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giovedì 2 luglio 2015

Zona Farini - E' spuntata un'aiuola

A volte ci stupiscono i tecnici del Comune. Stiamo parlando dell'aiuola che ha sostituito una distesa di catrame che fino a pochi giorni fa caratterizzava l'incrocio tra 18 Via Giuseppe Ferrari e via Carlo Farini, proprio prima del ponte. Qui si trovava la fermata dei bus prima del ripristino dei binari del tram. Sicuramente l'intervento fa parte del riassetto viabilistico dopo la riapertura di piazzale del Monumentale, finora interessato dal cantiere della M5. Ma siamo lieti che i tecnici del Comune abbiano pensato ad un'aiuola, sicuramente la percezione di quest'angolo cambierà notevolmente.

L'aiuola in via Ferrari nella nuova sistemazione

L'aiuola in via Ferrari nella nuova sistemazione

Come si presentava fino a poche settimane fa.



Panoramica sull'incrocio con l'aiuola









martedì 30 giugno 2015

Zona Farini - La Torre Arcobaleno torna a colorare la città


Si è svolta oggi la conferenza stampa di presentazione della rinnovata Torre Arcobaleno, restituita alla città grazie all'impegno di alcune importanti aziende quali Bazzea – B Construction Technology, Condor, Fila Solutions, Mapei e Marazzi.

Artefice del progetto e dell’organizzazione dei lavori, oggi come nel 1990 (la torre risalente al 1964, un tempo anonimo serbatoio dell’acqua all'interno del perimetro dello scalo ferroviario della Stazione FS Milano Porta Garibaldi, ristrutturata e abbellita col mosaico per Italia nel 1990), è la Divisione Architettura dello studio milanese Original Designers 6R5 Network, con i professionisti Francesco Roggero, Albino Pozzi, Rita Alfano Roggero e Kiyoto Ishimoto.

Il restauro si è svolto con il Patrocinio dell’Assessorato ai lavori pubblici e all'Arredo urbano del Comune di Milano e con la collaborazione di RFI

La riqualificazione - i cui costi sono stati integralmente assunti dalle aziende e dagli architetti riunitisi intorno al progetto - è un omaggio a Milano e ai milioni di visitatori che la città sta ospitando in occasione di Expo 2015.

L’opera è stata portata a termine in soli 71 giorni, impiegando 37 addetti

La Torre Arcobaleno si inserisce nel progetto Wonderline, sviluppato da Original Designers 6R5 Network, che da alcuni anni collega al tema del Colore diverse iniziative nel mondo dell’arte e dell’architettura. I colori della Torre Arcobaleno rappresentano la voglia di vivere il pianeta in maniera intelligente e in armonia tra tecnologia, natura, innovazione e tradizione.

La Torre, a lavori ultimati, è stata trattata con una speciale vernice antigraffito.

Ulteriori informazioni e immagini su www.torrearcobaleno.it









Sono state lasciate due piastrelline alla base per mostrare le condizioni del materiale dopo 25 anni dalla posa.


Francesco Roggero e l'assessore ai lavori pubblici Carmela Rozza




lunedì 15 giugno 2015

Zona Farini - Un Arcobaleno tra Milano e l'Africa

Come vi abbiamo raccontato qualche settimana fa, la Torre Arcobaleno è oggetto in questo momento di un intervento di restauro conservativo che la restituirà alla città con l'originale aspetto colorato che lo Studio Original Designers 6R5 Network creò in occasione dei Mondiali del 1990 e che diede un volto nuovo a quello che era un anonimo serbatoio dell'acqua.




Tra le aziende che stanno contribuendo al restauro figura anche l'azienda Condor che qualche giorno fa ha presentato a Expo un progetto sperimentale denominato Condor Warka Water che costituirebbe risposta tecnologicamente avanzata al grave problema dell’accesso alle fonti di acqua nei Paesi in via di sviluppo.

Il progetto trae origine dal Warka Water, dispositivo ideato e realizzato dall’arch. Vittori, di Architecture and Vision, per produrre acqua potabile dall'aria, raccogliendola da fenomeni naturali quali la pioggia, la nebbia e mediante condensa.

La sezione Ricerca e Sviluppo del Dipartimento tecnico di Condor, in collaborazione con Architecture and Vision, ha adattato la tecnologia del ponteggio multidirezionale Multicom alla struttura del Warka , originariamente in bambu’,migliorandone la resa e garantendone durabilità nel tempo

Anche se l'iniziativa può apparire lontanissima dai temi che solitamente trattiamo, ci piace dare visibilità a un progetto che - attraverso l'utilizzo di sistemi innovativi - potrebbe aiutare a risolvere il problema dell'approvvigionamento idrico delle popolazioni che vivono in zone desertiche.


Per altre info la loro pagina Facebook




venerdì 12 giugno 2015

Zona Porta Volta - la chiesetta imbrattata

In via Farini, all'angolo con via Quadrio si trova una piccola chiesetta che si vede non essere rispettata neanche dagli imbrattamuri (che solitamente rispettano i monumenti e le chiese, anche se oramai...). Si tratta della chiesetta dell'Immacolta Concezione costruita nel 1875. Il fianco, lungo la via Farini è stato vandalizzato come il resto della città da scritte e scarabocchi. Questa piccola cappella è stata dimenticata da tutti a quanto pare tanto da non sembrare neanche più una chiesa.


