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venerdì 5 settembre 2014

Zona Porta Venezia - Riapre La Galleria d’Arte Moderna

Chiusa da gennaio per restauri e riallestimenti, domani finalmente riapre il GAM, la Galleria d’Arte Moderna a Villa Reale. Bellissimo museo milanese così poco vissuto è tornato a risplendere e si spera diventi un luogo visitato da turisti e milanesi. Milano sempre più una città d'arte moderna con il riallestimento di questa galleria che si va ad affiancare al Museo del 900 e alle Gallerie d'Italia e che raccoglie arte italiana ed europea a cavallo tra XIX e XX secolo in un uovo strabiliante come la villa Belgiojoso, villa settecentesca in via Palestro, con affaccio sui graziosi giardini e il bel parco Montanelli (Giardini Pubblici).



«Sarà il nostro piccolo Musée d’Orsay», dice l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Le novità? Partiamo dal pianoterra. Qui verrà a breve inaugurato il bookshop e, in un vicino futuro, sarà aperta una caffetteria; sono state liberate sei sale, 400 mq circa, che verranno adibite alle grandi mostre di scultura: la prima, a ottobre, dedicata a Giacometti. Al primo piano, dove si visita la collezione dell’Ottocento italiano, con opere di Appiani, Hayez, Segantini («L’angelo della vita» è in prestito alla mostra sull’artista che inaugurerà il 18 settembre a Palazzo Reale), sono stati «riscoperti» i pavimenti originari: nascosti negli anni 70 sotto una moquette, hanno rivelato il disegno di intarsi di legni pregiati, con motivi floreali attribuibili a Giovanni Maggiolini, il più grande ebanista italiano del 700. Vera novità al secondo piano, che al tempo della costruzione di Villa Reale era un sottotetto. Qui, con partnership finanziaria di UBS, sono state riunite due collezioni private, di Carlo Grassi e Giuseppe Vismara, donate al Comune nel 1956 e nel 1975, e finora esposte separatamente.

Il nuovo percorso rispetta quello del 1957, creato per la collezione Grassi dall’architetto Ignazio Gardella, che aveva appena progettato il Padiglione d’Arte Contemporanea sulle vecchie scuderie di Villa Reale. Gardella aveva immaginato l’atmosfera di una casa privata, celebrazione dell’idea di mecenatismo privato. «Le collezioni Grassi e Vismara», sottolinea Del Corno, «raccontano un modo di concepire la bellezza come valore da condividere con la comunità».

È stata restaurata la scala elicoidale, disegnata da Gardella attorno a una colonna di stucco, che dà accesso alle collezioni e lungo la quale sono esposte le opere di arte orientale raccolte da Grassi. Un corridoio con antichi tappeti immette nel cuore della prima collezione, 249 dipinti di De Nittis, Boldini, Segantini, Boccioni, Morandi, più capolavori di Monet, Cézanne e Van Gogh. Una galleria è dedicata alle opere grafiche, con litografie e manifesti di Toulouse-Lautrec. E si passa alla collezione di Vismara, ultime tre sale: altre 40 opere di Morandi, De Pisis, Sironi, Renoir, Picasso, Matisse, Dufy. L’ingresso non è più gratuito. Ma il biglietto (5€ intero, 3€ ridotto, ingr. gratuito tutti i giorni dalle 16.30, martedì dalle 14) è un piccolo contributo per avere un museo di statura europea.

(Fonte Corriere della Sera)











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