Un palazzo rinascimentale poco conosciuto ma che possiede uno dei più bei cortili di Milano: si tratta del Palazzo Bigli, nell'omonima via al civico 11. Se il portone è aperto, provate a dare un occhio, magari chiedendo al custode.
Il bel palazzo venne edificato nel 1500 dalla famiglia patrizia dei Bigli, originari di Rovato. Ancora in costruzione, l'edificio venne ceduto agli Aliprandi, antica famiglia milanese, che continuarono con i lavori. Ancora adesso sono visibili nella volta a botte dell'androne d'ingresso le iniziali di Ambrogio Aliprandi, A A. Il palazzo fu poi dei Taverna, ed infine dei Ponti.
Il portale rinascimentale è l'unica parte sopravvissuta ai secoli della facciata originale, mentre il resto è un rifacimento in stile neorinascimentale disegnato dall'architetto Luigi Baj nel 1841. Il grazioso portale si presenta con lesene corinzie ai lati e due medaglioni a rilievo nei pennacchi, raffiguranti l'Annunciazione, attribuita al Bambaja. Durante lo stesso intervento furono anche restaurati gli affreschi del cortile. Cortile porticato sui quattro lati del piano terreno con archi in cotto retti da colonne, ha al primo piano finestre riquadrate in cotto. Tra una finestra e l'altra sono presenti gli affreschi cinquecenteschi, che tanto caratterizzano questo cortile: affreschi attribuiti a Bernardino Luini e miracolosamente sopravvissuti ai bombardamenti.
Per riparare i danni bellici al palazzo, ora della famiglia Ponti, venne chiamato lo studio BBPR, in voga negli anni Cinquanta. Il restauro delicato di questo palazzo tardo quattrocentesco andava salvaguardato sebbene ammodernando il resto dell'edificio. La facciata su via Bigli, anch’essa risparmiata dagli eventi bellici, venne restaurata, ma il progetto di recupero del palazzo si svolse a partire dal vuoto del cortile bramantesco: i BBPR, innanzitutto, decisero di ripristinarne le proporzioni originarie, smantellando il sopralzo costruito a inizio Ottocento. In sostituzione realizzarono un nuovo sopralzo a gradoni e con falde inclinate in modo che, dal piano terra, nulla appaia al di sopra della linea di gronda originale. I tre livelli aggiunti formano un invaso di terrazze digradanti verso il nucleo rinascimentale che, in questo modo, assume ancor di più il valore di elemento ordinatore dell’intero edificio.
Visualizzazione post con etichetta Zona Quadrilatero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Zona Quadrilatero. Mostra tutti i post
lunedì 5 ottobre 2015
giovedì 16 luglio 2015
Mostre - Grandi Esposizioni a Milano. Un viaggio storico verso l’Expo 2015
Apre oggi al pubblico e fino al 30 agosto 2015 presso gli spazi espositivi al pianoterra di Palazzo Moriggia-Museo del Risorgimento, la mostra a cura di Pietro Solera “Grandi Esposizioni a Milano. Un viaggio storico verso l’Expo 2015”, promossa da Comune di Milano | Gabinetto del Sindaco e Assessorato Cultura, Servizio Musei Storici, e realizzata da Ecopolis Cooperativa di Abitanti. Grande affresco sulla storia delle Esposizioni Universali, da quella di Londra del 1851 fino a Expo Milano 2015, la mostra accompagna il visitatore in un affascinante viaggio attraverso l’Europa della seconda metà del XIX secolo in pieno fermento economico-industriale, per poi concentrarsi su alcune delle più significative esposizioni milanesi, le due nazionali del 1881 e del 1894; l’Esposizione Mondiale del 1906 e la Triennale del 1933.
