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mercoledì 29 ottobre 2014

Zona Turro - Pietro Crespi: una via che non si vuole arrendere

Torna #Geotag, la bellissima iniziativa che il Comitato Crespi ha ideato per portare nuova vita e linfa positiva nell’area che gravita intorno a  Via Pietro Crespi. La zona, seppur molto vitale dal punto di vista delle attività commerciali – il Bar Varisco e l’Osteria Crespi ne sono due baluardi – soffre purtroppo un degrado permanente dovuto ad una mancanza di regole e decoro che rovinano il sonno e la quiete degli abitanti, costretti spesso a convivere con situazioni di illegalità e piccoli soprusi che solo che vive riesce a capire appieno.

Geotag2 farà si che la zona sia teatro di iniziative di diversa natura che permetteranno a tutti di rappropriarsi, anche solo per 2 giorni, del proprio quartiere: aperitivi, pasti multietnici e i bellissimi interventi di alcuni artisti, che già  la scorsa edizione ha colorato muri, saracinesche (bravissima Tomoko Nagao) e cabine elettriche.

Speriamo che l’energia di questo comitato, che in poco tempo è riuscito a calamitare una certa attenzione intorno a sé, riesca a restituire ai cittadini quella sicurezza e quel decoro che non hanno più da tempo, eliminando le poche mele marce (la situazione di alcuni stabili, Via Pietro Crespi 10, in primis, è davvero fuori controllo) e facendo emergere le molte realtà positive che vanno aiutate ed esortate a crescere.

Questo il programma di Geotag2:





martedì 28 ottobre 2014

Zona Monza - Viale Monza 87

Secondo me è uno dei più interessanti e bei palazzi costruiti lungo il Viale Monza, si trova al numero 87. Si tratta di sicuro di un edificio anni Cinquanta. Purtroppo non sono mai riuscito a scoprirne l'architetto e nemmeno l'anno esatto di costruzione. Trovo molto interessanti le finestre abbinate e molto larghe, come il disegno di facciata, geometrico ma anche ricercato.



lunedì 30 giugno 2014

Zona Stazione Centrale - I Magazzini Raccordati

“Far rivivere i Magazzini Raccordati attraverso un progetto di riqualificazione e di riuso dell’intera area del rilevato ferroviario è un obiettivo prioritario di questa Amministrazione. Siamo accanto ai cittadini, alle associazioni e al Consiglio di Zona perché quel ‘non luogo’ nel cuore di Milano, simbolo di storia e di memoria da tutelare, possa finalmente rinascere guardando al futuro sul modello di altre città europee. Amministrazione e cittadini saranno insieme nel percorso per ottenere un intervento di riqualificazione da parte di Grandi Stazioni”. Lo ha detto la vicesindaco con delega all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris, a sostegno dell’iniziativa di cittadini e associazioni che hanno esposto un’installazione fotografica lungo il rilevato ferroviario che dalla stazione Centrale arriva al quartiere Greco.













lunedì 23 giugno 2014

Zona Trotter e Mecenate - Grandi pulizie al Parco Trotter e nel Quartiere Salomone

Sono accorsi in 200 al Parco Trotter e nel Quartiere Salomone dove oggi grazie al Comune di Milano e alle Gev (Guardie ecologiche volontarie), alla collaborazione di Amsa e alla partecipazione di decine di volontari e cittadini e di diverse associazioni milanesi, si è svolta una giornata di grandi pulizie del verde e delle parti comuni.

“È stata una giornata di grande partecipazione che ha visto collaborare i cittadini, le Gev, Amsa, le associazioni del Parco Trotter, i Consigli di Zona 2 e 4 e gli operatori di Con-tatto Salomone. Un vero esempio di partecipazione e cittadinanza attiva. Così si sviluppa il senso di appartenenza al territorio e si rafforza la coesione, la solidarietà e il rispetto per l’ambiente comune”, dichiara l’assessore alla Sicurezza e Coesione civile, Volontariato Marco Granelli.

