Questa volta ci occupiamo del lato ovest della grande esedra, dove il piazzale incrocia le vie Bramante, Via Niccolini, Via Procaccini e via Nono. Qui la situazione è rimasta pressoché invariata. Ovvero auto parcheggiate ovunque sia possibile lasciare l'auto e disordine impossibile.
Visualizzazione post con etichetta Zona Chinatown. Mostra tutti i post
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giovedì 10 settembre 2015
Zona Porta Volta - Piazzale del Monumentale: terza parte
Ultimo tratto "ispezionato" da noi del piazzale del Monumentale, piazzale oramai quasi completato nel suo ripristino dopo la chiusura del lungo cantiere della M5.
Questa volta ci occupiamo del lato ovest della grande esedra, dove il piazzale incrocia le vie Bramante, Via Niccolini, Via Procaccini e via Nono. Qui la situazione è rimasta pressoché invariata. Ovvero auto parcheggiate ovunque sia possibile lasciare l'auto e disordine impossibile.
Questa volta ci occupiamo del lato ovest della grande esedra, dove il piazzale incrocia le vie Bramante, Via Niccolini, Via Procaccini e via Nono. Qui la situazione è rimasta pressoché invariata. Ovvero auto parcheggiate ovunque sia possibile lasciare l'auto e disordine impossibile.
lunedì 25 maggio 2015
Zona Sempione - Pulizie all'Arco della Pace
Oltre 50 volontari hanno ripulito domenica mattina 200 metri quadri di muri imbrattati in Piazza Sempione. Il cleaning, durato quattro ore, è stato promosso e realizzato da Pro Arco Sempione, Asco Sempione, Retake Milano, Associazione Aiutiamoli, Associazione Isemprevivi, Associazione Diversamente e dal Consiglio di Zona 1. “Ringrazio le associazioni che hanno promosso il cleaning day per la sensibilità dimostrata nel difendere il bene comune. Oggi un’area di grande valore artistico della città riacquista un volto decoroso. Il Comune è impegnato nella riqualificazione della piazza con due interventi di manutenzione sulla pavimentazione e sui marciapiedi che la renderanno più elegante e fruibile”, ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Rozza.
Oltre 800 scritte sono state cancellate. In particolare è stata realizzata la rimozione delle imbrattature nel gazebo comunale posto in prossimità dei dazi con idropittura. Nei prossimi giorni sono previsti interventi sulle centraline del parco utilizzando la vernice e sul muretto esterno della scalinata della piazza mediante idrosabbiatrice.
I volontari sono intervenuti anche sulle serrande in piazza Sempione 1, in corso Sempione 1 e in via Cagnola 2. Nell’asilo comunale situato nel parco, dove hanno collaborato anche le maestre alle operazioni di pulizia, sono stati impiegati gel, vernice e idro pulitrice.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con una ditta specializzata nella pulizia delle superfici in lapideo-marmoreo. Il Comitato Pro Arco Sempione ha assicurato che tutte le strutture saranno monitorate anche in futuro.
Oltre 800 scritte sono state cancellate. In particolare è stata realizzata la rimozione delle imbrattature nel gazebo comunale posto in prossimità dei dazi con idropittura. Nei prossimi giorni sono previsti interventi sulle centraline del parco utilizzando la vernice e sul muretto esterno della scalinata della piazza mediante idrosabbiatrice.
I volontari sono intervenuti anche sulle serrande in piazza Sempione 1, in corso Sempione 1 e in via Cagnola 2. Nell’asilo comunale situato nel parco, dove hanno collaborato anche le maestre alle operazioni di pulizia, sono stati impiegati gel, vernice e idro pulitrice.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con una ditta specializzata nella pulizia delle superfici in lapideo-marmoreo. Il Comitato Pro Arco Sempione ha assicurato che tutte le strutture saranno monitorate anche in futuro.
giovedì 2 aprile 2015
Zona Chinatown - Ok per il Paifang 牌坊 a Chinatown
Dopo un lungo dibattito tra la numerosa comunità cinese di via Paolo Sarpi e i residenti non cinesi della stessa zona, finalmente si è arrivati ad un punto. I portali cinesi dell'Amicizia saranno realizzati ai vertici della via Paolo Sarpi.
I portali cinesi o Paifang (牌坊) sono strettamente associati alle Chinatown in tutto il mondo. Di solito hanno due o più pilastri che sostengono un tetto a pagoda.
Gli archi si trovano di solito ai margini della Chinatown e segnano il confine tra la società di accoglienza e la comunità cinese a fare da benvenuto a chi entra nello spazio culturale cinese, per questo sono anche chiamati Archi dell'Amicizia.
Le due istallazioni ora dovranno essere progettate e realizzate. Verranno collocate nella via e dovranno essere facilmente rimovibili, quindi non saranno in muratura ma facili da smontare, magari anche alla fine del semestre Expo. Potrebbero venire montate durante eventi speciali ma nulla di permanente. Questo è il compromesso tra la comunità Cinese e il comitato Vivisarpi che le ha osteggiate a lungo.