L’accento su Milano, capitale morale ed economica d’Italia, e sulla portata storica delle esposizioni ospitate, apre un interessante scenario sulle rivoluzioni tecnologiche e urbanistiche avvenute fin dall'Ottocento in Europa e in specie nella nostra città, con particolare riferimento ai cambiamenti realizzatisi a oltre un secolo di distanza dall’Expo milanese del 1906. La grande capacità di innovazione scientifica e tecnica della nostra metropoli, frutto dell'impegno di organizzazioni e imprese grandi e piccole, private e pubbliche, è testimoniata da un’attenta analisi della vita economica e sociale del capoluogo lombardo.
L’ultima parte della mostra richiama il percorso iniziato nel 2008 verso Expo Milano 2015. In evidenza i mutevoli programmi, le aspettative e le ricadute sulla realtà metropolitana (infrastrutture, organizzazione urbana ecc.), nonché alcuni spunti di riflessione legati al tema espositivo. Di particolare interesse sarà l’osservazione che il visitatore potrà operare, valutando le differenze tra quanto programmato a suo tempo e la concreta realizzazione di Expo 2015 in un confronto quanto mai diretto e immediato. A conclusione della mostra si affronterà il concetto di “sostenibilità”, fra i temi cardine di Expo Milano 2015. Emerge dal percorso espositivo un dato costante: Milano, storicamente polo fieristico di rango europeo, ha tratto profitto dalla sua apertura internazionale e dalla capacità di integrare risorse per creare innovazione materiale e culturale a beneficio di tutto il Paese. Oggi Expo 2015 chiama il capoluogo ambrosiano a confermare la propria reputazione.
L’invito a Palazzo Moriggia, rivoltoci dal Comune di Milano, incoraggia l’impegno di Ecopolis a favore dei soci e dell’intera comunità – spiega Vincenzo Barbieri, Presidente di Ecopolis. – La mostra “Grandi Esposizioni a Milano” vuole essere un nostro piccolo omaggio alla conoscenza delle forze economiche e sociali che hanno fatto la storia della nostra città e della sua metamorfosi urbanistica e ambientale, alla quale la cooperazione ha dato un tangibile contributo. Una trasformazione ben testimoniata dalla ricca galleria fotografica in mostra con ampie didascalie che invitano il visitatore a percorrere la storia delle esposizioni, mettendo in parallelo quelle del passato con gli avvenimenti salienti degli anni in cui si sono svolte.
L’ultima parte della mostra richiama il percorso iniziato nel 2008 verso Expo Milano 2015. In evidenza i mutevoli programmi, le aspettative e le ricadute sulla realtà metropolitana (infrastrutture, organizzazione urbana ecc.), nonché alcuni spunti di riflessione legati al tema espositivo. Di particolare interesse sarà l’osservazione che il visitatore potrà operare, valutando le differenze tra quanto programmato a suo tempo e la concreta realizzazione di Expo 2015 in un confronto quanto mai diretto e immediato. A conclusione della mostra si affronterà il concetto di “sostenibilità”, fra i temi cardine di Expo Milano 2015. Emerge dal percorso espositivo un dato costante: Milano, storicamente polo fieristico di rango europeo, ha tratto profitto dalla sua apertura internazionale e dalla capacità di integrare risorse per creare innovazione materiale e culturale a beneficio di tutto il Paese. Oggi Expo 2015 chiama il capoluogo ambrosiano a confermare la propria reputazione.
L’invito a Palazzo Moriggia, rivoltoci dal Comune di Milano, incoraggia l’impegno di Ecopolis a favore dei soci e dell’intera comunità – spiega Vincenzo Barbieri, Presidente di Ecopolis. – La mostra “Grandi Esposizioni a Milano” vuole essere un nostro piccolo omaggio alla conoscenza delle forze economiche e sociali che hanno fatto la storia della nostra città e della sua metamorfosi urbanistica e ambientale, alla quale la cooperazione ha dato un tangibile contributo. Una trasformazione ben testimoniata dalla ricca galleria fotografica in mostra con ampie didascalie che invitano il visitatore a percorrere la storia delle esposizioni, mettendo in parallelo quelle del passato con gli avvenimenti salienti degli anni in cui si sono svolte.
venerdì 29 maggio 2015
Zona Quadrilatero - Il verde di Aldo Rossi
Aldo Rossi, il noto architetto italiano dalla forte personalità, sul finire degli anni Ottanta creò questo (un po' ingombrante) monumento per la città di Milano realizzato come ripristino della piazzetta formata da via Croce Rossa dopo i lavori per la metropolitana M3.