La giornata è iniziata alle 9 al Parco Trotter, nell’ambito del programma di visite guidate organizzate dalle Gev nei giardini pubblici della città: qui si è svolta l’iniziativa "Puliamo il Parco: Volontari...di Natura" che ha visto la partecipazione del Consiglio di Zona 2, dei Vigili di Quartiere, di alcune associazioni, tra le quali gli Amici del Parco Trotter, e dei tanti abitanti del quartiere che hanno aderito all’iniziativa.

Per tutta la mattinata famiglie, Gev e vigili di quartiere “armati” di scope, guanti, rastrelli, sacchi, forniti da Amsa, si sono quindi alternati nelle grandi pulizie, soprattutto nell’area attorno alla ex piscina dove era collocato anche il punto di ritrovo, il gazebo delle Gev. Alla fine della mattinata, gli operatori di Amsa hanno provveduto anche al servizio di raccolta dei rifiuti.

Le grandi pulizie d’estate si sono poi spostate, nel pomeriggio, al quartiere Salomone, in Zona 4 dove gli abitanti del quartiere, i volontari e Amsa, hanno pulito le strade della zona. Questa attività rientra nell’ambito del progetto di coesione sociale Con-tatto Salomone, realizzata dall’assessorato alla Sicurezza e Coesione sociale, Volontariato. Un brindisi ha concluso i due momenti di impegno per la città.



mercoledì 7 maggio 2014

Zona Monza - Il Caos davanti al Trotter

In Via Giuseppe Giacosa, proprio davanti all'ingresso principale del parco Trotter c'è uno slargo che viene usato come parcheggio come al solito indisciplinato. La presenza delle casupole delle vecchie biglietterie potrebbero essere vitalizzate in qualche modo e il piazzale diventare pedonale. Magari con un'aiuola.






lunedì 7 aprile 2014

Zona Monza - Un progetto per il mercato coperto di Viale Monza

Il mercato coperto di Viale Monza 54
Scritto da Luca Chiappini

Il Comune di Milano affiderà la gestione degli spazi inutilizzati del mercato coperto di Viale Monza 54: si tratta di 306 metri quadri al piano rialzato e 200 metri quadrati di seminterrato a uso magazzino.

"Il provvedimento del Comune prevede la realizzazione di una nuova struttura commerciale polifunzionale che affianchi, alle normali attività di vendita, anche quelle di somministrazione e trasformazione di alimenti e bevande, nonché la presenza di spazi per svolgere in maniera continuativa attività, culturali, formative e informative sui temi del cibo e della salute finalizzate all'aggregazione sociale"

E' una delle iniziative di riqualificazione dei mercati coperti attuate dalla giunta: ciò significa che nella struttura, accanto alle regolari attività del mercato, negli spazi finora inutilizzati si stabiliscano esercizi di food and beverage e luoghi deputati ad iniziative culturali e informative. In particolare, l'idea di "attività informative sui temi del cibo e della salute" ben si inscrive nel percorso verso Expo 2015.

Siamo curiosi di vedere il risultato. I mercati coperti sono un'importante realtà milanese ricca di potenzialità e siamo lieti che si stia lavorando per valorizzarli. Certo nemmeno una spolveratina all'edificio farebbe male, o quantomeno qualche accorgimento per svecchiare l'insegna (decisamente arretrata) e rendere più attrattiva l'entrata.


domenica 23 marzo 2014

Milano - Il capolavoro delle Giornate del Fai

Il Fai (Fondo Ambiente Italiano: vedi sito) ogni anno, da 22 anni, organizza un weekend di due giornate primaverili in occasione delle quali (grazie alle offerte, alle quote degli iscritti, ai contributi statali e ai capitali privati) può aprire le porte di luoghi, monumenti e sedi storiche in generale, che solitamente sono chiuse al pubblico (non tutte, ma in larga parte). In più, i luoghi aperti dal Fai per i due giorni (spesso variano di anno in anno) sono visitabili gratuitamente - ma un'offerta libera è sempre buona cosa fare.

