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domenica 12 ottobre 2014

Urgente. Gli interventi indispensabili pre-Expo - 1: Porta Genova

Scritto da Luca Chiappini

Dopo un'estrema sintesi, una riduzione all'osso di tutto quello che Milano necessiterebbe, considerando il poco tempo rimasto e le scarse risorse. Comincia oggi una serie di articoli, a cadenza giornaliera, in cui segnaliamo luoghi la cui riqualificazione è la priorità più urgente in arrivo di Expo.

In realtà, a Milano ci sono molti, moltissimi luoghi che avrebbero bisogno di un intervento, talvolta superficiale, talvolta più ingente. A cominciare dalle periferie, spesso dimenticate, verso cui invece si devono muovere energie: lungimiranza, saper prevedere gli sviluppi futuri della città. Per il momento però abbiamo ancora alcune "lacune" mostruose in pieno centro. Speriamo che, nel ricordare l'urgenza che questi luoghi hanno, forse qualcosa si muova.


Piazzale Stazione Genova

Vi prego, salvatelo! E' diventata un'agonia non solo vedere il piazzale in queste condizioni, ma soprattutto viverlo, attraversarlo. Non si tratta solo di decoro artistico, ma di sicurezza. Il piazzale è privo di fisionomia e regolamentazione, chiunque (pedoni, auto, ciclisti) può di fatto passare dove preferisce. Le strisce pedonali che collegano a via Vigevano sembrano fatte apposta per uccidere: scolorite, senza semafori (nonostante l'ingente flusso di persone, considerando l'ingresso ai Navigli), coi binari in leggero rilievo. E le auto che arrivano? Non hanno nemmeno una carreggiata ben delimitata, nessuna segnaletica orizzontale, niente strisce di corsia. Anche solo uscendo dalla metro, per raggiungere l'inizio delle strisce, si rischia di essere travolti dai taxi. Il piazzale è inoltre assediato da auto dirette all'autorimessa FS, auto che parcheggiano "a modo proprio", bancarelle di vario genere, discutibili pensiline di taxi (ma quelle per i mezzi pubblici non esistono!), "panettoni" di cemento a popolare l'ala nord, che fa da stazione di tram e bus (in questo preciso momento in cui i lavori hanno "spezzato" le tratte del 2 e del 9, hanno convogliato qua anche il 19). Non parliamo poi della stazione stessa. Il degrado, la sporcizia, il caos, l'insicurezza - a tutto ciò si aggiunge il fatto che il luogo ha le caratteristiche ideali  per la microcriminalità e la sorveglianza è pressoché nulla.

Parliamo poi del decoro urbano, meramente estetico, oltre che di funzionalità? Meglio di no. Sembra incredibile che il piazzale sia ombelico fra due zone oggi considerate molto appetibili sia per la vita sia per i divertimenti (Navigli da una parte, via Tortona e via Savona alle spalle).

1930
2014
Ad un rapido confronto fra le due fotografie, possiamo concludere che dal 1930 ad oggi il piazzale non è affatto migliorato: per certi versi si è mantenuto uguale, per altri è peggiorato. In ogni caso, si può osservare che si tratta pressoché della stessa impostazione del 1930, con le sue isole pedonali in bitume, il pavè per le auto, l'anello tranviario e l'assenza di una data fisionomia. Dal 1930 ad oggi quindi il piazzale non è mai stato realmente risistemato o riordinato: quello di oggi è un accumulo di elementi successivi sulla stessa configurazione. Mettiamoci pure che nel 1930 la stazione, quella originaria, era molto più bella dell'attuale - e anche più trafficata.

La nostra proposta:
- prima di tutto, un po' di chiarezza nella pavimentazione.
- rimozione del pavè dalle strade a transito veicoli, da sostituire con asfalto (pavè da tenere solo nei tratti che saranno resi preferenziali per i tram, vedi sotto)
- rifacimento di larga parte della piazza lato sud, ad uso prevalentemente pedonale, rialzato rispetto alla strada (lo stesso dislivello che c'è attualmente tra l'uscita dalla metro e il pavè, per intenderci), pavimentato utilizzando lo stesso pavè (ma ben "appiattito" e uniformato, per consentire a pedoni e bici di percorrerlo in sicurezza e facilità).
- demolizione del fabbricato (imbrattato di graffiti e perennemente chiuso) che fa angolo con via Valenza, in questo modo si ricava spazio per un veloce e agevole collegamento tra l'ingresso della metro e la fermata del tram 2 (direzione P.le Negrelli).
- entrambe le fermate del tram devono sostituire i pali arancioni con display elettronici dal palo rosso. Solo in corrispondenza delle due fermate, inoltre, allargamento del marciapiede, pavimentazione con le classiche mattonelle gialle e rosa - il marciapiede deve arrivare fino al tram. In questo modo si rimuoverebbero anche le auto parcheggiate tra la fermata e il tram, che rendono sempre difficile salita e discesa.