In seguito il monumento venne dedicato al settimo presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini.
Aldo Rossi la concepì come una sorta di architettura urbana e una scena teatrale. In un gioco di spazi tra le piante, i lampioni, le panche in pietra e le architetture presenti racchiude questo spazio urbano in modo estremamente geometrico e metafisico. Il monumento è un cubo di otto metri di lato aperto verso via Montenapoleone con una scalinata protetta dalle alte pareti laterali. La larga scala usata come seduta raggiunge una sorta di podio posto in alto.
Sul lato opposto a via Montenapoleone vi è una fonte a forma triangolare che versa l'acqua in una vasca.
I lampioni posti tra le piante e le panchine sono molto caratteristici, in origine erano colorati in verde, poi qualche anno fa sono stati riverniciati in grigio (dovrebbero anche essere ridipinti, visto come sono conciati). Ora qualche traccia del loro originario colore sta saltando fuori: per coerenza stilistica e artistica, secondo noi, il colore dei lampioni dovrebbe tornare verde, come da progetto di Aldo Rossi.
Ricordiamo anche che il monumento nel 2010 rischiò di venire spostato a seguito di una petizione sottoscritta da un centinaio di artisti e architetti che non ritenevano adeguata la presenza di questo monumento in questo luogo.
In seguito il monumento venne dedicato al settimo presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini.
Sul lato opposto a via Montenapoleone vi è una fonte a forma triangolare che versa l'acqua in una vasca.
I lampioni posti tra le piante e le panchine sono molto caratteristici, in origine erano colorati in verde, poi qualche anno fa sono stati riverniciati in grigio (dovrebbero anche essere ridipinti, visto come sono conciati). Ora qualche traccia del loro originario colore sta saltando fuori: per coerenza stilistica e artistica, secondo noi, il colore dei lampioni dovrebbe tornare verde, come da progetto di Aldo Rossi.
Ricordiamo anche che il monumento nel 2010 rischiò di venire spostato a seguito di una petizione sottoscritta da un centinaio di artisti e architetti che non ritenevano adeguata la presenza di questo monumento in questo luogo.
martedì 24 febbraio 2015
Zona Quadrilatero - Sopra il Sotto in Monte Napoleone
I protagonisti della moda italiana “vestono” di creatività e colore i tombini del centro città in vista di Expo. La mostra open air “SOPRA IL SOTTO – Tombini Art raccontano la Città Cablata”, 24 Tombini Art ideati dai grandi protagonisti della moda italiana, è stata presentata oggi dall’assessore alle Politiche per il Lavoro, Moda e Design Cristina Tajani con Mario Boselli, Presidente delle Camera Nazionale della Moda. Un progetto di Metroweb nato da un’idea di Monica Nascimbeni, con il patrocinio del Comune di Milano, in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana e in partnership con Oxfam Italia.
“Questa terza edizione della mostra ha saputo declinare il tema di Milano capitale della moda e del design – ha spiegatol’assessore alle Politiche per il Lavoro, Moda e Design Cristina Tajani -: viene proposto il tombino come oggetto urbano, degno di diventare soggetto dell’opera dei più grandi stilisti della moda italiana e, al tempo stesso, simbolo della città più cablata d’Europa e prima smart city in Italia. Il progetto fonde la città intelligente con quella creativa e innovativa, in una mostra che, coniugando i colori e le linee proposte dalla principali maison, porta il gusto del bello e del ben fatto giù dalle passerelle direttamente nelle strade del centro città”.