Anche quest'anno a Milano il Fai ha regalato l'opportunità di visitare luoghi molto interessanti: sono ben 17 siti in quest'occasione. Uno su tutti però spicca particolarmente: l'Albergo Diurni "Venezia" in Porta Venezia, a livello sotterraneo, che si cela sotto i nostri piedi in Piazzale Oberdan. Su UrbanFile ne abbiamo parlato molto, questa è la prima occasione dalla sua definitiva chiusura nel 2003 in cui si è reso nuovamente visitabile. E' probabilmente stato il bene più visitato a Milano.

Comunque, anche quest'anno noi di UrbanFile abbiamo partecipato alle Giornate del Fai. Io personalmente ho visitato quattro luoghi che ho trovato molto interessanti e di cui allego alcune foto e una breve descrizione+commento: il Diurno di Porta Venezia; l'ex-OMV "Squadra Rialzo Milano Centrale" con treni, vagoni e locomotive d'epoca; il Palazzo Lombardia con visita guidata allo skyline milanese dall'attico del 39° piano; il Velodromo Vigorelli, oggi ridotto ad ombra del suo maestoso passato.

Diurno di Porta Venezia
Completato nel 1925 (come recita la pavimentazione, vedi foto sotto) su progetto di Piero Portaluppi, ha servito milanesi e non solo (con gioie e dolori alterni, e continue alterazioni) fino al 2003, quando è stato definitivamente chiuso. Il luogo è uno spettacolare esempio di art déco ed è testimonianza rimasta pressoché intatta (più che altro con molte mancanze di oggetti e mobilio, ma senza modifiche), costituendo un affascinante e prezioso luogo non solo di documentazione storica, ma anche di effettiva bellezza. Ne è stata modificata l'entrata negli anni Sessanta quando la costruzione della metropolitana ha cambiato un poco le carte in tavola. Oggi si discute con interesse crescente di questo luogo.
La nostra speranza è che:
1. Si attui un efficace intervento di restauro conservativo, volto a ripristinare per quanto possibile lo spazio così com'era, riparando le infiltrazioni di umidità, i lucernari, la struttura e gli scrostamenti delle pareti.
2. Si ripuliscano e riordino gli elementi del Diurno che si affacciano sopra il livello stradale: il Portico d'ingresso (attualmente transennato e "rigoglioso" di erbacce, e privo dei vetri di cristallo che un tempo lo adornavano) e le due finte Colonne, che in realtà sono comignoli ad uso del ricambio d'aria (a loro volta sono transennate, rovinate, ricoperte d'erba e muschio). Questi tre elementi andrebbero ripuliti e restituiti allo spazio pubblico della piazza (che a sua volta necessita di un importante intervento: noi avevamo lanciato una proposta per un Piazzale delle Civiltà)
3. Il Comune ricerchi in tutti i suoi depositi il secondo Portico, che faceva da ingresso principale e che con la realizzazione della metropolitana è stato rimosso. Si dice infatti che sia custodito (dimenticato) da tempo in uno dei depositi comunali.
4. Lo spazio diventi visitabile, e si adoperi molto dello spazio rimasto vuoto (come la sala d'attesa) ad uso espositivo (per esempio, per piccole mostre temporanee, progetti di architettura al vaglio, mostre fotografiche e pittoriche di giovani studenti, o una piccola mostra sulla Milano perduta o sui Segreti di Milano).
5. La nostra ambizione più grande è che la limitrofa Cineteca di Piazza Oberdan, con la sua sala estremamente preziosa e frequentata (lo Spazio Oberdan), la quale è sotto il livello del terreno, venga collegata con un sottopassaggio proprio al Diurno. Il Diurno completerebbe così un grande polo culturale ed espositivo (l'Oberdan già ospita molte rassegne e mostre, fotografiche e pittoriche). Si potrebbe pensare anche a un allestimento, nel piccolo locale della "sala d'attesa", di una piccolissima sala cinematografica (dimensioni della Sala Pasinetti della Mostra del cinema di Venezia, per intenderci) dedicata a proiezioni speciali (cortometraggi a ripetizione, documentari, repertorio su Milano, ecc)

