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mercoledì 1 ottobre 2014

L'anniversario di Klimahouse e la prima certificazione CasaClima Gold a Milano

Scritto da Luca Chiappini


La nota fiera bolzanina compie dieci anni di vita, forse non molti ancora per una fiera ma senz'altro un traguardo costellato da note di successo, e nuovo punto di partenza. Klimahouse nasce nel 2004 come progetto fieristico dell'ultrasessantenne Fiera Bolzano collaborando con l'Agenzia CasaClima. Per festeggiare l'anniversario, l'ensemble bolzanino si è riunito in un illustre party a Milano, nella zona di Corso Como, dove ha conferito targhe di merito e onorificenze.

Di cosa si occupa esattamente Klimahouse? E' il punto di riferimento per l'esposizione del meglio dell'edilizia ad efficienza energetica. Un campo in crescita e che sta ottenendo attenzioni e investimenti crescenti in questi anni, segnati da amministrazioni e stili di vita più attenti ai consumi e ai temi energetici. La virata su edifici ad efficienza energetica, distinti da materiali o progetti di impianti ragionati col fine di limitare le dispersioni di temperatura, vanno aumentando negli anni, si contano diverse certificazioni energetiche di livello e i più recenti complessi residenziali e terziari, a Milano, si sono fatti notare nel solco degli standard ecologici. Incide su questa scelta anche la crisi economica, ossia la volontà di limitare i consumi e di fare quasi da "testimonial" del nuovo atteggiamento eco-friendly. La fiera è distinta in due sezioni: una dedicata all'esposizione dei maggiori prodotti e novità, accuratamente selezionati da una giuria, e una concentrata su eventi formativi con partner di prestigio. L'importanza di Klimahouse è cresciuta al punto da registrare sempre il tutto esaurito per le aziende che intendono aderire: il direttore di Fiera Bolzano, Reinhold Marsoner, spiega allora che la loro decisione è stata di "organizzare delle edizioni itineranti di Klimahouse espressamente rivolte ai mercati del Centro e Sud Italia". E' il caso di Klimahouse Roma (prima nella capitale, poi a Bastia Umbria), di Klimahouse Toscana (alla Leopolda di Firenze) e di Klimahouse Puglia. Ha inoltre generato altre due fiere: Klimaenergy, sulle energie rinnovabili, e Klimamobility, sul trasporto sostenibile.

Il condominio CasaClima Gold di Milano

Il festeggiamento a Milano denota l'attenzione, per questa fiera di importanza nazionale e internazionale, per le nuove eccellenze di stampo sostenibile che si stanno sviluppando anche nel capoluogo lombardo. Per l'occasione, infatti, il dottor Flavio Ruffini (vicepresidente Agenzia CasaClima) ha rilasciato la prima certificazione CasaClima Gold per un condominio di Milano di prossima realizzazione, in Via Toce, pressi di Viale Zara. Lo standard CasaClima è stato scelto per il contenimento dei costi energetici e per la qualità del comfort (temperature radianti delle superfici, grado di umidità relativa, velocità dell'aria, illuminazione naturale e comfort acustico).

Il condominio, progettato nel 2010 e terminato a inizio 2014, si chiama Tuxa e conta 7 piani (di cui 6 fuori terra), 11 appartamenti, e box. Il progetto è dell'architetto Margherita Bianco, la realizzazione dell'Impresa Grassi&Crespi srl, E' rientrato nel parametro del fabbisogno energetico (non eccedente i 10 kWh/m2a), con serramenti di legno e protezione in alluminio, dotati di triplo vetro. L'edificio dispone di impianto di recupero dell'acqua piovana, di pannelli solari termici di copertura soddisfano il 60% di bisogno di acqua calda (il resto compensato da caldaia condensazione), di impianto idraulico e deumidificatore per rinfrescare l'ambiente.






Con oltre 6mila certificazioni Klimahouse solo in Italia, possiamo osservare che il trend è in aumento e risponde alle attese di una nuova tendenza di edilizia residenziale e terziaria.

La prossima manifestazione Klimahouse sarà dal 29 gennaio al 1 febbraio 2015.

giovedì 7 agosto 2014

Zona Zara - Il mercato che sfratta gli alberi

Polemiche su polemiche si stanno sollevando in zona Isola e Zara per il taglio degli alberi lungo un tratto di Viale Zara, il centinaio di metri che vanno dalla fermata della M3/5 in viale Stelvio a Largo Lagosta.

Mesi fa è stato deciso di spostare il mercato bisettimanale che fino all'arrivo della M5 stazionava in via Volturno, in viale Zara. Pare però che la soluzione concordata vada ancora una volta a scapito del verde, implicando la rimozione dei giganteschi platani che ombreggiano i controviali.

Dopo anni di lotte e scontri fra residenti, ambulanti e consiglieri della maggioranza in Consiglio di Zona 9 infatti, qualche mese fa è stato alfine raggiunto un compromesso che dovrebbe garantire lo spostamento definitivo del mercato nel tratto centrale di viale Zara tra piazzale Lagosta e viale Stelvio entro dicembre 2014, dopo un ritorno temporaneo nella sede storica di via Volturno. Lo spostamento è dovuto principalmente al fatto che il mercato non può stare in via Volturno perché ora ci sono le uscite di sicurezza della sottostante stazione e quindi per la sicurezza del pubblico va spostato altrove.

Girano voci insistenti che il progetto che si sta predisponendo preveda l’eliminazione di due file dei grandi platani che ombreggiano e deliziano i controviali di Viale Zara. Si tratta di voci o il Comune ha veramente intenzione di segare via due filari d'alberi per far posto al mercato? Speriamo e confidiamo nel fatto che il Comune troverà la migliore soluzione al problema. Qui troverete altre notizie, MilanoIsola.

A parte tutto, le auto parcheggiate sotto gli alberi persistono pure qui.









La proposta di riordino del mercato secondo Milano Isola


lunedì 14 luglio 2014

Zona Nord Ovest - Il Seveso diventa caso nazionale

Il Governo, rappresentato dal capostruttura della missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico Erasmo D’Angelis, ha confermato che la difesa idraulica del fiume Seveso è un’opera strategica nazionale, cui il Governo garantirà finanziamenti, oltre che una velocizzazione delle procedure per realizzare il piano delle vasche di laminazione predisposto da Aipo. E’ emerso durante un incontro che si è svolto a Palazzo Marino con il Sindaco Giuliano Pisapia, la vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e l’assessore all’Ambiente Pierfrancesco Maran. Il Comune di Milano ha già messo a disposizione una cifra molto significativa per contribuire al progetto. La disponibilità di risorse dedicate a questo tema da un comune rappresenta un unicum in Italia, che dimostra l’inderogabile volontà di risolvere definitivamente un problema che Milano si trascina da decenni. