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Degrado: finalmente arrivano le super multe per gli imbrattamuri

Degrado su degrado. A Milano e in Italia il fenomeno dei writers o imbrattamuri è diffuso ed è una vera piaga per le città. Noi vogliamo distinguere il vandalo che imbratta i muri con la sua stupida tag da chi invece fa vere e proprie opere d'arte chiamate murales o graffiti. I primi, finalmente sono puniti, mentre i secondi, se operano in aree legali o muri non importanti, come pareti cieche, muri di cinta o scali ferroviari sono in alcuni casi ben accetti, anzi, decorano in modo artistico una parete altrimenti degradata.
Finalmente anche Milano si è mossa chiedendo una «linea dura» contro gli imbrattatori, in questo caso specifico è l’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli che ha deciso di agire. Lo strumento che consente di dare le "super multe" è il Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati e la tutela del decoro e dell’igiene ambientale, che all’articolo 35 punisce chi sporca nel territorio del comune. L’importo delle multe, da 25 a 500 euro, è stabilito dal decreto legislativo 267 del 2000. Palazzo Marino ha deciso di applicare in questo caso la misura massima, ridotta a 450 euro se il verbale è pagato entro cinque giorni. Il regolamento, in vigore oramai dal 2002 non è mai stato applicato fino in fondo. Non risulta infatti che le maxi multe agli imbrattatori fossero ancora state date. Finalmente appunto, il Comune pare si sia svegliato, e oltre alla repressione, il Comune dal 2012 fornisce ai writers 'muri legali' dove dipingere (come dicevamo pareti cieche muri ferroviari, ecc) ed entro l’inaugurazione di Expo il loro numero potrebbe aumentare.
Complessivamente i writers indagati, imputati o puniti per imbrattamenti commessi fra il 2012 e il 2014 ad oggi sono 164.
La cosa allucinante è essere diventati asuefatti alla vista di una città degradata e permettere a 4 ragazzini di fare ciò che vogliono su qualsiasi muro della città mettendo le loro firme (tag) sui palazzi e rimanere impuniti. Noi vogliamo una città pulita dove vivere, vogliamo vedere le architetture così come sono state create dagli architetti di ogni epoca e non la vista disordinata e caotica creata da quegli scarabocchi che non sono neanche belli.







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