvato l’accordo per riqualificare aree per un milione e 250mila metri quadrati

Oltre 500mila saranno destinati a verde. Balducci: “Il più grande progetto di rigenerazione urbana a Milano e in Italia”.


“Questo è uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana presentati a Milano e in Italia da molti anni. Senza alcun consumo di suolo, attraverso il riuso e la riqualificazione di parti importanti del territorio con verde, servizi ed edilizia sociale, si realizzerà un’opera di ricucitura della città senza precedenti”. Così l’assessore all’Urbanistica Alessandro Balducci commenta l’approvazione da parte della giunta di Palazzo Marino, riunitasi questa mattina in seduta straordinaria, dell’ipotesi di Accordo di Programma con Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato Italiane sugli scali ferroviari dismessi o di prossima dismissione presenti nel Comune di Milano.

Si tratta di sette aree, per un totale di circa 1.250.000 metri quadrati, che verranno riqualificate secondo i criteri di uno sviluppo territoriale sostenibile sanciti dal Pgt, con un’edificabilità massima di circa 674.000 metri quadrati, notevolmente ridotta rispetto a quella di oltre un milione di metri quadrati del precedente Pgt; la creazione di nuovi spazi pubblici e di uso pubblico per 590.000 metri quadrati, di cui 525.000 saranno destinati a verde con circa 10 chilometri di nuove piste ciclopedonali; il perseguimento di un processo partecipato di condivisione dei temi di interesse pubblico delle trasformazioni urbanistiche, secondo le linee del percorso di ascolto della cittadinanza già avviato dall’amministrazione comunale del 2013; la risposta al fabbisogno di abitazioni anche per le fasce sociali più deboli, mediante la previsione di insediamenti di edilizia residenziale sociale per circa 156.000 metri quadrati, pari a 2.600 nuovi alloggi.

Grazie alle risorse economiche che si potranno generare attraverso la valorizzazione delle aree, saranno inoltre finanziati specifici interventi di miglioramento e sviluppo del sistema ferroviario in ambito milanese, per assicurare l’incremento della capacità di trasporto pubblico nella regione metropolitana e il miglioramento del rapporto fra ferrovia e città, mediante interventi di riqualificazione delle stazioni esistenti e di realizzazione di nuove stazioni.






L’Accordo genera risorse destinate ad interventi ferroviari pari a 50 milioni di euro, più eventuali ulteriori risorse finanziarie ad esito delle alienazioni delle aree e degli effettivi ricavi (50% delle plusvalenze).

“È l’esito di un lungo processo di negoziazione con Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato - aggiunge Balducci -, in cui l’Amministrazione comunale si è impegnata in questi anni con l’obiettivo di vedere il recupero degli scali ferroviari come elementi di riqualificazione di ampi settori urbani. Da questo momento continueremo a lavorare per far sì che la realizzazione degli interventi sia all’altezza delle aspettative della città e dei suoi cittadini”.

Le previsioni funzionali hanno quale obiettivo di base un mix urbano articolato differente nelle varie localizzazioni, in relazione alle diverse vocazioni funzionali delle aree e alla capacità di accogliere destinazioni specifiche . Nelle zone di Greco-Breda, Lambrate e Rogoredo la funzione prevalente è quella della residenza sociale, con previsione di una percentuale minima destinata a funzioni commerciali e compatibili con la residenza; nella zona di Porta Genova la priorità è data a funzioni connesse alla vocazione presente nel contesto, correlata al sistema della moda e del design, con percentuale inferiore destinata alla residenza; l’area di San Cristoforo riveste invece una funzione ecologica e sociale, rappresentando il terminale, integralmente destinato a parco e funzioni connesse, del sistema lineare del Parco del Naviglio Grande e viene integralmente destinata a parco attrezzato.

In considerazione del carattere strategico delle trasformazioni delle aree, viene stabilito che le urbanizzazioni degli interventi dovranno non solo servire i nuovi insediamenti ma anche superare l’effetto di frattura generato dalla presenza degli scali ferroviari nel contesto urbano. Per questo sono previsti contributi aggiuntivi pari a 80 milioni di euro - suddivisi in 60 milioni per la trasformazione dello Scalo Farini e 20 milioni per Scalo Romana - necessari per la realizzazione di opere di accessibilità e riconnessione delle aree interessate, che finanzieranno anche interventi di mitigazione e riqualificazione paesaggistica, in corrispondenza delle linee ferroviarie che continueranno a passare nei due scali.


