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Zona Porta Venezia - Ecco come sarà una parte di piazza Oberdan

Entro novembre ci saranno altri cantieri ad aggiungersi alla lunga lista per apparire più belli in questo periodo. Uno di questi, sarà la porzione di Piazza Oberdan che va da Corso Buenos Aires a via Tadino, la più degradata. Non si farà in tempo per Expo. Ma l’assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, ha un’idea ben precisa: «Non finirà entro Expo, ma preferisco che i visitatori vedano un cantiere ordinato, piuttosto che questa piazza degradata come è oggi». Noi concordiamo, anche perché la piazza è da decenni che aspetta di venire sistemata e oramai era ad un livello di degrado improrogabile.



"Il progetto presentato prevede nella prima fase la riqualificazione della piastra pedonale sopra l’ex albergo diurno Oberdan. Poi, la seconda, completerà il verde, «che sarà potenziato da 400 metri quadrati a 1.000» sul lato opposto a quello che guarda gli edifici. C’è in corso una trattativa con il Fai a cui verrà concessa la gestione di tutto il sotterraneodel diurno. «Siamo a buon punto - dice la Rozza -. Abbiamo otto mesi di tempo per restituire a Milano tutta la dignità che merita. In piazza Oberdan si sono persi vent’anni».
Il lavoro più urgente riguarda il consolidamento della soletta dei bagni. Sarà il primo intervento in ordine di tempo per procedere poi con il restauro dei bagni. È anche l’intervento più costoso. I lavori prevedono la creazione di un’area pedonalizzata su entrambi i lati della piazza, la creazione di nuovo verde e la risistemazione di quello esistente, la protezione delle alberature esistenti, il consolidamento e, come detto, la risistemazione dell’area sopra gli ex bagni diurni. Nel progetto , secondo gli architetti, si è cercato di ridare alla piazza la sua funzione di spazio pedonale. Sull’area verso viale Piave si è invece cercata una soluzione di ridisegno del verde esistente: la soluzione prevede un ampliamento dell’area a verde con mantenimento delle alberature esistenti e la creazione di un’area completamente pedonale e sgombra da auto e moto. Unica particolarità saranno le operazioni di salvaguardia dell’albero monumentale esistente ( Celtis Australis) che, in accordo con l’ufficio alberature del Comune sarà liberato da chioschi, pali e fili e protetto in una aiuola allargata.

I materiali scelti prevedono la posa sui marciapiedi pedonali, in continuità con la pavimentazione già presente su corso Buenos Aires, di lastre in beola, mentre sulle aree a completamento dei due interventi sulla piazza - ex albergo diurno e area verde -, sarà posata una pavimentazione in asfalto colato nelle tonalità del grigio. L’intervento ha individuato delle priorità: il mantenimento o il miglioramento dell’attuale sistema di smaltimento delle acque meteoriche; l’accesso agli spazi pubblici e alle proprietà; il miglioramento e la valorizzazione dei percorsi pedonali esistenti; il miglioramento e la valorizzazione delle aree esistenti a verde; la presenza delle linee di trasporto in superficie; la preesistenza del Diurno «Venezia» al di sotto della piastra pedonale. Il progetto arriverà lunedì in Consiglio di zona e già si prevedono polemiche. "

Fonte Corriere della Sera

 Saranno spostate anche le edicole? Visto che nel progetto presentato non compaiono più se non quella verso via Vittorio Veneto. Di seguito due immagini dei primi decenni del 900.




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