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lunedì 20 ottobre 2014

Zona Niguarda - Il caso del Seveso




“Dopo aver discusso per 30 anni sulle possibili soluzioni per ridurre il rischio di esondazioni del fiume Seveso a Milano e nei comuni dell'hinterland come Lentate sul Seveso, Senago, Paderno Dugnano e Varedo; dopo aver registrato, solo nel recente passato una media di 2.5 allagamenti l’anno, con ingenti danni e costi (nel 2010, con l’allagamento delle stazioni della metropolitana, si sono registrati oltre 70 milioni di euro di danni); dopo l’estate 2014 con 6 esondazioni anche in centro a Milano (quella 7-8 luglio ha colpito 23 comuni diversi e causato 48 milioni di euro di danni); nonostante striscioni 'No alle vasche' appesi a Senago, noi apriamo la stagione dei cantieri. Anzi del doppio cantiere per un sistema di interventi infrastrutturali per la difesa dalle alluvioni e per il disinquinamento del fiume con reti e impianti di depurazione delle acque del Seveso". Così Erasmo D’Angelis, responsabile della struttura di missione #italiasicura di Palazzo Chigi, annuncia nella conferenza tecnica di Milano la svolta verso la mitigazione del rischio idrogeologico e la qualità delle acque con opere per la riqualificazione fluviale.






“Sulle opere – aggiunge D’Angelis– ci sarà spazio alla partecipazione dei cittadini: verranno fornite informazioni puntuali sui progetti, sui tempi di realizzazione delle opere, sull’impatto che avranno sul territorio, su quali benefici apporteranno e quali manutenzioni saranno garantite. Le sei alluvioni della scorsa estate sono anche un monito ad evitare di pianificare grandi eventi mondiali come l'Expo con decine di opere, molto onerose e di tutti i tipi, dimenticando quelle per la sicurezza da alluvioni. Spero – conclude il responsabile di #italiasicura - sia l'ultimo clamoroso esempio di un sistema Paese che non considera prioritario il contrasto al dissesto e all'inquinamento delle acque".

“Su questo progetto - ha spiegato l'assessore Beccalossi - hanno lavorato i migliori professionisti del settore a livello nazionale. Nessuna prevaricazione è stata fatta nei confronti delle amministrazioni locali: con loro il dialogo rimane aperto e siamo pronti ad accogliere eventuali suggerimenti. Ora però bisogna passare dalle parole ai fatti. Regione Lombardia, per qunato riguarda l’intervento di Senago da tempo ha messo sul tavolo 10 milioni di euro. Altrettanto ha fatto il Comune di Milano con 20 milioni. Per completare il progetto complessivo mancano 80 milioni dei quali si è fatto carico oggi Palazzo Chigi. Una cifra sostanziosa confermata a chiare lettere da Erasmo D’Angelis. Io batto il ferro finché è caldo. Spesso la politica - ha concluso l'assessore Beccalossi - ha prevaricato le scelte tecniche. Ora è il momento di porre in essere soluzioni concrete per il Seveso”.

“Oggi è una giornata importante– ha aggiunto l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano Pierfrancesco Maran – abbiamo fissato gli impegni che finalmente faranno partire le opere necessarie ad evitare le esondazioni a Niguarda e a depurare il fiume. Tutti i progetti potranno essere migliorati con un percorso partecipativo ma nessuno può più mettere in discussione il raggiungimento di questi due importanti obiettivi”.

Negli ultimi tre mesi il progetto Seveso è stato messo a punto tra Milano e Roma dalla Struttura di missione di Palazzo Chigi #italiasicura con un lavoro, gomito a gomito, con l’Assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Regione Lombardia, Viviana Beccalossi, il Vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e l’assessore alla Mobilità e all’Ambiente del Comune di Milano Pierfrancesco Maran, il Sindaco di Senago, Lucio Fois, Autorità del fiume Po e anche con confronto con il comitato dei cittadini di Senago contro le vasche. La decisione di iniziare i lavori, con la garanzia di un doppio intervento parallelo, è ormai presa. Insieme al cantiere del canale scolmatore e alla prima vasca di laminazione dal costo di 30 milioni, progettata nel territorio di Senago e che avrà una capacità 970.000 mc, è prevista anche la realizzazione di quelle a Lentate sul Seveso (850.000 mc), Varedo (1.500.000 mc) e Paderno Dugnano (950.000 mc), per un sistema di laminazione delle acque che a regime proteggerà le aree urbane rispetto agli eventi di esondazione degli ultimi anni, compreso quello particolarmente grave dello scorso 7/8 luglio. Alla realizzazione delle vasche di laminazione, con attenzione massima alla riduzione degli impatti ambientali e paesaggistici, si affiancheranno la verifica e il ripristino degli attraversamenti del fiume nel sottosuolo di Milano nei punti in cui il fiume scorre sotto le strade della città e la manutenzione straordinaria di alveo e sponde.

Miglioramento qualità acque

Il primo intervento prevede l’assorbimento del depuratore di Varedo a quello di Pero per una spesa di 9.5 milioni di euro. Un’azione completata nel settembre 2015 che riduce del 20% gli scarichi nel Seveso (-115.000 abitanti equivalenti su 578.000). Inoltre, entro dicembre 2015 saranno conclusi i lavori per il completamento della rete fognaria di Cinisello Balsamo, Paderno Dugnano, Limbiate, Cesano Maderno, Ceriano Laghetto, Seveso, Meda, Misinto, Lentate sul Seveso, Lazzate, Mariano Comense e Carugo. Alla realizzazione di impianti e reti idriche si affiancherà l’azione di caratterizzazione dei carichi inquinanti, così da poter disporre di un controllo puntuale sulla qualità delle acque del bacino in grado di indirizzare anche le opere di disinquinamento.

Valorizzazione territorio 

Nell’ambito degli interventi per la riqualificazione ambientale e paesaggistica nel bacino del Seveso è prevista la realizzazione di opere per la fruibilità per i cittadini. Infatti, il progetto di Senago (primo dei quattro che verranno realizzati) dedica 1,2 milioni di euro per interventi ambientali e paesaggistici con 25.000 mq di rimboschimenti, 100.000 mq di aree inerbite, 10.000 mq di prato fiorito, 3.500 mq di fitodepurazione e 2.5 km di nuovi percorsi pedonali attrezzati. Un investimento sull’ambiente che sarà esteso e ripetuto anche per le altre aree individuate per la realizzazione delle vasche di laminazione e dove si interverrà per il recupero ambientale associato alla sicurezza idraulica.


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