Per garantire la qualità del processo progettuale viene inoltre promosso il ricorso a forme di selezione concorsuale orientando lo sviluppo urbanistico verso un approccio progettuale, tecnico e culturale elevato.

lunedì 21 settembre 2015

Bovisa - LA bonifica alla "Goccia"

Oltre un secolo fa, prima che l’industria iniziasse a modificare il volto della periferia milanese, alla Bovisa si coltivavano fragole. Poi, nel 1906, l’area venne scelta per ospitare i gasometri per illuminare la città e il suo destino fu legato a quello della produzione di energia: prima la distillazione del carbone, poi i combustibili derivati dal petrolio, infine, nel 1994, la dismissione del sito e il suo isolamento dal resto del territorio urbano. In questi giorni, finalmente, si sta scrivendo l’inizio di una nuova storia: sono partiti i lavori di bonifica di un primo lotto di 40mila metri quadrati dell’area e, grazie alla ferma volontà di questa amministrazione e alla sua partecipazione al Piano Città che ha garantito risorse per 5 milioni di euro, è stato compiuto il primo passo del percorso di riqualificazione della cosiddetta Goccia. L'impegno dell'ex assessore Ada Lucia De Cesaris e la collaborazione della Regione Lombardia hanno permesso di riportare la responsabilità della bonifica dal Ministero dell'Ambiente agli attori locali, consentendo di articolare il procedimento in fasi e di prevedere una progressiva rigenerazione ambientale di tutta l'area.

Sarà così restituita ai cittadini una parte di Milano ad oggi gravemente inquinata: vi è stata infatti riscontrata la presenza di metalli pesanti, arsenico, cianuro, idrocarburi ed anche alcuni composti organici cancerogeni. Il progetto di bonifica - predisposto nel rispetto della normativa vigente e valutato con particolare attenzione dagli enti di controllo - è volto a consentire la fruibilità e vivibilità da parte di adulti e bambini di un pezzo di città attualmente abbandonato ed intercluso, ma che in futuro ospiterà un nuovo parco e nuovi servizi.

“Ad oltre dieci anni dall’inserimento della Bovisa Gasometri nei siti di interesse nazionale, possiamo finalmente festeggiare l’avvio del cantiere di bonifica che darà nuova qualità urbana all’intero quartiere, consentendo di ripensare e far rinascere un pezzo di città affinché risponda alle effettive esigenze del territorio” afferma l’assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, Alessandro Balducci. “Nessuna riqualificazione sarà possibile senza una bonifica accurata e approfondita, che consenta di fugare qualsiasi rischio per il suolo e, soprattutto, per la salute di tutti coloro che quell’area devono tornare a vivere”.


venerdì 7 agosto 2015

Area Metropolitana - Rho: un teatro e residenze all'ex area De Silva



In pieno centro a Rho, all'angolo tra le vie Dante Alighieri, Corso Europa e Fiorenza Castelli, al posto della fabbrica Diana De Silva oggi di proprietà della società Bracco Real Estate, sorgerà un complesso residenziale con negozi, uffici e un teatro-cinema. Qui venivano prodotti per la bellezza, profumi, bagni schiuma, creme e deodoranti, era dismessa dal 2004. 

Finalmente la città di Rho avrà, "a costo zero" per le casse comunali il suo cinema-teatro comunale e una riqualifica di un quartiere centrale.

Il progetto è pronto ed è stato presentato giovedì sera in consiglio comunale dall’architetto Laura Ferrario. Sono iniziate le opere di demolizione e bonifica dei fabbricati dell'ex edificio industriale, che termineranno a fine anno. Sarà salvata la palazzina che ospitava gli uffici che verrà ristrutturata completamente.