La storia della chiesetta:

Dopo le soppressioni giuseppine della fine del 1700 (Giuseppe II d'Asburgo), la Custodia di Terra Santa decise di erigere nuovamente in Milano (in precedenza si trovava nel convento di S. Angelo) un Commissariato per raccogliere le offerte da inviare nei Luoghi Santi. Così padre Giangrisostomo Taramelli da Bergamo otteneva dalla Santa Sede e dal Governo dell’Ordine nel 1870 il permesso di erigere appena fuori dalle mura cittadine nella zona adiacente a Porta Tenaglia (poi Porta Volta) un Ospizio di Terra Santa con un’ala su Via Maroncelli, l’altra verso il largo Tazzoli. Il 2 novembre 1878 il Ministro generale, padre Bernardino da Portogruaro, dichiarò l’ospizio Casa Regolare e sede del noviziato sotto la denominazione Convento dell’Immacolta Concezione.

Infatti, negli anni 1875-1876 era stata eretta una chiesa dedicata all’Immacolata Concezione sull’angolo di Via Farini-Quadrio accanto ad una precedente cappella aperta al pubblico il 17 luglio 1873. Il 17 ottobre 1891 il Ministro generale, padre Luigi da Parma, decretò che il convento, pur restando sede del Commissariato di Terra Santa per la Lombardia, fosse anche sede del Commissariato generale della Custodia Osservante della Lombardia e tale rimase fino al 1898 quando divenne sede provincializia della rinata Provincia dei Frati Minori di Lombardia. Nel 1902 il Ministro provinciale, padre Lodovico Antomelli, per l’aumentare delle vocazioni, decise di ampliare il convento prolungando l’ala su Via Maroncelli. Eresse poi dalle fondamenta quella su Via Mazzini (ora Quadrio) e su Via Farini innalzò l’infermeria e lo studentato di teologia sul resto della chiesa della Immacolata.
Poco dopo, per venire incontro all’aumento della popolazione del quartiere, il Provinciale decise di costruire un santuario dedicato a S. Antonio con la facciata verso il Largo Tazzoli. Esso venne solennemente consacrato il 12 giugno 1906 dal Beato card. Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano. La chiesa, progettata dall’architetto Luigi Cesa Bianchi di Milano e realizzata in parte sotto la direzione di fra Agostino Mariani, era ad un’unica navata con altari laterali a ridosso delle pareti tra gli attuali archi.





giovedì 30 aprile 2015

Zona Farini - Restauro della Torre Arcobaleno

A 25 anni dalla sua creazione, tornerà splendere la Torre Arcobaleno.
L’opera regalata da Francesco Roggero dello Studio Original Designers 6R5 Network alla città in occasione dei Mondiali di Calcio del ’90, e che rese colorata una torre dell’acqua dello Scalo di Porta Garibaldi, cominciava a mostrare i segni del tempo e così un pool di aziende ha deciso di ridare smalto a questo intervento che pian piano è entrato nel panorama della città. Si tratta di restauri fatti gratuitamente in omaggio a Milano e ai milanesi.
Ci auguriamo che si provveda anche ad illuminarla adeguatamente dato che di notte rimane tristemente buia.









martedì 24 marzo 2015

Zona Farini - Lo Scalo da ridisegnare

Da anni lo scalo ferroviario Farini è al centro di forti dibattiti in Comune come tra la gente interessata al recupero di aree dismesse. Quale sarà il suo futuro? Posto dietro al Cimitero Monumentale, separa una buona porzione di città lasciando a sud i quartieri di Porta Volta, Bullona e Ghisolfa, isolandoli dai quartieri che si trovano a nord di esso, quali le zone Farini, Dergano e Derganino. Lo scalo, di proprietà delle Ferrovie dello Stato, presto verrà venduto e trasformato, cambiando anche uso, da area industriale a area residenziale. Qui giocherà anche il nuovo piano regolatore rivisto dall'attuale giunta. Il nostro sogno come il sogno di molti altri, sarebbe che buona parte di quest'area venisse destinata ad un grande parco pubblico. Buona parte sarà costruita, magari distribuendo le grandi volumetrie in altezza (torri e grattacieli) così da utilizzare poca superficie e lasciare molto più spazio al verde. Lasciandoci a noi milanesi uno dei parchi cittadini più grandi. Per ora il tutto rimane ancora da sviluppare e ripensare, intanto in molti ci hanno provato con rendering e altri disegni, soprattutto studenti del Politecnico e appassionati di architettura.

Alcuni rendering per sognare un po' presi dal sito del Comune e altri dalla rete
















martedì 3 marzo 2015

La città del futuro: gli scali ferroviari

Milano, come ogni grande città, a metà del secolo scorso era solcata da ferrovie che necessitavano di grandi spazi per depositi e magazzini. Col tempo e le modifiche inevitabili, gli scali ferroviari si sono ridotti ma le ferrovie sono rimaste in possesso ancora di grandi porzioni di città molto importanti e oramai anche abbastanza centrali. Il più grande fra i quali è lo scalo Farini tra Dergano, Bullona e Cagnola. Spazio che il comune e non solo, vorrebbero fosse destinato a verde per una buona parte ma che pare difficile da far digerire alle FS  che vorrebbero ricavarci il più possibile. Così per il momento la questione scali rimane un difficile nodo da sbrogliare per il Comune di Milano.


Adesso che Milano è entrata a far parte di grandi investimenti stranieri il tutto si fa ancora più appetibile. Staremo a vedere se e cosa riusciranno a fare il Comune e gli investitori e se il trend di Porta Nuova e CityLife funziona ancora e faccia da fonte di ispirazione per una città più viva e attrattiva.








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