giovedì 22 gennaio 2015

Zona Isola - Il "mostro" da abbattere

Abbattere il mostro dell'Isola è oramai forse l'unica soluzione. Il "rasoio" come era stato soprannominato il palazzone di 14 piani di Ligresti, è oramai abbandonato in attesa del suo futuro da anni. Nato per essere il Palazzo della  Milano Assicurazioni e progettato da Valentino Benati e Federico Colletta, destinato prevalentemente a funzioni terziarie, si trova tra le vie De Castillia e Confalonieri. È composto da due volumi, uno alto di 14 piani, massiccio e caratterizzato da una lunga balconatura continua con chiusura a doppio vetrata a risparmio energetico, e da un corpo basso allineato a via Confalonieri. Era previsto anche un piano con piscina, palestra e spazi collettivi oltre a i parcheggi.

Mai apprezzato dai cittadini del quartiere e forse anche dai creatori di Porta Nuova, la mole possente della struttura in calcestruzzo incombe sul nuovo quartiere e oscura parte del vecchio quartiere dell'Isola. "Come hanno scritto sul Corriere della sera: «Stiamo collaborando in termini molto positivi su diversi progetti - spiega il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, responsabile anche dell’Urbanistica - dal futuro della Torre Galfa a via dei Missaglia». Cioè la riqualificazione del grattacielo «abbandonato» di via Fara e la restituzione - su mediazione del Comune - di affitti arretrati non dovuti e versati al gruppo Ligresti da parte di centinaia di inquilini di alcuni palazzi del quartiere Gratosoglio. E il dialogo con Unipol ha portato anche a un risultato per certi versi storico: la restituzione delle cosiddette «aree d’oro», sempre in zona 5.
Il punto su cui il Comune ha posto l’accento è proprio l’impatto di quel blocco di cemento sul contesto urbano circostante, cioè un quartiere praticamente del tutto nuovo, con edifici di prestigio che stanno attirando interessi anche da parte di grandi società italiane e straniere (come Unicredit, Google, Samsung) che scelgono di insediare i propri uffici tra piazza Gae Aulenti, il Bosco verticale e la cosiddetta Torre Diamante. Un motivo in più per chiedere a UnipolSai, che a sua volta sta valutando di trasferirsi in zona, di rendere meno «mostruoso» quell’edificio. Non solo: il Comune ha posto una richiesta in più, urgente: allestire una copertura decente almeno per il periodo di apertura dell’Expo. Difficile che la proposta di ricorrere alla dinamite venga accolta, ma su tutto questo si attende, a breve, una risposta dal gruppo assicurativo."

Forse un nuovo destino attende la sorte di questo "mostro" urbano, sicuramente una nuova destinazione d'uso. La speranza è l'abbattimento e la ricostruzione con le stesse volumetrie ma distribuite meglio in versione residenziale o alberghiera. Noi di Urbanfile speriamo tanto nella sua demolizione e al suo posto due più snelli edifici che si sviluppino in altezza ma lascino più aria alla zona.











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