Qua un'altra proposta: la bella idea di Skymino.

Sarebbe bello se...
- il parcheggio FS venisse dismesso e adibito a parco, mentre una parte diventa una corsia automobilistica - così il tram avrebbe una corsia preferenziale.
- ricostruzione dell'orologio d'epoca com'era nell'originaria Stazione di Porta Genova:


- facendo da porta (o meglio, ponte) di ingresso alla zona Tortona-Savona, il cosiddetto "quadrilatero del design", mi piacerebbe che il centro del piazzale, in scorcio prospettico sull'entrata della stazione e su via Vigevano, ospitasse un'opera meritevole "adottata" dal Fuorisalone:



L'opera potrebbe anche ruotare, cambiando ogni anno: ad ogni edizione del Fuorisalone il pubblico vota, tra alcune proposte, la propria favorita, che per il resto dell'anno sarà installata al centro del luogo.

- quando la stazione verrà dismessa e perderà la sua funzione di trasporto, per lo stesso motivo di cui sopra, sarebbe bello se diventasse un Museo del design, con un'ala (magari quella destra, che fa da "salita" per via Tortona) cafè e libreria.

Prima o poi, infatti, la stazione sarà definitivamente dismessa. Servendo solo la linea per Alessandria e Mortara, infatti, è legittimo aspettarsi che venga arretrata alla stazione di San Cristoforo quando quest'ultima sarà servita da M4. Ciò significa che la probabilità di ipotizzare questo scenario prima del 2022 (anno di presunto completamento della M4) è alquanto remota.

Il beato giorno in cui ciò avverrà, tuttavia, mi auguro queste cose:
- che il caratteristico ponte di ferro verde venga tenuto;
- lo spazio libero venga adibito in parte come parco dei navigli, che scenda giù lungo la sponda ovest del Naviglio Grande a formare un grande raggio verde di flusso ciclopedonale
- in parte da destinare a progettazioni ecosostenibili, spazi per eventi, magari spazi per il design


Diamo un'altra occhiata allo stato attuale del piazzale per farci un'idea più precisa:

Una banchina pressoché inutile, e i taxi stanno "dietro". A sinistra, bancarelle di dubbio gusto.

Pavè rattoppato col catrame. Pedoni che, nel caso generale della piazza, attraversano al momento opportuno (non sulle strisce, che attualmente sono poco utili). A destra, in un solo momento sui binari passano un taxi e una bici. Osservate inoltre i pedoni dove sono costretti a camminare.
I cartelli arancioni dei tram che andrebbero sostituiti con display elettronici. Il fabbricato perennemente chiuso e imbrattato che andrebbe demolito. La corsia dei tram andrebbe pavimentata con pavè, le auto dovrebbero stare ai lati, sul bitume.

La prima cosa che trovi, uscito dalla metro, è una delle brutte bancarelle che impoveriscono la piazza. Anche volendo mantenere il parcheggio FS, si possono comunque unire i due marciapiedi mostrati, e allargare quello sulla strada fino davanti ai tram.

Vi aspettiamo per leggere la seconda opera indispensabile pre-Expo, domani!

giovedì 2 ottobre 2014

Malpensa-Linate: cose da sapere sul difficile binomio

Scritto da Luca Chiappini

La notizia di ieri del nuovo decreto firmato dal ministro Lupi scrive l'ennesimo capitolo della travagliata storia che riguarda gli aeroporti di Linate e di Malpensa.

Facciamo un passo indietro e vediamo di capire, a grandi linee, cosa sta succedendo.
Entrambi gli aeroporti sono gestiti dal Gruppo Sea (Società Esercizi Aeroportuali), come stabilito da una convenzione con l'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) nel 2001. La convenzione ha durata quarantennale. Il presidente è Pietro Modiano. La quota di maggioranza del gruppo è del Comune di Milano, col 54,81 %. Sea controlla Sea S.p.A. e Sea Handling, quest'ultima ha avviato la liquidazione dal 1 luglio 2014.

