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lunedì 6 aprile 2015

Zona Centro Storico - Il palazzo di Via Palla Lupetta, aggiornamento

Via Torino, il palazzo di via Palla e Lupetta è oramai a buon punto, almeno esternamente. La monumentale facciata in pietra su via Torino è alleggerita dagli angoli in vetro e dalla doppia altezza del piano commerciale come avevamo già detto in altri articoli.
Adesso che il palazzo è quasi concluso e si inizia a vedere l'effetto delle facciate, possiamo dire che tutto sommato pare un bell'intervento. In parte pare richiamare i vecchi palazzi, in parte riproduce il palazzo anni Cinquanta dirimpettaio e in parte moderno e tecnologico con abbondante uso del vetro.
Troviamo molto bello anche il taglio che permette di ammirare la cupola di Sant'Alessandro posta sul retro dal marciapiede di via Torino.

Non ci convincono tanto le finestre "grigliate" poste nella porzione appoggiata al vecchio palazzo, quella rivestita completamente in ceppo lombardo e archetti al piano negozi, ci pare un po' troppo sgraziata.

Per volere della sovrintendenza sono state mantenute le vecchie facciate e alcune pareti all'interno, come avevamo visto durante la costruzione di questo complesso.

Persino i negozi pare siano già in allestimento.









La vecchia palazzina ad un piano rimasta per decenni solo con la facciata di via della Palla è stata liberata. Le Finestre al piano terra sono state trasformate in vetrine (per il negozi al piano terra) mentre le finestre al primo piano ora fungono da quinta per un retrostante terrazzo.










Stessa sorte per i resti della facciata su via Lupetta, ristrutturata e ricostruita pur mantenendo le differenze tra la parte originale e quelal aggiunta adesso. Di seguito immagini con impalcature e senza, scattate da Jasper. Nella casa di via Lupetta 8 nacque nel 1816 il garibaldino Giovanni Battista Prandina.
"Si laureò in medicina all’università di Pavia e fu medico e chirurgo. Militò nella Giovane Italia, prese parte alle Cinque Giornate di Milano, alla I Guerra d’Indipendenza e alla difesa della Repubblica Romana. Amico di Garibaldi, fu tra i medici chiamati al suo capezzale per i postumi della ferita all'Aspromonte"
Ancora ricordato da una targa marmorea posta sulla facciata di via Lupetta.

























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