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mercoledì 3 settembre 2014

Zona San Siro - L'ippodromo e le scuderie di San Siro

Le scuderie di San Siro Galoppo sono una splendida eredità dell’architettura di inizio ‘900 e fanno parte del comprensorio dell’ippodromo, progettato da Paolo Vietti Violi e inaugurato nel 1925. Costruite secondo lo stile del cottage inglese o della cascina normanna, nel tempo la loro estensione è stata gradualmente erosa a favore dell’espansionismo immobiliare. Oggi conta circa 1000 box, ma - a causa della crisi e di una politica fiscale severa nei confronti dei proprietari - i cavalli censiti occupano attualmente circa la metà del potenziale ricettivo.
Le scuderie sono un tesoro nascosto nelle pieghe della città. Chi frequenta i meeting domenicali o infrasettimanali dell’ippodromo conosce l’impianto in cui si svolgono le corse, ma difficilmente ha accesso al backstage. L’area dedicata all’allenamento dei purosangue, per lo più sconosciuta alla cittadinanza, è un angolo di verde incontaminato nella zona ovest di Milano e rappresenta un’enclave sospesa nel tempo e nello spazio. Purtroppo i Milanesi (non per causa loro ma per l’assenza di una strategia istituzionale di comunicazione capace davvero di integrare il tessuto urbano) ignorano la meraviglia che si dischiude oltre i cancelli di via Ippodromo e via Montale, altrimenti si batterebbero per preservare questo gioiello dagli attacchi predatori del real estate.
A difesa degli ettari di verde che resistono alla destinazione d’uso per cui erano stati concepiti, da diversi anni è attivo un Comitato animato dagli abitanti del Quartiere. Ma naturalmente sarebbe opportuno che tutta la Città considerasse il centro di training un patrimonio urbano da salvaguardare.





Noi di UrbanFile abbiamo varcato i cancelli delle Scuderie della Trenno e, grazie ai ragazzi del team Briantea, ci siamo calati in un mondo a dir poco suggestivo tra rumori di zoccoli scalpitanti e sbuffi di cavalli al rientro dai lavori.
In una mattina estiva di pioggia battente abbiamo scoperto quello che quotidianamente accade in questo angolo agreste di una Milano sempre più proiettata verso l’Expo.
L’appuntamento con la magia è stato fissato alle 6,00. È questa l’ora in cui arrivano i rider, ovvero i ragazzi incaricati di montare i cavalli in allenamento, che spesso sono anche i fantini delle corse. Quando arriviamo c’è chi è in scuderia da almeno un’ora: sono i lad, ovvero gli uomini (per lo più di grande esperienza) che si occupano di pulire i box e preparare i purosangue per la loro sessione di training.
Intorno, nonostante la copiosa precipitazione, è un andirivieni di cavalli disposti in file indiane che delimitano l’appartenenza all’uno o all’altro team.
Il primo lotto di cavalli Briantea si limita a un’ora di passo e trotto sotto un capannone coperto: nell’ippica ci si deve ancora adeguare alle condizioni atmosferiche imposte dalla natura.
Al termine del lavoro di questo primo gruppo di puledri, una buona colazione con caffè e brioche ci aspetta in un locale selleria adattato ad ambiente ristoro.
Dopo una ventina di minuti di pausa, ci si avvia verso la seconda uscita, e poi la terza quando finalmente spiove e, terminata la fase di riscaldamento, ci si dirige verso una delle due piste di allenamento per un canter, ovvero un buon galoppo, su fondo sabbioso.
Nel percorso che dai fabbricati delle scuderie porta verso le piste della Maura e di Trenno è un susseguirsi di scorci vintage, come l’officina dove i maniscalchi piallano i ferri. Su questi vialetti spesso incorniciati dagli alberi, ha ha camminato Ribot, ospite dell’impianto negli anni 50.
Qui tutto sprigiona storia e parla non solo di ippica, ma anche di un tempo in cui la Città era a contatto con le sue emozioni e a questo capitale sapeva attingere.
La nostra visita si è conclusa verso mezzogiorno con l’aperitivo più alternativo che avessimo sperimentato, tra i musi dei cavalli affacciati dai loro box. Davvero non sembrava di essere a Milano!

Con questo piccolo reportage speriamo di avervi incuriosito e vi inviatiamo a passare una domenica all’ippodromo o, perchè no, di partecipare alla speciale riunione notturna di sabato 6 settembre: dopo tanti anni, le luci su San Siro Galoppo torneranno a illuminare un’indimenticabile serata di sport.


















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