Un edificio residenziale a terrazze di otto piani sarà realizzato lungo il lato di Corso Europa, di 6.500 metri quadrati ad uso residenziale; 3.800 a carattere direzionale o ricettivo e 3.250 a carattere commerciale, mentre su Via Dante ci sarà un teatro che avrà una superficie pari a 2.000 metri quadrati e sarà composto da due sale e potrà ospitare fino a 624 posti a sedere.
Un teatro vero e all’avanguardia. Per dimensioni potrà essere paragonato al teatro Manzoni di Milano. Inoltre potrà essere usato sia per le rappresentazioni classiche che sperimentali. Non solo: le due sale saranno dotate di videoproiettore in modo da trasformare il teatro in un cinema.
Il progetto del cinema-teatro è stato realizzato da un pool di progettisti al fine di garantire la massima qualità dell’opera (ARANASSOCIATI, Studio Andrea Gola, Studio Banfi-Pezzetta e Enrico Moretti).

L’inizio dei lavori è previsto per la primavera del 2016 ed avranno la durata di circa due anni.

Ha spiegato al termine della presentazione Pietro Romano, sindaco di Rho: "Siamo orgogliosi di questo progetto che farà rifiorire un’area di Rho. Un teatro nel centro storico ha un valore aggiunto poiché fruibile per la cittadinanza senza usare l’automobile. Non solo: riqualificherà il centro e porterà un valore aggiunto alle attività della zona”.
















Progetti: Caserme dismesse e nuove prospettive

L’Università Cattolica acquisirà l’immobile in Piazza Sant’Ambrogio, il Ministero della Difesa cederà quello di via Caracciolo



La valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, l’ampliamento dell’offerta universitaria cittadina, la razionalizzazione degli spazi in uso alle Forze Armate e dell’Ordine. Sono i molteplici obiettivi del Protocollo d’Intesa – cui partecipano Comune di Milano, Ministero dell’Interno, Ministero della Difesa, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Agenzia del Demanio e Università Cattolica del Sacro Cuore - per la realizzazione della nuova sede della Polizia di Stato nella Caserma Montello di via Caracciolo, previo il trasferimento delle funzioni operative ora svolte dalla Difesa presso la Caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti, e l’acquisizione da parte dell’ateneo di piazza Sant’Ambrogio della prospiciente Caserma Garibaldi.

“Questo accordo è la prosecuzione di un importante percorso di collaborazione tra le istituzioni in atto da tempo. In questi anni la sinergia tra diversi soggetti, cui ha lavorato a lungo con impegno anche l’ex vicesindaco e assessore Ada Lucia De Cesaris, ha permesso di compiere passi fondamentali nello sviluppo della città, dando risposte sempre più efficienti alle diverse esigenze del territorio” commenta il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.

“Si tratta di una straordinaria occasione per riqualificare e valorizzare parti importanti del territorio, senza consumo di suolo e nel mantenimento di edifici d’alto valore storico” afferma l’assessore all’Urbanistica e Edilizia privata del Comune di Milano, Alessandro Balducci. “Ancora una volta le università milanesi si dimostrano un motore imprescindibile della crescita e dello sviluppo urbano”.

L’intesa recepisce la volontà del Ministero dell’Interno e del Ministero della Difesa di ottimizzare le infrastrutture in uso e consentire la valorizzazione di quelle non più funzionali e ridurre le spese; la necessità dell’Università Cattolica di ampliare i propri spazi per finalità didattiche e di ricerca e quella della Polizia di Stato di disporre di una sede più adeguata alle esigenze di servizio; il costante impegno dell’amministrazione comunale per promuovere processi di riqualificazione del tessuto urbano.
A tali fini il Protocollo prevede:

- l’acquisizione in proprietà della Caserma Garibaldi da parte dell’Università Cattolica per un valore di 88 milioni di euro

- l’impegno dell’Ateneo a erogare l’importo di cui sopra mediante finanziamento dei costi di rifunzionalizzazione della Caserma Montello per le esigenze della Polizia di Stato e della Caserma Santa Barbara per le necessità manifestate dal Ministero della Difesa

- l’impegno del Comune di Milano a porre in essere tutte le attività necessarie a realizzare l’operazione e a garantirne la conformità urbanistica ed edilizia.