Nella fattispecie, il gruppo Sea gestisce gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa secondo grossomodo la seguente ripartizione (cito wikipedia):
Milano Malpensa 1, dedicato a clientela business e leisure su rotte nazionali, internazionali e intercontinentali, con aree destinate a vettori di linea e charter.
Milano Malpensa 2, dedicato al traffico low-cost di alta fascia.
Milano Malpensa Cargo, che conferma Malpensa quale primo aeroporto italiano per merce trasportata, e fra i principali scali cargo europei.
Milano Linate, situato a circa 8 km da Milano è lo scalo europeo più vicino al centro della città di riferimento, cui è collegato dal sistema di trasporto urbano. Lo scalo è dedicato ad una clientela frequent flyer su rotte nazionali ed internazionali all'interno della UE di particolare appeal.


Il progetto dell'aeroporto di Linate risale al 1933, quando si constatò l'inadeguatezza ai tempi dell'aeroporto di Taliedo. Fu completato e aperto, a destinazione civile, nel 1938 - successivamente ampliato nel 1960.
Dista circa 7 km da Milano, alla quale è collegata coi bus 73 e X73. E' in costruzione anche la metropolitana M4 che collegherà l'aeroporto al centro, in tempi però non rapidi. E' ben collegato alla tangenziale est, con uscita su viale Forlanini.
Nella configurazione che si è delineata, Linate dovrebbe essere il tipico city airport: numero di voli limitato, rotte nazionali, quelle internazionali limitate alle capitali europee (questo disegno è stato modificato dal decreto firmato ieri: lo vedremo più avanti).
Le principali compagnie con diverse destinazioni sono Alitalia, Air One, Air France, easyJet, Lufthansa.
La tratta più trafficata del 2013, con quasi un milione e mezzo di passeggeri, è stata quella di Roma Fiumicino.
Nello stesso anno, i voli verso capitali europee più trafficati sono stati per Londra Heathrow, Parigi Charles de Gaulle, Amsterdam Schiphol, mentre per i voli nazionali sono stati Catania, Napoli e Palermo.
Conta due piste, una in asfalto da 2.442 metri, una in bitume da 600 metri.


L'aeroporto di Milano Malpensa, che sorge a circa 45 km a nord-ovest di Milano, nel comune di Busto Arsizio, è stato di fatto inaugurato nel 1948 (sull'area di un precedente campo di aviazione del 1909), con l'intenzione di supportare l'industria dell'Altomilanese.
Dal 1952 il Comune di Milano entra nella Società Aeroporto di Busto e ne assume in seguito il controllo. Nel 1955, con l'ingresso in società anche della Provincia di Milano, il gruppo cambia nome in Sea.
Nel 1960 i voli nazionali ed europei vengono trasferiti su Linate: Malpensa resta allora come aeroporto intercontinentale. Nel '65, con una pista da 3.915 metri, Malpensa contava la pista aerea più lunga d'Europa.
La prima aerostazione è stata completata nel '62, in seguito più volte modificata ed espansa, ed è oggi il Terminal 2.
Il progetto Malpensa 2000, disegno di ulteriore espansione, portò nel '98 alla realizzazione di una nuova grande aerostazione: il Terminal 1.
2013: inaugura il terzo satellite (del Terminal 1), si arriva a un totale di 260 banchi check-in e 41 nuovi pontili. Il T3 è destinato a voli extra-schengen.
Dista circa 45 km da Milano, è collegata con bus navetta e con il treno Malpensa Express per Milano Garibaldi e Milano Centrale, oltreché con treni regionali. Il treno attualmente raggiunge solo il terminal 1, ma sono in corso i lavori per prolungare la linea fino al terminal 2.
Nel 2013 la rotta più trafficata è stata verso Madrid (622mila passeggeri). Le altre tratte europee più frequentate: Parigi Cdg (599mila), Barcellona (587mila), Londra Gatwick (486mila). Quelle nazionali: Catania (597), Napoli (505), Roma Fiumicino (454).
E' dotato di due piste, entrambe in asfalto ed entrambe lunghe 3.920 metri.
E' in fase di progetto una terza pista, ipotizzata a sud-ovest dell'aeroporto.


