venerdì 31 luglio 2015

Area Metropolitana - Malpensa primo tra gli scali non hub in Europa

Malpensa torna nella top 10 delle città europee, sebbene non abbia più un vettore di riferimento che faccia confluire i passeggeri per i collegamenti a lungo raggio e lo identifichi come hub. È la stima l'Indicatore di Accessibilità Area Intercontinentale Estate 2015 presentato a Milano dal gruppo Clas che mette a confronto le città europee, misurando l'offerta di collegamenti aerei diretti disponibile ogni settimana dai relativi aeroporti e tenendo in considerazione anche l'importanza socioeconomica delle destinazioni raggiungibili da ogni città.

Tra le città il cui sistema aeroportuale non comprende un hub, Milano, con un indice di 32,7 risulta di gran lunga la prima in termini di accessibilità, seguita da Manchester con 17,7 e Barcellona con 17,2 e precede svariate altre città europee dotate di hub tra cui Vienna, Helsinki, Copenhagen, Bruxelles. In tutte le città che precedono Milano la quota del vettore principale dell'aeroporto nel mercato intercontinentale va dal 40% in su, cioè ogni hub ha il suo hub carrier di riferimento. A Malpensa, invece, l'offerta di collegamenti di lungo raggio è molto diversificata e il principale, Emirates, ha una quota del 20%.

Dalla ricerca di Gruppo Clas si rileva come i flussi di lungo raggio da e per l'Italia, per turismo e per affari, sono tra i più elevati d'Europa, ma molto traffico intercontinentale da e per il nostro Paese sia deviato attraverso gli hub del nord Europa. Regno Unito, Francia, Germania, ma anche Spagna, hanno tutti un'offerta di posti su voli intercontinentali diretti e destinazioni maggiore rispetto a quella italiana: Roma e Milano contano rispettivamente 48 e 38 destinazioni intercontinentali, Madrid ne raggiunge 60, Amsterdam 86, Francoforte 115, Londra 125 e Parigi 134.


“I dati comunicati oggi sull’accessibilità dell’aeroporto di Malpensa dimostrano il grande lavoro che Sea ha portato avanti in questi anni. Lo scalo ha saputo rafforzare il proprio ruolo in Europa, pur non essendo un Hub. E di questo ringrazio il Presidente Modiano, il CdA e tutti i lavoratori”.

Lo ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

“L’attrattività del territorio, le scelte strategiche della Società, la riqualificazione dello scalo che oggi offre servizi all’avanguardia per compagnie aeree e passeggeri, sono elementi che hanno contribuito a riportare Malpensa ad alti livelli nel panorama europeo e internazionale. Il tasso di crescita che ci vede secondi dietro solo a Istanbul è sicuramente un grande stimolo per continuare a fare sempre meglio. Milano ha sempre creduto nel ruolo di Malpensa e, come ha detto anche il Presidente Modiano, oggi l’aeroporto può camminare sulle proprie gambe e giocare in attacco. Non era scontato, ma anche in questo caso, il gioco di squadra ha funzionato”, ha concluso il Sindaco Pisapia.

Fonte askanews.it



Zona Tre Torri - Il Centro Commerciale di Piazza 6 Febbraio

Siamo stati a fare alcune foto al centro commerciale in costruzione in Piazza 6 Febbraio a fianco del Palazzo delle Scintille e che servirà per fornire i servizi al nuovo quartiere di CityLife in fase di realizzazione e a unire la piazza con la Metropolitana Tre Torri che a breve sarà aperta al pubblico. Si tratta in sostanza di un corridoio commerciale coperto in parte con l'ingresso principale rivolto verso viale Boezio.












Zona Duomo - Lo "squallore" di Palazzo Reale


Palazzo Reale, già il nome dovrebbe significare qualcosa di sontuoso, importante, prezioso, eppure a Milano Palazzo Reale è solo un luogo dove allestire mostre.

Belle e importanti mostre, di grande successo senza alcun dubbio, ma Palazzo Reale così com'è crediamo sia un non luogo per Milano. Sarà la sua disposizione angolata nei confronti degli altri palazzi circostanti che sono invece allineati al Duomo, sarà per il fatto di essere "Reale" qualcosa che significa poco coerente con la democrazia, fatto sta che Palazzo Reale per Milano sia solo un contenitore per mostre e nient'altro.

Recentemente siamo stati alla splendida mostra dedicata al genio di Leonardo Da Vinci e prima ancora alla mostra Dai Visconti agli Sforza, due delle molte mostre e esposizioni che decretano il successo di questo luogo e spazio espositivo. 230mila visitatori sono andati a vedere ad esempio il genio di Leonardo da Vinci in tre mesi. 

