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Zona Porta Nuova - La scomparsa chiesa di Santa Maria del Giardino

La chiesa di Santa Maria del Giardino era una chiesa di Milano. Situata in via Manzoni al posto di via Romagnosi. Edificata nel 1456, la chiesa fu chiusa al culto al 1810 e demolita nel 1865.


In Via Manzoni ,all'epoca la Corsia dei Giardini, dominata dalla mole imponente della chiesa demolita nel 1865

Santa Maria del Giardino vista dalla Scala in una stampa

Una delle vittime più illustri delle soppressioni napoleoniche (1866) fu la chiesa gotica di Santa Maria del Giardino, sorta lungo la strada per Porta Nuova chiamata al tempo Contrada del Giardino, oggi via Manzoni.
A due passi dalla chiesa di Santa Maria della Scala, area un tempo proprietà della famiglia dei Torriani. Nel 1418 l'area fu data in concessione dal Papa Martino V ai Francescani osservanti di Sant'Angelo, che poterono così svolgervi le loro predicazioni all'aperto all'inizio in una sorta di piazza. Nel 1456 iniziarono la costruzione della possente chiesa gotica. L'architetto non è dato di sapere chi fosse, alcuni sostengono fosse stato il Bramante o al Bramantino.

Si trattava comunque di una spaziosa costruzione in cotto, ad aula unica, con sette archi ogivali (a sesto acuto) poggianti su pilastri enormi, con copertura in travi. Era priva di coro in principio in quanto destinata alla predicazione. Sulla fronte si apriva un grande oculo circolare lavorato a mosaico fiancheggiato da due strette finestre quadrangolari.

Era evidentemente una chiesa di tipo lombardo paragonabile a costruzioni solariani come Santa Maria della Pace o l'Incoronata. La sua particolare qualità consisteva nell'insolita ampiezza dell'aula interna, una sorta di piazza coperta.

Il 1582 fu anno di grandi mutamenti, su impulso del padre Francesco Panicarola, grande predicatore divenuto poi vescovo di Asti che ottenne l'autorizzazione a trasformare la grande chiesa e ricavare il coro ancora mancante. Il progetto del coro si deve al Pellegrini che trasformò l'interno della chiesa col gusto barocco ridisegnando anche il grande cornicione che segnava i lati della navata.
Risale dunque a quel tempo anche l'apertura delle cappelle laterali completati insieme alla cappella maggiore e alle due della sacristia.

Le cappelle risultano appartenute alle più nobili famiglie milanesi: Melzi, Sirtori, Taverna, Brentani, Besozzi, Stampa, Landriani, nomi tutti che stanno a indicare l'importanza della Chiesa vero e proprio mausoleo delle migliore aristocrazia cittadina.

All'inizio dell'Ottocento si pensò di  dotare il teatro alla Scala di una piazza e ne venne progettata una sul fianco, tra via Verdi e la fiancata della chiesa di Santa Maria del Giardino (piazza Friedland?). Si trattava di una grande piazza porticata in forme neoclassiche. La piazza non venne realizzata e in seguito come abbian detto, la chiesa venne soppressa (1810) con il piano governativo di riduzione delle parrocchie nella città e perciò si pensò a che uso farne. Alcuni vollero trasformarla in un passaggio coperto con negozi di gran voga all'epoca, ma anche questo progetto rimase sulla carta.

Oltre ai rilievi eseguiti da Luigi Cagnola, la chiesa prima della demolizione venne spogliata da tutti i suoi preziosi averi, così alcune opere vennero salvate dalla distruzione come alcuni affreschi quattrocenteschi, di Vincenzo Foppa e del Bramantino ora al Castello Sforzesco. Affreschi che erano stati coperti da tavole di legno e che vennero alla luce al momento della demolizione della chiesa.
Salvati come la via Crucis di Gaudenzio Ferrari passata ora nella basilica di San Simpliciano. Altre tele vennero ricoverate a Brera.
Dipinti come l'Adorazione dei Magi di Giulio Cesare Procaccini, oggi alla pinacoteca del Castello Sforzesco. San Girolamo di Camillo Procaccini oggi in deposito presso Certosa di Pavaia, e La Pentecoste sempre del Procaccini.
Si segnala anche la Madonna col Bambino e otto santi sempre del Bramantino alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Fonte "le Chiese di Milano" Electa

L'aspetto che poteva avere la chiesa se fosse rimasta. La posizione non è esattamente, ma poco più avanti,  era al posto di Via Romagnosi.

Esempio di come poteva apparire la facciata in cotto

Durante la demolizione

Particolare dei pilastri e delle cappelle laterali

La grande arcata in demolizione


Vincenzo Foppa San Giovanni ora al Castello

Bramantino, Madonna con bambino e santi ora negli Uffizi

Procaccini Giulio Cesare Adorazione dei Magi 1605 Collezione Borromeo, Isola Bella, Stresa

Bramantino, Noli me tangere. Raccolte civiche d'arte antica al Castello


Il progetto per piazza Friedland-nuova piazza della Scala, a destra la chiesa di S.Maria del Giardino e a sinistra il Teatro alla Scala









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