Le istituzioni hanno inoltre stabilito di definire un Accordo territoriale di sicurezza integrata - alla cui definizione è stato delegato il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca - per stabilire le tempistiche e le modalità attuative dell’operazione, anche tramite una suddivisione per lotti funzionali.

“La Difesa - afferma il Ministro Roberta Pinotti - conferma l’attenzione verso il territorio, in particolare nei confronti della città di Milano. Attraverso un processo di razionalizzazione delle proprie infrastrutture e di ottimizzazione logistica e operativa, la Difesa rende disponibili caserme non più utili ai fini istituzionali per aprirle a nuovi progetti, partecipandole, nel ricordo della loro storia, alle nuove realtà di sviluppo del territorio, dell’economia, della cultura e della qualità della vita dei cittadini. Questo nostro percorso - conclude Pinotti - è un viaggio che continuiamo a fare con l’Agenzia del Demanio e le diverse municipalità, convinti che solo con il gioco di squadra si possono ottenere risultati come quello odierno, impensabili fino a poco tempo fa”.

“L’acquisizione della Caserma Garibaldi consentirà all’Università di razionalizzare e concentrare le attività didattiche e scientifiche dell’Ateneo” dichiara il rettore dell’Università Cattolica, prof. Franco Anelli. “Il progetto, garantendo un’adeguata risposta alle esigenze delle realtà che attualmente occupano la Caserma Garibaldi, darà vita a un grande polo culturale e formativo, di elevato prestigio anche dal punto di vista storico e architettonico, nel cuore dell’area metropolitana di Milano.”


“L’operazione – sottolinea il Direttore generale dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi - si inquadra in un più ampio piano di razionalizzazione degli immobili utilizzati dal Ministero dell’Interno nell’ambito delle recenti disposizioni normative in materia di contenimento della spesa pubblica e di riduzione ed efficientamento degli spazi utilizzati dalle Amministrazioni Statali. Tale iniziativa consentirà un risparmio di spesa per locazioni passive pari a circa 3,6 milioni di euro annui e la liberazione di 5 compendi demaniali del valore inventariale di circa 65 milioni di euro, attualmente in uso al Ministero dell’Interno, che potranno così essere utilizzati per ulteriori operazioni di razionalizzazione e di valorizzazione o vendita. Inoltre – conclude Reggi – con l’operazione messa in campo sarà generato lavoro per le imprese per circa 88 milioni di euro con evidente vantaggio per l’intero territorio”.





venerdì 24 luglio 2015

Delibere: decisa la sorte per gli scali ferroviari dismessi

L'8 luglio scorso uno degli ultimi atti dell’ex vicesindaco Ada Lucia De Cesaris riguardava la sorte degli "scali ferroviari dismessi", grande occasione per l'urbanistica cittadina. Infatti in quella data si è siglata l’intesa sull’Accordo di Programma tra Comune, Regione e Ferrovie dello Stato per la riqualificazione dei sette scali ferroviari dismessi. 

Si tratta di una delle trasformazioni urbane più importanti della città, come dicevamo, pari, se non oltre il grande progetto di Porta Nuova-Varesine (sempre ex scalo ferroviaro). L'accordo sarà sottoscritto a settembre e quindi la ratifica del Consiglio comunale. Ferrovie dello Stato a quel punto potrà vendere le aree in conformità alle prescrizioni dell’Accordo di programma. L'accordo di programma prevede la valorizzazione urbanistica degli scali attraverso edilizia libera, sociale, terziario, commerciale e verde pubblico, anche se l’indice edificatorio sarà più basso di quello previsto dal Pgt della Moratti, 0,65 per metro quadrato.

Le ferrovie dello Stato si impegnano nel finanziare nuove stazioni e potenziare la rete dei trasporti. Gli oneri urbanistici serviranno per finanziare il verde, i servizi, scuole e viabilità. Risolta anche la questione degli inquilini che vivono nei palazzi che si trovano nelle aree in questione: avranno un alloggio. 

L'atto riguarda ben sette aree, dal più grande scalo Farini a quello di Greco-Breda, dallo scalo Romana a Rogoredo, da Porta Genova a Lambrate e San Cristoforo, per un totale di 1 milione e 200mila metri quadrati. Secondo le linee guida la superficie edificabile sarò di 676mila metri quadrati, 520mila in edilizia libera e 156mila in edilizia sociale.