"Come Camera Nazionale della Moda Italiana siamo molto lieti di partecipare a questa bellissima iniziativa di Metroweb, anche in quanto sono il Presidente del Consiglio di Amministrazione di questa bella realtà. Nelle passate edizioni questo progetto era stato dedicato agli artisti e oggi coinvolge gli stilisti, che possono essere considerati a pieno titolo artisti ed espressione dello stile e dell'eleganza del nostro Paese”, c ommenta il Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Mario Borselli. "Sono certo che questa mostra dedicata alla cittadinanza avrà un importante successo, perché il connubio che unisce l'arte e la moda è sempre vincente".
“E’ un’edizione speciale che, in occasione dell’imminente Expo 2015 (1 maggio-31 ottobre) si propone di celebrare e interpretare il tema dell’internazionalità di Milano attraverso le sue eccellenze - afferma l’Amministratore Delegato di Metroweb Alberto Trondoli - con attenzione particolare all’interazione tra arte e moda nel contesto urbano e all’innovazione tecnologica, a partire dalla rete in fibra ottica di un’azienda come Metroweb che vanta il primato di aver reso Milano la città più cablata d’Europa”.
Da martedì 24 febbraio sino a gennaio 2016 saranno visibili, in un insolito percorso artistico tra via MonteNapoleone e via Sant’Andrea, 24 tombini d’autore, pezzi unici e originali, cesellati a rilievo e dipinti a mano, pensati e ideati appositamente dagli stilisti che hanno aderito con entusiasmo al progetto: Giorgio Armani, Just Cavalli, Etro, Missoni, Larusmiani, Laura Biagiotti, Costume National, Moschino, 10 Corso Como, Prada, Trussardi, DSquared2, Versace, Iceberg, Brunello Cucinelli, Hogan, Alberta Ferretti, Valentino, Salvatore Ferragamo, Emilio Pucci, Giuseppe Zanotti Design, Ermenegildo Zegna.
Due tombini dei 24 in mostra sono stati progettati da giovani promesse dello stile: Metroweb ha infatti realizzato un contest in collaborazione con l’Istituto Marangoni di Milano, al quale hanno partecipato gli studenti. Una giuria composta da rappresentanti di Metroweb, Istituto Marangoni e Camera Nazionale della Moda Italiana, ha selezionato due giovani fashion designer che hanno meglio interpretato il concept della mostra, Alessandro Garofolo e Santi, che avranno la soddisfazione di veder realizzato il loro tombino in via MonteNapoleone.
Come per le scorse edizioni, a chiusura della mostra open air (gennaio 2016) i tombini Art, dopo un attento restauro, saranno battuti all’asta da Christie’s. Il ricavato sarà interamente devoluto a favore dell’organizzazione non profit Oxfam Italia, Civil Society Participant di Expo 2015. I proventi contribuiranno così alla realizzazione di attività rivolte al miglioramento delle condizioni socio-economiche di circa 20.000 persone, con un’attenzione particolare verso le donne, non solo in Italia ma anche in altri Paesi del mondo: Bosnia Erzegovina, Albania, Ecuador, Territori Palestinesi, Marocco, Cambogia. In queste realtà sarà favorito l’accesso alle risorse primarie e creata occupazione, grazie all’avvio e al rafforzamento di attività micro-imprenditoriali e cooperative, soprattutto in ambito agro-alimentare in linea con le tematiche espresse da Expo 2015.
“Questa terza edizione della mostra ha saputo declinare il tema di Milano capitale della moda e del design – ha spiegatol’assessore alle Politiche per il Lavoro, Moda e Design Cristina Tajani -: viene proposto il tombino come oggetto urbano, degno di diventare soggetto dell’opera dei più grandi stilisti della moda italiana e, al tempo stesso, simbolo della città più cablata d’Europa e prima smart city in Italia. Il progetto fonde la città intelligente con quella creativa e innovativa, in una mostra che, coniugando i colori e le linee proposte dalla principali maison, porta il gusto del bello e del ben fatto giù dalle passerelle direttamente nelle strade del centro città”.
