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lunedì 31 agosto 2015

Zona Cordusio - Nuove vetrine per Meravigli 12/14

Sono comparse da qualche giorno, in una piccola porzione, le nuove vetrateper le vetrine dell'edificio in ristrutturazione in Via Meravigli 12 e 14. Edificio, secondo noi, molto bello costruito negli anni 70, era in stato d'abbandono da anni e ora finalmente avrà nuova vita.

Purtroppo non siamo riusciti a trovare l'architetto originario del progetto degli anni Sessanta, ma alcune fonti dicono che il palazzo pare sia stato progettato da Lorenzo Muzio (figlio del più famoso Giovanni) nel 1972-1974, ma non siamo riusciti a trovare conferme, anche chiedendo alla fondazione Muzio stessa.









Zona Navigli - Via Magolfa 3

In Via Magolfa 3, dopo le demolizioni del vecchio garage, ora si procede allo scavo delel fondamenta per la nuova costruzione. Costruzione delal quale ancora oggi non siamo riusciti a trovare materiale e capire cosa sarà realizzato. Appena avremo notizie o immagini vi informeremo.








domenica 30 agosto 2015

Opinioni: quei monumenti al buio

"Ma dove diamine è la chiesa di San Babila? E il Castello Sforzesco? Non dovrebbe essere qui davanti?" Ecco cosa potrebbero chiedersi i turisti che si trovassero a pochi passi da questi storici monumenti, ormai quasi invisibili nell'oscurità. Scarsa illuminazione e, in alcuni casi, del tutto assente. Le luci che servirebbero a valorizzare edifici e chiese sono troppo spesso un dettaglio di secondo piano. Secondo noi i tesori di questa città andrebbero messi in evidenza come si deve, con l'illuminazione giusta. Pensiamo ad esempio alla Colonna del leone a San Babila o alla chiesa con lo stesso nome, così come alla Torre del Filarete, sempre al buio, o persino all'Arco della Pace, scarsamente illuminato. Non chiediamo un'illuminazione stile Parigi, ma una giusta valorizzazione dei monumenti cittadini nelle ore serali e notturne sarebbe davvero auspicabile.


Qui sotto alcuni esempi di edifici poco o per nulla illuminati:


Chiesa di San Babila e Colonna del Leone

Dov'è il Castello?

Castello e monumento a Garibaldi immersi nel buio






Zona Cordusio - Il restauro della Casa dei Panigarola, conclusa a metà

Terminati i restauri alla facciata della Casa dei Panigarola, partiti (secondo noi andavano fatti già da tempo) nel marzo scorso. L'intervento ha riguardato solo la parte di destra, due archi e il piano superiore con il ponticello che lo mette in collegamento col palazzo della Ragione, mentre la parte sinistra del palazzetto è rimasta com'era (forse di competenza di un altro ente?).

La Casa dei Panigarola è l'edificio che chiude il lato ovest della Piazza dei Mercanti. La facciata, che ricopre una struttura preesistente, fu progettata da Giovanni Solari nel 1466. L 'edificio era tenuto dalla famiglia di notai dei Panigarola, famiglia che lo conservò nei secoli sino al 1741, quando si estinse definitivamente. Da ciò deriva il nome dell'edificio. In questo edificio ha avuto sede l'Ufficio degli Statuti che provvedeva alla registrazione e trascrizione dei decreti ducali, degli atti pubblici e a determinare le categorie degli atti privati.

Restaurato e ricostruito in parte sul finire del 1800 da Luca Belrami, si è poi dovuto aspettare il 1967 per un totale restauro e ripristino delle originarie proporzioni ad opera di Antonio Cassi Ramelli, infatti fino ad allora il palazzo presentava sul lato destro un piano in più. 

Il Comune aveva garantito una «completa ristrutturazione sia della casa dei Panigarola che del palazzo della Ragione (edificio del 1233), per rimuovere sovrapposizioni e restaurare i due edifici medievali, per restituirli alla nuova funzione per la città, quella di sede per esposizioni. Quindi a breve dovrebbero partire i restauri anche al palazzo della Ragione. Chissà mai se anche il lato sinistro della Casa dei Panigarola verrà restaurato?









