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lunedì 16 febbraio 2015

Zona Gallaratese - Da Molino Dorino a Bonola: parte 1 - Molino Dorino

Prima parte di una gitarella realizzata nella zona del Gallaratese, percorrendo un po' a zig zag la serie di quartierini che formano la propaggine verso Rho di Milano.

Tutto sommato un quartiere a misura di famiglia, immerso nel verde e abbastanza vivibile. Raggiungibile dal centro in mezz'ora di metropolitana. Dove però mancano negozi e luoghi di aggregazione.


Il vasto Gallaratese venne ideato nel 1955 da Piero Bottoni, il quale assunse il compito di progettare un piano particolareggiato in accordo con gli uffici tecnici comunali. Il 13 marzo 1956 Bottoni consegnò il progetto urbanistico «redatto in forma di proposta di piano particolareggiato dopo l’approvazione delle varie Commissioni urbanistiche». Il progetto prevedeva un solo quartiere di 80.000 abitanti in un'area di 275 ha. La pianificazione del quartiere nasce come progetto sperimentale, sulla base della scelta dell'Ottava Triennale di Milano, che si dava come obiettivo la ricerca di soluzioni di edilizia economica alle spalle del quartiere QT8 (Quartiere Triennale 8). Tutto sommato dobbiamo dire che a parte poche eccezzioni tutto il Gallaratese è ben tenuto e pare un luogo vivibile. Attaversato dalla linea 1 della metropolitana lo si può dividere in 4 sezioni o quartieri, Molino Dorino a nord, Segue, scendendo verso il centro di Milano, San Leonardo, Torrazza a nord est e Botola a sud. Qui vi erano le cascine storiche che ancora, in alcuni casi, cercano di sopravvivere tra i paladino residenziali, sono o erano le cascine: Torrazza, Pozzi, Merlata, Maura, Cottica, Fametta, Molino dei Bissi, Molino Dorino, San Leonardo, Campiglio, Fagnarello, Molinazzo di Trenno. 



Per ogni tappa importante vi rimandiamo ad approfondimenti che cercheremo di svolgere in altri articoli.

Abbiamo percorso un bel tratto di strada tra i palazzoni della zona partendo dal piazzale un po' triste e anonimo dove si trova la fermata della linea 1 della metropolitana milanese di Molino Dorino. Fermata complessa perché qui si attestano anche molte linee suburbane e i pulman per la Romania. Un po' di sporcizia non manca, così come le scritte sui muri, anche se la situazione è sotto controllo e abbastanza nella norma.
A due passi c'è la cascina che da il nome alla zona e che abbiamo già trattato in un articolo precedente, cascina un po' in rovina e abbandonata che meriterebbe un bel restauro e un riutilizzo in qualche modo.

Da qui abbiamo imboccato via Mario Borsa. Via ben tenuta, dobbiamo dire, che si addentra tra parchi e palazzi nel cuore del quartiere, oltre ad avere una bellissima pista ciclabile. Per prima cosa ci imbattiamo nella graziosa chiesa moderna di San Leonardo da Porto Maurizio (via Mario Borsa, 50).

Proseguendo il nostro cammino in direzione Bonola e osservando la pista ciclabile che ad un certo punto si sdoppia, ci è sorto il dubbio sulla necessità di creare una doppia pista ciclabile, una specie di autostrada per ciclisti che a nonstro avviso ci è parsa alquanto inutile. Comunque l'insieme col verde circostante dava una bella immagine rassicurante.

Poco distante dalla chiesa di San Leonardo si trova un mercato comunale realizzato come un vero e proprio villaggio con negozi disposti lungo una via pedonale. Realizzato negli anni 50 e ne parleremo più avanti visto lo stato di degrado in cui versa.

Sempre proseguendo ci siamo imbattuti in quello che dovrebbe essere la residenza universitaria Newton ora in ristrutturazione.

Per finire poi a Botola e a Torrazza e via Bolla, la zona più degradata e in fase di trasformazione con le nuove palazzine di residenza agevolata e popolare.




















Una deelle due "vecchie" zone commerciali all'interno del quartiere, qui siamo in via Mario Borsa - Appennini. Pochi negozi anche qui.

















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