"Come Camera Nazionale della Moda Italiana siamo molto lieti di partecipare a questa bellissima iniziativa di Metroweb, anche in quanto sono il Presidente del Consiglio di Amministrazione di questa bella realtà. Nelle passate edizioni questo progetto era stato dedicato agli artisti e oggi coinvolge gli stilisti, che possono essere considerati a pieno titolo artisti ed espressione dello stile e dell'eleganza del nostro Paese”, c ommenta il Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Mario Borselli. "Sono certo che questa mostra dedicata alla cittadinanza avrà un importante successo, perché il connubio che unisce l'arte e la moda è sempre vincente".
“E’ un’edizione speciale che, in occasione dell’imminente Expo 2015 (1 maggio-31 ottobre) si propone di celebrare e interpretare il tema dell’internazionalità di Milano attraverso le sue eccellenze - afferma l’Amministratore Delegato di Metroweb Alberto Trondoli - con attenzione particolare all’interazione tra arte e moda nel contesto urbano e all’innovazione tecnologica, a partire dalla rete in fibra ottica di un’azienda come Metroweb che vanta il primato di aver reso Milano la città più cablata d’Europa”.
Da martedì 24 febbraio sino a gennaio 2016 saranno visibili, in un insolito percorso artistico tra via MonteNapoleone e via Sant’Andrea, 24 tombini d’autore, pezzi unici e originali, cesellati a rilievo e dipinti a mano, pensati e ideati appositamente dagli stilisti che hanno aderito con entusiasmo al progetto: Giorgio Armani, Just Cavalli, Etro, Missoni, Larusmiani, Laura Biagiotti, Costume National, Moschino, 10 Corso Como, Prada, Trussardi, DSquared2, Versace, Iceberg, Brunello Cucinelli, Hogan, Alberta Ferretti, Valentino, Salvatore Ferragamo, Emilio Pucci, Giuseppe Zanotti Design, Ermenegildo Zegna.
Due tombini dei 24 in mostra sono stati progettati da giovani promesse dello stile: Metroweb ha infatti realizzato un contest in collaborazione con l’Istituto Marangoni di Milano, al quale hanno partecipato gli studenti. Una giuria composta da rappresentanti di Metroweb, Istituto Marangoni e Camera Nazionale della Moda Italiana, ha selezionato due giovani fashion designer che hanno meglio interpretato il concept della mostra, Alessandro Garofolo e Santi, che avranno la soddisfazione di veder realizzato il loro tombino in via MonteNapoleone.
Come per le scorse edizioni, a chiusura della mostra open air (gennaio 2016) i tombini Art, dopo un attento restauro, saranno battuti all’asta da Christie’s. Il ricavato sarà interamente devoluto a favore dell’organizzazione non profit Oxfam Italia, Civil Society Participant di Expo 2015. I proventi contribuiranno così alla realizzazione di attività rivolte al miglioramento delle condizioni socio-economiche di circa 20.000 persone, con un’attenzione particolare verso le donne, non solo in Italia ma anche in altri Paesi del mondo: Bosnia Erzegovina, Albania, Ecuador, Territori Palestinesi, Marocco, Cambogia. In queste realtà sarà favorito l’accesso alle risorse primarie e creata occupazione, grazie all’avvio e al rafforzamento di attività micro-imprenditoriali e cooperative, soprattutto in ambito agro-alimentare in linea con le tematiche espresse da Expo 2015.
venerdì 16 gennaio 2015
Zona Porta Nuova - Via Manzoni e l'arredo urbano inesistente
Via Manzoni è forse l'immagine più aristocratica che Milano possa offrire, parte del Quadrilatero della moda unisce piazza della Scala con piazza Cavour.
In precedenza era conosciuta come "Corsia del Giardino" fino a via Monte Napoleone e da lì fino agli archi medievali col nome di "Corso di Porta Nuova".
Già nell'Ottocento era considerata la strada più lussuosa di Milano e d’Europa. Palazzi nobili facevano da quinta all'elegante alla via come: il palazzo Palazzo Borromeo d’Adda (39/45); Palazzo e la galleria Manzoni, esempio del periodo d'oro dell'aerchitettura degli anni Cinquanta; al 30, il settecentesco Palazzo Gallarati Scotti; LA chiesa di San Francesco di Paola; Il palazzo di Armani; al civico 29 il Grand Hotel et de Milan dove dormiva Giuseppe Verdi; la casa museo del Poldi Pezzoli; Palazzo Anguissola e le Gallerie d'Italia arricchiscono la classe della via.