Alcune delle mie foto: 









Ex-OMV - Squadra Rialzo Milano Centrale

Si tratta di una sorta di edificio-fabbrica risalente ad inizio '900 (anni Venti / Trenta), preposto alla manutenzione dei treni (vagoni e locomotive) e del materiale rotabile. Si chiama "Squadra Rialzo" proprio perché i vagoni, come le automobili dal meccanico, venivano alzati con delle impalcature, e gli operai da delle "trincee" intervenivano al di sotto. Il luogo ha un fascino fortissimo ed è reso ancor più intrigante grazie all'interessamento di associazioni di appassionati di ferrovie e treni, e alla neo-costituita Fondazione FS. Si sta così lentamente creando un luogo museale in cui sono stati riuniti treni, convogli, vagoni e locomotive (ce n'è pure una a vapore tutt'ora funzionante!), parte dei quali visitabili: vi si può salire e si attraversano, e la sensazione è unica. Si viene trasportati indietro di quasi un secolo.
La speranza è che, grazie alla cooperazione tra le associazioni e Fondazione FS (e con la pubblicità generata dal Fai), la Squadra Rialzo Milano Centrale (luogo non più in attività) venga convertito in un museo. La città e i turisti sarebbero molto grati, è un luogo notevole.












Palazzo Lombardia

Aperto nel 2010, costato 400 milioni di euro e consistente in 39 piani (collegati da un ascensore che impiega poco meno di venti secondi a percorrere tutta l'altezza), il Palazzo Lombardia è il capolavoro di architettura a Milano tra i due decenni del nuovo secolo: vi si può guardare come ad un grattacielo che ha sancito l'inizio di un "Rinascimento verticale" milanese. Ha fatto da apripista a tutte le creature di Porta Nuova (la torre Pelli, il Diamantone, il Bosco Verticale e la Solaria), al restyling delle Torri Tecniche ad opera di Technimont, e presto anche all'arrivo del "Dritto" di Isozaki e delle Tre Torri di CityLife in generale.
Il 39° piano è adibito ad attico di visita ed è affittabile per eventi privati, conferenze e quant'altro. Dispone anche di un'affascinante terrazza.










Velodromo Maspes-Vigorelli

La famosa pista di ciclismo in interno, fortemente voluta dall'assessore Giuseppe Vigorelli, fu inaugurata il 28 ottobre 1935. Venne realizzata al posto dell'antiquato Velodromo Sempione. Il Velodromo Maspes-Vigorelli è tuttavia mutato molto negli anni: l'originaria pista in legno di pino siberiano (trasportata da Roma) è andata distrutta nei bombardamenti del '43 e sostituita da una pista più comune, mentre la struttura di copertura ha ceduto sotto il peso della straordinaria nevicata del 1985 e se n'è dovuta costruita una nuova. Tra i pochi residui originari restano gli spalti in calcestruzzo armato e i (maltenuti) corridoi della struttura interna, in cui si è cercato di allestire (un po' frettolosamente e con scarsi risultati) una galleria di foto, ricordi, articoli e ritagli di giornale. Con la "crisi" del ciclismo su pista interna, il Velodromo è stato (ed è) utilizzato perlopiù come campo per le partite di football americano. La struttura ci ha convinto poco, pare solo l'ombra di ciò che era un tempo e di fatto, attualmente, non appare molto diverso da altri palazzetti sportivi. La necessità (già espressa negli ultimi due anni dal Comune) di un progetto con cui recuperare, riqualificare e rilanciare la struttura, non è solo necessaria: è indispensabile. Così come le circostanti vie Arona e Corleone versano in cattivo stato.
Curiosità: vi si esibirono i Beatles nel '65, e in memoria sono apposte ben due targhe. Vi si esibirono anche i Led Zeppelin nel '71, ma forse per via dei furenti scontri che hanno avuto luogo quella sera, non sono state affisse targhe.





Il corridoio in degrado dove si è allestita alla bell'e meglio una galleria di memorie ciclistiche

Infiltrazioni d'umidità nei corridoi degli spogliatoi




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