Abbiamo dunque due scali importanti, gestiti dalla stessa società: uno negli immediati pressi di Milano (Linate, a 7 km, ben collegato con tangenziale e presto collegato con M4 al centro), un altro più distante (Malpensa, a 45 km, collegato con l'autostrada dei laghi e con linea ferroviaria Malpensa Express, attualmente limitata al Terminal 1).
Per arrivare a Linate basta un biglietto di trasporto da area urbana (1,50 €), con bus 73 o con X73, che collega direttamente San Babila - Aeroporto, e che da pochi mesi fa tappa anche alla stazione di Dateo. Per arrivare a Malpensa si può prendere il treno (12 € per singolo viaggio) o bus navetta (10 € da stazione Centrale), il tempo di percorrenza è circa un'ora.

Negli ultimi anni la partita Linate-Malpensa si è inasprita, Non gioca a favore neanche la vicinanza del concorrente bergamasco, l'aeroporto di Orio al Serio. Il vero problema, però, è una linea strategica poco chiara e definita: pare che non si sappia come dosare i pesi fra i due aeroporti. Questo non è tanto un problema di Sea, quanto più uno scarico di complicazioni dall'alto: il fallimento di Alitalia nel 2008, il nuovo matrimonio Alitalia-Etihad (la compagnia degli Emirati vuole come base milanese Linate), le manovre ambigue del Governo e l'arretratezza dello sviluppo infrastrutturale.

A una prima occhiata, verrebbe da dividere gli aeroporti in due modi:
Linate - city airport di collegamento coi principali aeroporti italiani e le capitali europee, dedicato prevalentemente a una classe business (si sfrutta la comodità, la vicinanza, ecc)
Malpensa 1 - voli intercontinentali od europei, per una classe business e vettori di linea
Malpensa 2 - voli low cost
Ed è infatti questa, grossomodo, la condotta seguita da Sea nella gestione degli scali. Per questo motivo, se volessimo partire per Londra, da Linate i voli sono diretti a Heathrow (lo scalo principale), da Malpensa sono per Gatwick.


Persistono però numerosi problemi strategici per Malpensa:
- stando a quanto detto, il traffico più intenso si dovrebbe registrare a Malpensa - ed infatti è così. Il traffico totale di passeggeri registrato tra gennaio e agosto 2014 rileva oltre 13 milioni su Malpensa, più del doppio di Linate, coi suoi 6 milioni. A questo traffico non fa fronte un'adeguata strategia infrastrutturale: i trasporti per Malpensa costano cifre irragionevoli. 12 € di collegamento ferroviario sono decisamente troppi, senza contare che il Malpensa Express raggiunge solo il Terminal 1 - per arrivare al T2 bisogna scendere dal Mpx Express e salire su un bus navetta. Anche se è in progetto un prolungamento del Mpx Express, al momento il costo è eccessivo per l'offerta. Senza contare che spesso, soprattutto da Garibaldi, il binario del treno per Malpensa viene comunicato all'ultimo minuto. Oltre ad essere relegato su un binario che andrebbe un poco più aggraziato, posizionato com'è in una penombra angosciante, all'opposto rispetto alla metro.
- dal momento che è in progetto un prolungamento ferroviario per il Terminal 2, vista la sua posizione, si dovrebbe pensare anche a raccordarlo con la stazione di Gallarate - e in questo modo, si potrebbe raccordare con Varese e Como. Vedi immagine:


