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Zona Castello - Il perduto teatro Olimpia

Il Teatro Olympia (poi Olimpia, inaugurato nel 1899 e rimodernato nel 1933) oggi è perso completamente o quasi, ci rimangono le strutture oggi occupate dal negozio Decathlon in Largo Cairoli. A guardare le vecchie immagini quasi fa tristezza aver perso per sempre anche questo gioiellino dell'intrattenimento meneghino.

Nel giugno di una caldissima estate (1901), dopo opportune e complesse modifiche di un sotterraneo, si  inaugurava il teatro “Olympia”, di fronte all'altro punto di ritrovo mondano che era il Caffè-Concerto Eden. 
In origine nei locali dell’Olimpia, prima dell’inaugurazione, si svolgevano semplici attività fieristiche. In seguito, si effettuò del varietà in ambiente angusto e, in alternativa, vi si svolsero anche diverse esibizioni sportive, saggi di atletica leggera e persino campionati di lotta. Sembra infatti che la prima denominazione di “Olympia” traesse spunto dalle popolaresche “attività olimpioniche” accennate.

I milanesi furono subito entusiasti dell’Olimpia e lo frequentarono con assiduità, contribuendo a far sorgere in loco quel sinonimo di signorilità, sulla quale ben pochi avrebbero scommesso agli inizi, considerata la sua origine e la sua strana disposizione sotterranea. D’altra parte, va detto che le famiglie più abbienti di via Boccaccio e Vincenzo Monti (i nuovi quartieri emergenti abitati da ricchi) amavano spesso frequentarsi qui.

A quei tempi si pagava in media una lira, ma all’Olimpia, oltre all’ingresso, si aveva diritto ad una consumazione (caffè o gelato o birra) ad un prezzo pattuito a forfait di 30 centesimi.
Con il trascorrere degli anni, l’Olimpia procedeva a gonfie vele, preferendo la rappresentazione di commedie comiche, con le simpatiche recite di  Antonio Gandusio (1873-1951), Dina Galli (1873-1951), Giuseppe Sichel 1849-1924, tanto per citare i nomi di maggiore spicco.
Il teatro, nel corso degli anni 1942-1944, subì una sostanziale trasformazione (vedi foto). Quanti avvenimenti artistici, quanti battesimi, quanti successi  presso la sala dell’Olimpia. Ricorderemo soltanto alcuni nomi che diventarono autentici beniamini degli spettatori: Marcello Marchesi, Tino Scotti, Anna Carena, Sandra Mondaini, Franca Rame.
I vecchi milanesi ricordano pure che Walter Chiari, nel 1944, dove, durante un concorso per dilettanti  ricevette qui i primi applausi per la sua spassosissima imitazione di Adolf Hitler e per la famosa gag del balbuziente. Nei primi anni Sessanta, l’interesse per questo teatro cominciò a decrescere e, purtroppo, si giunse alla sua chiusura nel 1965. L’età d’oro dell’Olimpia si concludeva per sempre, tra il rammarico di molti.
Carlo Radollovich (fonte ilmirino.it)


Largo Cairoli e sulla sinistra l'ingresso al Teratro Olimpia
Largo Cairoli e il nuovo Monumento a Garibald. Il Teatro Olimpia sullo sfondo

Il corridoio di accesso alla platea

Il soffitto della galleria dei passi perduti

L'atrio del teatro

La sala del Teatro Olimpia

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