Anche se una parte non accetta questo "marchio" che vuole identificare il quartiere come solo cinese, quando in realtà per buona parte è abitato da residenti italiani doc.
Gli archi si trovano di solito ai margini della Chinatown e segnano il confine tra la società di accoglienza e la comunità cinese a fare da benvenuto a chi entra nello spazio culturale cinese, per questo sono anche chiamati Archi dell'Amicizia.
Le due istallazioni ora dovranno essere progettate e realizzate. Verranno collocate nella via e dovranno essere facilmente rimovibili, quindi non saranno in muratura ma facili da smontare, magari anche alla fine del semestre Expo. Potrebbero venire montate durante eventi speciali ma nulla di permanente. Questo è il compromesso tra la comunità Cinese e il comitato Vivisarpi che le ha osteggiate a lungo.
Anche se una parte non accetta questo "marchio" che vuole identificare il quartiere come solo cinese, quando in realtà per buona parte è abitato da residenti italiani doc.
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Immagine da Il Corriere della Sera |
venerdì 13 marzo 2015
Zona Chinatown - Un Paifang 牌坊 a Chinatown
I portali cinesi o Paifang (牌坊) sono strettamente associati alle Chinatown in tutto il mondo. Di solito hanno due o più pilastri che sostengono un tetto a pagoda.
Gli archi si trovano di solito ai margini della Chinatown e segnano il confine tra la società di accoglienza e la comunità cinese a fare da benvenuto a chi entra nello spazio culturale cinese, per questo sono anche chiamati Archi dell'Amicizia.
Gli archi si trovano di solito ai margini della Chinatown e segnano il confine tra la società di accoglienza e la comunità cinese a fare da benvenuto a chi entra nello spazio culturale cinese, per questo sono anche chiamati Archi dell'Amicizia.
Di solito gli archi sono voluti e realizzati dalla comunità cinese locale in collaborazione con le comunità locali.
Ora la questione del portale a Chinatown NON riguarda solo se realizzarlo o meno, ma anche il simbolo cinese, il dragone, che assomiglia al nostro biscione milanese e a quanto pare, ai residenti italiani piacerebbe mettere il biscione al posto o assieme al dragone.
Ora la questione del portale a Chinatown NON riguarda solo se realizzarlo o meno, ma anche il simbolo cinese, il dragone, che assomiglia al nostro biscione milanese e a quanto pare, ai residenti italiani piacerebbe mettere il biscione al posto o assieme al dragone.
Come c'è scritto sul Corriere della Sera: nessuno ha visto il progetto, ma la leggenda metropolitana narra di un grande dragone decorativo che accoglie visitatori e turisti. Dall’altra parte ci sono i residenti e i commercianti italiani. Hanno respinto il brand Dragone e hanno contrapposto un arco verde costellato di fiori.
Visioni contrapposte, ma come sempre accade in una buona vertenza sindacale, alla fine è spuntata una possibile mediazione proposta dai residenti milanesi. Il Dragone mitologico, simbolo di buon auspicio, dovrebbe essere affiancato da biscione. Anzi dal Biscione con la B maiuscola, stemma araldico della famiglia Visconti e simbolo di Milano. Ma la conciliazione sembra non aver portato buoni risultati. Il Biscione è stato rispedito al mittente e martedì c’è stata un’infuocata riunione dei comitati dei residenti alla presenza della politica milanese: dal Pd, a Ncd alla Sinistra per Pisapia. Sarà loro il tentativo di mediazione tra Dragone e Biscione. Appuntamento a Palazzo Marino lunedì con un sit-in di Ncd.
Staremo a vedere come si svilupperà la questione. Che poi, detto tra noi, Biscione e Dragone alla fine si somigliano.
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Il Gate ad Amsterdam OLANDA |
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Boston USA |
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Londra UK |
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Montreal Canada |
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Newcastle UK |
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L'Aia Olanda |
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Seattle USA |
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San Francisco USA |
domenica 1 febbraio 2015
Zona Borgo degli Ortolani - La Chiesa della Santissima Trinità, demolita per il progresso
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La chiesa antica della Santissima Trinità |
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Vecchia mappa che mostra il Borgo degli Ortolani con le due chiese della Santissima Trinità e di Sant'Ambrogio ad Nemus |
Della primitiva chiesa medievale sopravvive solo il vecchio campanile, ora racchiuso nel giardino del palazzo di via Giasone al 9.