- Malpensa si presenta con un edificio perlopiù arretrato, spoglio, con un design che ricorda gli anni '70 e '80. Fortunatamente si è parlato tempo fa di un investimento per il suo rinnovo: 30 milioni di euro, 18 mesi di lavoro, wi-fi free in tutta la struttura, app smartphone per restare aggiornati sui voli e su tutte le informazioni, una nuova galleria da 46 negozi, un pavimento e uno stile più moderno, uniforme in tutto l'aeroporto e che sostituisca il granigliato di Ettore Sottsass. Tutta l'area dei controlli verrà spostata di un piano, la nuova area shopping sarà fruibile sia da passeggeri schengen sia da quelli con altre destinazioni. Una serie di notizie importanti per riportare lustro a Malpensa, aeroporto dalle contraddizioni accentuate, che alterna ai bei corridoi dei voli intercontinentali gli angusti spazi che precedono i voli low cost. Che differenza da un aeroporto come può essere Barcelona El Prat! Fortunatamente le cose stanno per cambiare, giudicheremo al termine dei lavori.
- Più low cost. Per il momento, tra i baluardi low cost spunta soprattutto easyJet. L'obiettivo dovrebbe essere attirare al Terminal 2 almeno RyanAir e WizzAir, attualmente di scena a Orio al Serio. Da parte sua, lo scalo bergamasco sta dando fuoco alle polveri, ha rinnovato i propri ambienti, aperto molti più negozi e avviato una massiccia campagna social e su app: in pratica, ha preceduto sia Linate sia Malpensa.
- Come appena annunciato, gli scali milanesi devono restare all'avanguardia anche per quanto riguarda la dimensione app, social e mobile.

Malpensa Express

Linate
Problemi e pregi di Linate:
- così come Malpensa, anzi molto peggio di Malpensa, Linate risente di ambienti attempati. Se la sua dimensione punta alla forma di un city airport per una classe di viaggiatori business o comunque più agiata, anche gli ambienti devono essere all'altezza: nuove pavimentazioni, nuovo design, wi-fi su tutta l'area, un piazzale di accoglienza più dignitoso (oggi come oggi, il piazzale antistante è quasi peggio di quello della stazione di Romolo). E più marchi, soprattutto di livello. Considerando che Linate è la porta di accesso a Milano, l'aeroporto più a ridosso della città (basta seguire una lunga strada rettilinea per raggiungere Piazza Cinque Giornate e San Babila), si dovrebbe abbellire e adornare coi simboli tipici di Milano: un'idea come l'"ago e filo" di Cadorna, qualcosa che porti l'attenzione del viaggiatore immediatamente sui simboli della sartoria e della moda, e ovviamente del design. Da questo punto di vista, si potrebbero sfruttare i migliori risultati di Salone del mobile e del Fuorisalone per acquistare un'opera di sicuro impatto da installare di fronte all'ingresso. Il parcheggio è ampio e multilivello, con l'eccezione di autobus e taxi il piazzale dovrebbe essere reso esclusivamente pedonale, ben pavimentato, animato da verde e da fontane, e con opere come quelle già citate. Anche al suo interno dovrebbero spiccare i marchi di moda più famosi - Gucci, Prada, Dolce&Gabbana, Versace, ecc.
- La linea M4 della metropolitana aveva visto il progetto approvato già nel 2005, ma i lavori sono ufficialmente partiti solo nel 2013. Ora abbiamo anche la conferma che non saranno attive nemmeno le fermate Linate - Forlanini FS. All'alba del 2015, e all'alba di Expo, l'aeroporto più vicino e più strategico è collegato solo da bus. Da un punto di vista strategico, e non solo per quanto riguarda Linate, M4 è molto più urgente e importante di M5. La linea Lilla è un'infrastruttura certamente importante, ma nell'ordine delle priorità è assurdo aver dato precedenza alla Bignami-San Siro.
- Quando sarà completata la TEEM (Tangenziale Est Esterna), e sarà garantito un rapido collegamento tra Milano e hinterland, e tra Milano e BreBeMi, Linate sarà collegato ancora meglio. Questo è uno step decisivo per l'aeroporto, che si troverà esattamente tra tang. est e tang. est esterna.
- Bisogna inoltre considerare che l'aeroporto sarà bacino di particolare importanza trovandosi anche alle porte di Segrate, un centro di notevole importanza e in cui, tra pochi anni (si dice nel 2018), dovrebbe aprire il più grande shopping mall italiano, firmato Westfield con tanto di Galeries Lafayete. Senza contare l'attuale scalo di Segrate, perlopiù inutilizzato e in attesa di fondi e finanziamenti per riconvertire gli spazi, poco più a nord di Linate.


Cosa ha fatto il Governo negli ultimi giorni?

- Malpensa. Martedì 30 settembre il Governo ha approvato il piano nazionale degli aeroporti: 10 bacini di traffico italiano, 37 aeroporti di interesse nazionale, 11 di interesse strategico. Malpensa rientra tra quelli ad interesse strategico. Il piano prevede inoltre il collegamento con treni ad alta velocità di Fiumicino, Malpensa e Venezia. Si prevede inoltre di concordare frequenze e collegamenti tra la stazione Garibaldi e Malpensa.

