venerdì 5 aprile 2013

Il tramonto su CityLife

Anni fa il grande botto, l'annuncio tanto sperato per il rinnovo spettacolare di una grande fetta di città. Poi le polemiche, gli architetti di fama mondiale, e le demolizioni. Piano piano il grande progetto prendeva forma, forse più ingombrante di quanto ci si aspettasse; anche perché per ora, dopo tre/quattro anni di lavoro si vedono solo le gru e questi grandi palazzi. Le famose Tre torri, elemento caratterizzante del complesso, ancora non si vedono o quasi: per ora solo il Dritto di Isozaki sta salendo.

Notizia di ieri: dopo una riunione di maggioranza in Comune dove l'assessore all'Urbanistica Ada Lucia De Cesaris ha fatto il punto sui vari cantieri in città, tra cui CityLife. E' stata confermata la cancellazione del Museo di Arte Moderna di Libeskind, secondo l'assessore le ristrettezze economiche del periodo in cui ci troviamo hanno costretto il Comune a rivedere i grandi investimenti in questo cantiere; da qui la scelta di evitare per il momento la costruzione di un nuovo edificio oneroso anche una volta attivato come museo, ed investire nel ripristino di edifici già esistenti. I 45 milioni di Euro già versati da CityLife per gli oneri di urbanizzazione verranno pertanto destinati ad altre opere pubbliche. La maggior parte verranno investiti per il Palazzo delle Scintille e per il rinnovo del Velodromo Vigorelli, altri finiranno per la fermata della M5.
In parallelo la situazione del cantiere, rallentato dalla crisi del mercato immobiliare come gli altri in città ha visto una drastica riduzione degli immobili. A giugno saranno consegnate le prime case. Mentre la costruzione della nuova torre (Dritto) per la sede delle Generali prosegue, arrivano i dubbi per la realizzazione del grattacielo Storto della Hadid e il momentaneo congelamento per il Curvo di Libeskind. Fermata anche la costruzione della Park Tower. Comunque l'Assessore De Cesaris ha chiesto che anche se le aree destinate in futuro alla costruzione di edifici rimarranno vuote, almeno vengano lasciate a verde fruibile, in attesa di tempi migliori. La consegna del Parco è confermata per il 2015 e quella delle opere pubbliche per il 2016. Mentre la consegna dell'intero complesso è stata spostata al 2023




Come dovrebbe apparire



Il Museo soppresso


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