Posta a breve distanza dalla strada romana corrispondente all'attuale via Canonica, strada che collegava Mediolanum con il Seprio, circondata da cascinali e mulini alimentati dalla fitta rete idrica e dal torrente Nirone, la chiesa venne costruita all'incirca nel 1200. Sorta a breve distanza dal convento di Sant'Ambrogio ad Nemus, la parrocchia aveva un territorio vastissimo ed era officiata dall'ordine di San Benedetto inizialmente, mentre passò nel 1250 all'ordine degli Umiliati. Nel 1291 divenne preposto alla chiesa della trinità frà Bonvesin de la Riva, appartenente al terzo ordine degli umiliati. Il quale divenne famoso per aver scritto una sorta di guidaturistica del tempo, il Magnalibus Mediolani (grandezze di Milano). Innamorato di Milano e del fertile territorio che la circonda, delle sue chiese e delle attività dei suoi abitanti, Bonvesin de la Riva ne esaltò le qualità, prezioso documento su Milano della fine del 13º secolo. Le cronache riportano che con Bonvesin raccolse l'invito del pontefice di far suonare le campane per sollecitare tre volte al giorno i fedeli alla preghiera: al mattino per l'Ave Maria, a mezzogiorno per l'Angelus e al tramonto per i Vespiri, una pratica tuttora seguita, che vide il suo sorgere proprio nella chiesa della Santissima Trinità.
Nel 1616, un violento incendio distrusse la Chiesa, che venne subito riparata entro il 1638 con la conclusione della facciata. Nei due secoli sucessivi, la chiesa subì vari interventi, alcuni strutturali, la maggior parte decorativi, che si aggiunsero a quelli dell'epoca romanica e barocca soprattutto nei primi decenni del 19º secolo rivestendo pareti volte e pilastri con stucchi dorature e ornati dipinti. La necessità di aumentare la capienza dei fedeli porto nel 1841 all'abbattimento della facciata in cotto e all'allungamento di due campate. Successivamente nel 1882 vennero demoliti i due muri che racchiudevano il presbiterio e venne aggiunto il retro coro e infine 1891 i sopralzo della torre campanaria medioevale che ebbe vitabreve perché non idonea a sostenere il castello delle campane il cui suono a slancio provocò ben presto pericolose lesioni nella muratura.
Il prolungamento Ottocentesco era rimasto privo di facciata, con il nuovo secolo venne definito il progetto e tra il 1900 il 1902 la chiesa ebbe finalmente la nuova facciata. Elaborata dall'architetto Giuseppe Boni. Una facciata neo barocca, abbastanza decente se non fosse per il pesante gruppo scultoreo, posto sulla porta principale e modellato dallo scultore Orazio Grassoni. Seppur in forme barocco liberty, la facciata risultava molto moderna perché realizzata, ornati e scoltura compresi, in getto di cemento com'era di moda allora in piena fioritura del liberty. La chiesa parrocchiale della Santissima trinità poté dirsi finalmente completata con il nuovo campanile edificato al posto del precedente che, come si è visto, era inadatto al concerto di campane. Fu costruito tra il 1909 e il 1911 su progetto dell'ingegner Giovanni Ambrogio Locatelli mantenendo anche il vecchio campanile.
La nostra antica chiesa rimase in piedi ancora per pochi anni. Superò indenne il pesante bombardamento della Seconda Guerra Mondiale, la sua sorte venne compromessa da un piano regolatore a dir poco distruttivo. Infatti fu il grande progetto urbanistico del 1953 che prevedeva un grande asse viario che dall'Arco della Pace si collegasse, superando piazzale Baiamonti, con viale Zara causando enormi sventramenti nel tessuto ottocentesco della zona del Borgo degli Ortolani e la demolizione della chiesa della Santissima Trinità.
La vendita dell'area su cui insisteva il complesso parrocchiale consentì l'acquisizione di nuovi spazi e e di ottenere parte notevole del finanziamento necessario per costruire la nuova chiesa e la casa parrocchiale all'angolo delle vie Rosmini e Giusti.
Così venne scelto il progetto dell'architetto svizzero Fritz Metzger e si procedette alla demolizione dell'antica chiesa una volta ultimata la nuova.
La chiesa è posta a 3 metri di altezza dal piano stradale, ed è preceduta da un sagrato accessibile tramite una scalinata laterale. Il sagrato è sovrastato dalla copertura, poggiante su sei grandi pilastri a croce, dei quali quattro sono posti all'interno della chiesa, e due sul sagrato stesso. Lo spazio ecclesiale è a pianta quadrata di 33 metri di lato; i fedeli sono disposti in modo assembleare, a semicerchio intorno all'altare.
Anche se la nuova chiesa non è così malvagia, rimane ancora fredda e poco affettuosa, anche se nel corso degli anni l'edificio si è arricchito di opere moderne e di nuove vetrate colorate. Peccato come sempre aver perso una chiesa interessante per una presunta città modera che non è stata in grado di ridare un anima vera al borgo e nemmeno concluderlo.
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Affresco proveniente dalla demolita chiesa |
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Chiesa della Santissima Trinità nuova 1968 |
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Il campanile superstite della chiesa, ora nel cortile in via Giannone |
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La facciata negli anni 40 |
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Altro particolare del portone |
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La facciata neo barocca e la piazzettina |
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Il secondo campanile |
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L'interno della vecchia chiesa prima della demolizione |
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Chiesa della Santissima Trinità durante la demolizione 1968 |
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Fritz Metzger disgno per Santissima Trinità La Piazza Santissima Trinitàoggi, di sicuro più verde ma molto più anonima. |
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