- Linate. Il cosiddetto "decreto Linate" è una modifica del decreto Bersani, operata in funzione di Expo. Difatti somiglia molto a una sorta di liberalizzazione, anche se il ministro Lupi ha spiegato che non è una liberalizzazione. Ha fatto molto discutere perché il provvedimento era stato pensato con un limite temporale, ossia coprire la sola finestra di Expo, salvo poi tornare al panorama attuale. Il Governo fa invece sapere che il provvedimento non avrà vincolo temporale, quindi Linate beneficerà del provvedimento anche dopo Expo. Cosa resta uguale? 18 decolli orari massimi, collegamento point to point, la solita tipologia di aerei, voli solo europei. Cosa cambia? Non esiste più il vincolo di voli destinati alle soli capitali europee.  Quindi ora a Linate potranno atterrare e decollare aerei per qualsiasi meta all'interno dell'Europa: di certo questo provvedimento dovrebbe favorire gli arrivi durante Expo. E' però anche legittimo il sospetto che si annusa dell'aria, ossia il timore di una concorrenza che deriverebbe per Malpensa: il fatto che i passeggeri possano essere trasferiti da Linate ad altri hub europei, concorrenti di Malpensa. I collegamenti quindi saranno più capillari, con prevalenza sulla Germania
Questo provvedimento torna inoltre comodo al matrimonio Alitalia-Etihad, che ha scelto Linate come scalo milanese e che dal Forlanini potrà trasportare i passeggeri verso i propri hub. Si tratta, insomma, dell'ennesimo decreto per salvare Alitalia (la "liberalizzazione" di Linate era stata promessa a Etihad). Come sottolinea Repubblica, è Alitalia la compagnia più interessata ai collegamenti con le non-capitali. Mentre British Airways, Lufthansa e Iberia, a fronte di uno scarso numero di slot, resteranno collegate ai propri hub nazionali (Londra, Berlino e Madrid), Alitalia ha diritti sul 64%  del traffico di Linate. Gli converrà probabilmente eliminare alcune rotte nazionali, su tutte quella verso Roma, penalizzata dall'alta velocità, puntando verso nuove mete europee. Inoltre, Alitalia può girare parte dei suoi slot a un'"alleata", e quindi alcuni potrebbero andare ad Air Berlin, low cost partecipata da Etihad.

Il nodo è quindi complesso, il Governo da un lato conferma l'interesse strategico di Malpensa, dall'altro approva un provvedimento con cui Alitalia-Linate potrebbe ridisegnare i giochi e sottrarre poteri allo scalo varesino. Il ministro Lupi avvisa che la prima conseguenza sarà un calo dei passeggeri di Alitalia su Malpensa di circa 200mila (da 1,2 milioni a un milione) - anche se nel 2016 si dovrebbero tornare ad attestare su 1,2 milioni. C'è poi la possibilità che Air Berlin trasferisca tutti i suoi voli su Linate (gli slot "prestati" da Alitalia di cui detto sopra). EasyJet invece dovrà valutare le conseguenze della concorrenza che gli potrebbe arrivare da Linate.

Resta in sospeso invece la questione sulla liberalizzazione dei diritti di quinta, a gran voce evocati a lungo dal Comune di Milano e da Sea: è la possibilità, per una compagnia di bandiera, di usare Malpensa per voli verso paesi terzi - e non verso il proprio paese. Come se, a titoli di esempio, Britisg Airways collegasse Malpensa e Lisbona. In un certo senso lo fa già Emirates, con voli che fanno Dubai-Malpensa-New York. Lupi avvisa che potrebbe farlo anche Jet Airways, con voli Bombay-Milano-New York.

Concludiamo considerando la distanza dei principali aeroporti europei dal centro delle rispettive città
Milano
Linate - 7 km
Malpensa - 45 km
Londra
Heathrow - 22 km
Gatwick - 45 km
Stansted - 48 km
Parigi
Charles De Gaulle - 25 km a nord-est di Parigi
Madrid
Barajas - 12 km
Barcellona
El Prat - 10 km
Berlino
Schonefeld - 24 km
Roma
Fiumicino - 28 km
Amsterdam
Schiphol - 20 km dal sud-ovest di Amsterdam
Francoforte
12 km dal centro

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