Ogni scalo destinerà a verde e servizi il 50 per cento del territorio per un totale di 595 mila metri quadrati, di cui 513mila a parco, una volta e mezzo Parco Sempione. Lambrate, Greco e Rogoredo saranno per l'housing sociale, mentre per gli scali Farini e Romana ci sarà in prevalenza edilizia commerciale e libera, a Porta Genova troveranno spazio il commerciale e il terziario. Differente sorte per San Cristoforo che verrà destinato per un grande parco di 100mila metri quadrati. Previste naturalmente nuove piste ciclo-pedonali.

(Fonte Corrsera)







Zona Expo - Dopo Expo un parco pluritematico e un campus universitario

“L’incontro di ieri a Palazzo Chigi ha determinato un passo avanti importante rappresentato dal coinvolgimento sempre più concreto del Governo, dell’Agenzia del Demanio e di Cassa depositi e Prestiti per la destinazione dell’area di Rho-Pero nel post Expo. Non solo è stata confermata la destinazione a parco pluritematico di intrattenimento di oltre il 50% dell’area, come già deciso dal Consiglio Comunale di Milano, ma anche l'impegno per un campus universitario, con conseguente ampliamento dell’offerta didattico-formativa nell’ottica di un vera e propria cittadella della ricerca e dell’innovazione. Un luogo che abbia anche spazi di intrattenimento e attrezzature sportive destinate sia a studenti che alla cittadinanza. Si andrà poi avanti sull’housing sociale con la destinazione di un numero rilevante di appartamenti per studenti, professori e ricercatori. Parte dell’area potrà essere destinata a un polo tecnologico dove trovino sede aziende private nazionali e multinazionali. E' Interessante anche la possibilità di trasferire sedi di uffici della pubblica amministrazione che oggi sono in sedi in affitto con risparmi che sarebbero destinati alle nuove collocazioni".

Lo afferma il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia al termine dell’incontro a Palazzo Chigi dei soci di Arexpo con i rappresentanti del Governo per discutere del ‘post-Expo’.


"E' una sfida importante per il futuro di Milano, dell’area metropolitana e della Regione che saranno un punto di riferimento a livello internazionale. Si tratta - ha proseguito Pisapia - di un passaggio positivo e di un concreto passo in avanti, cui seguiranno ulteriori incontri sia tecnici, già nella prossima settimana, sia con gli attuali azionisti di Arexpo nel mese di settembre. Di sicuro c’è la comune consapevolezza della necessità di proseguire il lavoro già iniziato per trovare, in tempi ragionevoli, e compatibili sia dal punto di vista dell’attrattività che economico- finanziario, una soluzione concreta per la destinazione di un’area che, va ricordato, è all’avanguardia sia dal punto di vista infrastrutturale che da quello tecnologico. Per quanto riguarda la fase transitoria, quella che inizia immediatamente dopo la conclusione dell’Esposizione Universale, ricordo di aver segnalato per primo la necessità di trovare una soluzione temporanea per l’utilizzo delle aree in modo da mantenere l’eccellenza del sito. Vi sono già molte proposte approfondite del Comune e altre che arrivano da associazioni e cittadini".





"E’ importante che i soci di Arexpo, a partire dal Comune e dalla Regione Lombardia, condividano al più presto quali siano le soluzioni migliori per evitare il degrado dell’area di Expo nei mesi necessari per riconsegnare l'area libera dai padiglioni temporanei. Sicuramente utili saranno le iniziative, in parte già programmate, di Cascina Triulza, padiglione della società civile, di Children Park e del padiglione Italia”, conclude Pisapia.


giovedì 16 luglio 2015

Zona Expo - Dopo il 31 ottobre, che fare?

C'è grande dibattito sul destino dell'area Expo una volta terminato il grande evento il 31 ottobre 2015.  