Già quando siamo entrati e abbiamo acquistato i biglietti, facendo una fila alquanto estenuante, abbiamo assistito al disordine che regna nel modus operandi: una cassa pareva fosse bloccata e l'altra veniva aperta per pochi minuti, dando al turista un senso di incertezza e di improvvisazione. 

Entrati nella sala allestita per distribuire gli auricolari per l'ascolto guidato alla mostra, abbiamo notato il personale poco gentile, banchi e armadietti buttati lì come se ci si trovasse in un magazzino di una stazione (ricordiamo che ci si trovava nella sala detta Anticamera di Sinistra, ancora decorata con stucchi e quadri). 

Dopo aver visto la stupenda mostra, abbastanza esaustiva, sulle opere di Leonardo, si entra nella Sala della Rotonda, un tempo stupenda Sala del Trono: in quel momento pareva più una sala giochi di un paesino sperduto nella pianura padana più che un salone reale di fine Settecento. Sedie in plastica, tavolini improvvisati, cavi elettrici e cartonati decoravano questa sala, sminuendola parecchio. Stessa cosa dobbiamo dire per le Sale degli Arazzi, con quelle poltrone così moderne che poco si addicono all'antico e prezioso palazzo. Gli arazzi di Audran, portati qui da un altro palazzo reale, quello di Parma, non ci sembrano ben disposti, mentre quelli di Raffaello, presenti fino al 1940, ora sono a Urbino, non si sa perché.

Sembra impossibile credere che a Milano abbiamo avuto un Palazzo Reale, considerato fino alla Seconda Guerra Mondiale una meraviglia riconosciuta per la sua bellezza in tutta Europa, e che oggi questa meraviglia sia irriconoscibile, ancora ridotta male dopo i bombardamenti, e che quel poco che se ne può vedere sia trattato con noncuranza.

In Germania, Polonia e in altri luoghi, in molti casi i governi locali stanno ristrutturando e ricostruendo i palazzi distrutti dalla Seconda Guerra Mondiale: a Milano pare proprio di no. Infatti pare si voglia tenere lo stato di fatto così com'è, per esempio nella Sala delle Cariatidi, una meraviglia del Settecento, con l'aspetto distrutto dalla guerra. E' vero che la sala è stata danneggiata in parte dalla guerra, ma si sarebbe potuta salvare se si fosse intervenuti a coprirla; invece è rimasta per anni esposta alle intemperie che hanno provveduto a distruggere le statue e i decori realizzati in stucco, e successivamente non si è intervenuti per decenni. Quindi possiamo dire che lo stato attuale della sala sia dovuto alla negligenza delle amministrazioni passate più che ai bombardamenti della II Guerra Mondiale. Molti degli arredi originali esistono ancora, ma sono nei magazzini o in altre sedi.

Chissà mai se un giorno questa sontuosa dimora avrà nuovamente un aspetto regale e sarà trattata da tutti come tale, con il rispetto e l'amore che le sarebbe dovuto.

















Il Salone delle Cariatidi

Il Salone delle Cariatidi dopo il bombardamento
Il Salone delle Cariatididopo il bombardamento, si può notare che le statue erano ancora in buono stato

Il Salone delle Cariatidi oggi








Alcuni esempi da Dresda, dove si sono ricostruite sale distrutte dai bombardamenti in modo filologico.





giovedì 30 luglio 2015

Zona Giambellino - La fermata da sistemare

In piazza Napoli ATM sta sistemando la fermata dei tram che aveva urgente bisogno d'essere messa in sicurezza. I lavori termineranno verso la fine di Agosto.






Viabilità: i semafori trascurati

Quanti semafori rotti o fuori assetto ci sono in giro per Milano?

A quanto pare la nuova tipologia di semaforo sarà più conveniente, ma debole dal punto di vista strutturale, visto che spesso perdono la mascherina para luce e qualche buontempone si diverte a ruotare le lanterne di modo che sia quasi impossibile vedere i segnali luminosi per capire se è verde o rosso, come si può vedere in alcuni casi lungo Corso Buenos Aires o al Carrobbio - per citarne alcuni - potrebbe essere anche un problema di sicurezza a voler vedere.

Possibile che nessuno del Comune si sia accorto di questo "piccolo" problema?







Zona Tre Torri - Lo Storto e il Dritto, aggiornamenti

Foto dall'enorme cantiere di CityLife, dove abbiamo documentato lo stato d'avanzamento dei lavori alla base della torre Dritto di Isozaki e anche allo stato attuale della torre Storto progettata dall'Hadid.


















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