Oggi, percorrendola, forse distratti dalle lussuose vetrine, non ci si fa molto caso a come sia messa male. Noi, sempre attenti a questi particolari, abbiamo scattato alcune foto percorrendola nella sua lunghezza. Marciapiedi in bitume, come buona parte della città non aiutano a dare alcun senso d'eleganza. Archetti sparsi a vanvera e oramai perlopiù sghimbesci. Semafori un po' gialli e un po' metallici (su questo argomento torneremo prima o poi).
Sarebbe così bello se questa via fosse arredata a dovere, marciapiedi più larghi e piastrellati, nessuna auto parcheggiata ai lati, lampioni, magari in stile primo Novecento, cartelli solo necessari, darebbero la giusta impressione. Insomma al solito, la scarsa cura nell'arredo urbano che caratterizza questa città oramai dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
In precedenza era conosciuta come "Corsia del Giardino" fino a via Monte Napoleone e da lì fino agli archi medievali col nome di "Corso di Porta Nuova".
Già nell'Ottocento era considerata la strada più lussuosa di Milano e d’Europa. Palazzi nobili facevano da quinta all'elegante alla via come: il palazzo Palazzo Borromeo d’Adda (39/45); Palazzo e la galleria Manzoni, esempio del periodo d'oro dell'aerchitettura degli anni Cinquanta; al 30, il settecentesco Palazzo Gallarati Scotti; LA chiesa di San Francesco di Paola; Il palazzo di Armani; al civico 29 il Grand Hotel et de Milan dove dormiva Giuseppe Verdi; la casa museo del Poldi Pezzoli; Palazzo Anguissola e le Gallerie d'Italia arricchiscono la classe della via.
Oggi, percorrendola, forse distratti dalle lussuose vetrine, non ci si fa molto caso a come sia messa male. Noi, sempre attenti a questi particolari, abbiamo scattato alcune foto percorrendola nella sua lunghezza. Marciapiedi in bitume, come buona parte della città non aiutano a dare alcun senso d'eleganza. Archetti sparsi a vanvera e oramai perlopiù sghimbesci. Semafori un po' gialli e un po' metallici (su questo argomento torneremo prima o poi).
Sarebbe così bello se questa via fosse arredata a dovere, marciapiedi più larghi e piastrellati, nessuna auto parcheggiata ai lati, lampioni, magari in stile primo Novecento, cartelli solo necessari, darebbero la giusta impressione. Insomma al solito, la scarsa cura nell'arredo urbano che caratterizza questa città oramai dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
![]() |
Via Manzoni davanti alla lunghissima facciata del settecentesco Palazzo Borromeo d’Adda |
![]() |
Come sarebbe più bella se avesse lampioni e marciapiedi in pietra |
![]() |
la lunghissima facciata del settecentesco Palazzo Borromeo d’Adda |
![]() |
L'entrata colonnata del Palazzo Borromeo d’Adda |
![]() |
All'angolo con via Morone |
![]() |
Semaforo giallo e marciapiedi un po' in pietra e un po' in catrame |
![]() |
Pali all'angolo con via Bigli |
![]() |
Gli archetti |
![]() |
Lo stato del marciapiede |
![]() |
Marciapiedi piccoli |
Iscriviti a:
Post (Atom)
-
Segnaliamo con piacere questa bella pubblicazione: ItalyForKids presenta la prima Mappa di Milano per i bambini Perché imparare a viagg...
-
In questi giorni abbiamo assistito a parecchie modifiche di diverse linee Atm in varie zone della città, dovute sia all'apertura delle...
-
Ultime 24 ore di vita per il Consiglio provinciale di Milano che s’estingue dopo 154 anni di onorata vita istituzionale (la «prima volta» fu...