 Due foto di Mirco Bareggi



Come si presentavano prima dei restauri



Il disegno del Beltrami per un restauro totale della Casa


venerdì 28 agosto 2015

Zona Centro Storico - Lo scomparso Palazzo Bentivoglio





Non cercate Palazzo Bentivoglio a Milano, perché non esiste più: ne rimane solo il bellissimo portale in pietra ora conservato al Castello Sforzesco.

A lato della scomparsa chiesa di San Giovanni in Conca vi era, fino al XX Secolo questa antica dimora conosciuta col nome di Palazzo Caravaggio.
Alessandro Secondo Bentivoglio fu colui che aiutò l'ultimo Sforza a riprendere il possesso del Ducato di Milano. Marito di Ippolita Sforza, figlia di Carlo Sforza (la troviamo ritratta a sinistra dell'altar maggiore della chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, come committente degli affreschi realizzati dal Luini). Fu probabilmente in seguito al matrimonio di Alessandro e di Ippolita che il palazzo passo ai Bentivoglio.
Nel 1594 Muzio Sforza Colombo, marchese di Caravaggio, fondò qui l'Accademia degli Inquieti, cui aderirono i più illustri letterati del tempo. Presso la sua casa ogni giovedì, si tenevano lezioni e discussioni su varie materie e si scrivevano componimenti in latino e volgare.
Nel Settecento gli Erba Odescalchi estesero a questa dimora la loro proprietà che già comprendeva il palazzo di via Unione 5.
Nel 1877 se ne decise però l'abbattimento, poiché l'edificio sorgeva sulla traiettoria della futura via Carlo Alberto, l'attuale via Mazzini. Si salvò, come abbiamo già detto, solo il portale cinquecentesco, rimosso dall'ingresso principale di palazzo Bentivoglio e trasportato assieme ad altri portali al Castello.
Esso è formato da un arco a tutto sesto sormontato da un ampio timpano rettangolare, sostenuto da pilastri compositi recanti nei fusti le targhe a testa di cavallo con le insegne a destra dei Bentivoglio e a sinistra dei Colonna, che possono suggerire una datazione intorno al 1530. Due tondi nei pennacchi dell'arco, raffigurano i busti degli imperatori romani Tito Vespasiano e Traiano, scolpiti di fronte, mentre in un riquadro sopra la serraglia è rappresentato lo stemma Sforzesco con l'aquila nel mezzo iniziali F. S., forse ad indicare Francesco Secondo Sforza.

Il Palazzo era separato dalla chiesa da un vicolo in origine chiamato dei Marchesi di Caravaggio, poi stretta di San Giovanni in Conca, e faceva angolo con la via dei Nobili, l'attuale via dell'Unione (pressappoco dove oggi si trova il palazzone ricurvo di Piazza Missori 2).

Dalla parte opposta della chiesa, di fronte al nostro palazzo Bentivoglio, sorgeva la Ca' di Can, edificio ben più famoso eretto per volontà di Bernabò Visconti -signore di Milano dal 1354 al 1385-, che, secondo la tradizione, lo aveva adibito all'addestramento dei cani da caccia, temutissimi dagli abitanti di Milano.

Secondo alcune fonti il palazzo fu edificato sui resti di un edificio appartenuto a Luchino Visconti (1292 - 1349). Doveva constare di quattro torri angolari e di una loggia coperta e chiusa, larga più di 10 braccia e lunga 500, che collegava detto palazzo alla Corte Ducale (l'odierno Palazzo Reale) presso il Duomo.

L'edificio passò dai Visconti agli Sforza che vi ospitarono la famiglia Bentivoglio, quando questi vennero allontanati da Bologna da Giulio II.

Un loro nipote, Giovanni Bentivoglio, sposò Lavinia Colonna, e solo così è possibile spiegare gli stemmi dei Bentivoglio e dei Colonna che si ritrovano scolpiti sul cinquecentesco portale del palazzo, oggi conservato al museo del Castello Sforzesco di Milano. La dimora passo in seguito ai marchesi di Caravaggio, imparentati a loro volta con i Bentivoglio.

















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