Come si sa, buona parte dei padiglioni costruiti per l'evento sono temporanei e quindi a fine manifestazione saranno smontati, riportati nei Paesi proprietari o distrutti; altri probabilmente verranno "donati" alla città come quello di Coca Cola, progettato per durare e che diventerà la copertura di un campo da basket esistente.
Pare che alcune strutture possano rimanere ancora per qualche anno dopo l'evento per non lasciare il sito in attesa di una sua futura destinazione in balia del degrado.





Da quel che si sa a oggi sono due i Paesi che hanno concesso i loro padiglioni per gli eventi futuri: Israele (che potrebbe diventare un centro di cooperazione tecnologica) e il Kazakhistan (anche perché servirà come promotore per il suo Expo 2017 dedicato all’Energia del Futuro). Anche la Spagna avrebbe fatto sapere di essere interessata a restare. Così come la grande rete del Padiglione brasiliano, che piace molto a tutti i visitatori e che  probabilmente sarà spostata in qualche parco cittadino.

Potrebbero rimanere ancora per qualche tempo la struttura del Padiglione dell'Expo Centre e i padiglioni di servizio, quelli in legno giallo che servono per contenere servizi igenici, bar e ristoranti e che si trovano disseminati un po' ovunque nel sito. Anche la grande arena dell'Open Air Teathre potrebbe rimanere anche in futuro, come il Palazzo Italia. 
Per l'Albero della Vita si è già parlato di un possibile trasferimento in piazzale Loreto, anche se per ora è solo un ipotesi.
Intanto l'anno prossimo a Milano si svolgerà la XXI Triennale internazionale che potrebbe sfruttare l'area Expo per eventi e manifestazioni per mantenere viva l'area espositiva. 








Per ora, insomma, il dopo Expo rimane ancora una questione aperta; la direzione principale verte sullo spostare parte dell'Università Statale, che qui vorrebbe installare un campus scientifico. Bisognerà comunque capire chi dovrebbe mettere i fondi: il Ministro Maurizio Martina (Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con delega ad Expo, nel Governo Renzi) assicura che il governo farà la sua parte davanti a un piano valido e mette in calendario, a breve, incontri con Sindaco e Governatore.

Comunque sia, noi speriamo che in qualche modo molti padiglioni possano rimanere in città ed essere riutilizzati per altri scopi, una sorta di eredità dell'evento che possa essere diffusa in ogni angolo cittadino.




Come il bellissimo padiglione del Nepal, che ci piacerebbe andasse a far parte della collezione del neonato MUDEC (Museo delle Culture) come simbolo a ricordo delle vittime del terribile terremoto e dell'impegno di questo popolo che deve risorgere dalle macerie.
Anche il padiglione cinese, con la sua ondulata copertura, potrebbe essere riconvertito in un mercato coperto (magari in piazza Sant'Agostino), così come il padiglione della Francia. Ma sono molti i padiglioni che potrebbero avere una seconda vita nel contesto urbano e nella vita di tutti gli abitanti e i visitatori della città.











Anche Stefano Boeri, ideatore del Masterplan Expo ha detto la sua e non ci sembra poi così male.

"Il sito può essere composto da 3 poli:
-un Campus ricerca/università, a contatto con la città, che riprende il progetto del Rettore dell'Università Statale e di Assolombarda.
-un Parco della Biodiversità, che risponde alle aspettative dei cittadini (referendum del 2011).
-un Parco Agroalimentare vicino alla Fiera, dove le regioni italiane si sostituiscono ai padiglioni nazionali; con la Fiera si potrà promuovere ogni anno un grande Salone Internazionale dell'Alimentare.
E' una proposta che cerca di valorizzare al massimo l'eredità di spazi, di immagine e relazioni internazionali che Expo ha creato.

Ma il punto è un altro: la strada per il dopo-Expo (che inizia fra meno di 4 mesi...) va decisa dalla Politica, non da un gruppo di advisor tecnici, seppur competenti.
La Politica decida e la Tecnica traduca in soluzioni.
Serve una visione per il futuro metropolitano, un grande realismo per sanare i conti difficilissimi e un grande coraggio per assumersi la responsabilità di un sito che altrimenti rischia di trascinare in un profondo buco nero l'economia di questo territorio.
Mi sbaglierò, ma continuo a non vedere questa consapevolezza..."



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