lunedì 13 maggio 2013

Via Fabio Filzi: una strada incoerente

Incoerente: per tutta la sua lunghezza cambia aspetto senza criterio alcuno.
La via inizia dall'incrocio con Viale Liberazione: tre begli alberi ombreggiano un'edicola e la graziosa chiesa di San Gioachimo; peccato che questo avvenga solo su di un lato, per giunta nel disordine totale di spazi lasciati al caso. Percorrendola, si osserva che la via diventa dapprima alberata, coi soliti parcheggi sotto le fronde con un terreno disconnesso e fangoso ad ogni pioggia, per poi assumere un aspetto internazionale, coi marciapiedi ordinati e piastrellati in pietra (oramai color ruggine per i depositi metallici conseguenti all'attrito fra tram e rotaia), panchine e aiuole ben tenute; infatti siamo sotto il Pirellone, le istituzioni aiutano.
Qualche metro e la via nuovamente si trasforma. L'asfalto torna a rivestire i marciapiedi ma qui le aiuole sono arricchite di piante da sottobosco oltre che dalle piante in filare. Superata Piazza IV Novembre, la via diventa più stretta e perde gli alberi.
Certo che le amministrazioni si molto coordinate nel dettare le linee guida per questa via!

Una curiosità: la via segue un andamento curvilineo perché un tempo al suo posto correva un torrente, il Sevesetto, una derivazione del fiume Seveso che si incanalava nel Redefossi all'altezza delle mura spagnole.




All'altezza del Pirelli diventa una bella via



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