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mercoledì 3 dicembre 2014

Zona Scala - La chiesa di San Fedele una meraviglia poco conosciuta

Spesso i milanesi vanno a visitare le città d'arte italiane e all'estero e non si accorgono che anche Milano ha gioielli artistici veramente belli ma spesso dimenticati. Uno di questi gioielli è la stupenda chiesa di San Fedele, prima chiesa della controriforma a Milano.

Piazza San Fedele e la facciata della chiesa
Piantina chiesa

Qui vi era già un'antica chiesa, più piccola dell'attuale San Fedele. La primitiva chiesa doveva esser stata a sua volta edificata su di un più antico edifico sacro dedicato a Santa Maria in Solariolo o Solario, perché sorgeva proprio al fianco di un edificio medievale che aveva la caratteristica lombarda dei portici nel piano inferiore e una sala con funzioni pubbliche al piano superiore (il coperto). La struttura venne affidata ai Gesuiti nel 1567, poco dopo il loro arrivo nel capoluogo lombardo nel 1563. I quali dovettero metter mano alle vecchie mura restaurando e ingrandendo gli spazi. La chiesa entrò nel programma di riordino della diocesi voluto da Carlo Borromeo. Così venne incaricato l'architetto Pellegrino Tibaldi nel 1569 per riprogettare il luogo di culto coi nuovi canoni e le esigenze dettate dal Concilio di Trento, prevedendo un edificio a navata unica, che esaltasse la centralità dell'altare per la celebrazione eucaristica e prevedesse un pulpito laterale per facilitare la predicazione. La chiesa venne consacrata dallo stesso San Carlo Borromeo nel 1579 anche se non del tutto completata. I lavori proseguirono poi per mano di Martino Bassi e Francesco Maria Richini che eresse la cupola nel 1684. Nel 1723 fu prolungata l'abside ed infine nel 1835 si compì finalmente la facciata secondo i disegni del Pellegrini.

La facciata dopo i bombardamenti


San Fedele venne gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, soprattutto la facciata, che venne riparata negli anni successivi.





L'interno è a unica navata divisa in due campate coperte da volte a tazza poggianti su colonne addossate alle pareti entro le quali si inseriscono gli archi delle cappelle, fiancheggiati da un doppio ordine di archi minori. all'interno di questi piccoli archi, al piano superiore, si trova un matroneo mentre nella parte inferiore si trovano otto confessionali intagliati tra il 1596 e il 1603 da Giovanni, Giacomo e Gianpaolo Taurini. Un arco trionfale dà accesso al presbiterio, cruciforme e sormontato da una cupola.



Nelle cappelle laterali si trovano molte opere d'arte. Nella prima cappella a sinistra, ad esempio vi è una bellissima deposizione di Simone Peterzano del 1584, maestro del Caravaggio che sicuramente ha inluenzato la mano del più grande pittore di tutti i tempi. Segue sempre a sinistra il pulpito in legno del 1600 e la cappella della madonna della Scala, con l'affresco strappato dalla chiesa di Santa Maria della Scala (chiesa gotica che si trovava al posto del teatro alla Scala).
Alla sinistra dell'altare maggiore vi è una lapide in bronzo che ricorda il punto dove era solito pregare Alessandro Manzoni che abitava proprio dietro la chiesa.

La deposizione di Simone Peterzano



Madonna di Santa Maria della Scala




Nelle cappelle di destra troviamo, nella prima un dipinto di Giovan Battista Crespi detto il Cerano, la visione di sant'Ignazio del 1622. Mentre nella seconda, incorniciata da due colonne pericolanti sostenute da angeli vi è il Redentore in ceramica policroma di Lucio Fontana del 1956.




L'abside è interessante per il bellissimo coro in legno del 400 proveniente anch'esso dalla demolita chiesa di Santa Maria della Scala.











Da una porticina si accede alla Sacrestia, progettata da Francesco Maria Richini tra il 1624 e 1628. Nella prima sala si trovano due dipinti provenienti da Santa Maria della Scala e una bellissima fontana per lavarsi le mani. La grande Sacrestia è completamente rivestita da armadi intagliati dovuti a Daniele Ferrari nel 1639.








Ancora chiusa al pubblico, ma non per molto, così ci hanno garantito, è la cappella della Madonna del Latte o dei Torriani. Nell'altare della cappella si trova l'antica immagine proveniente dal palazzo dei Torriani, famiglia rivale dei Visconti e che una volta sconfitta si trovò anche il palazzo gotico distrutto completamente, palazzo che si trovava vicino alla chiesa attuale.

Madonna del Latte o dei Torriani 


La visita a questa meraviglia è aiutata dai volontari del Turing Club Italiano con l'operazione Aperti per Voi. Purtroppo i visitatori sono sempre pochi per questo gioiello artistico milanese.










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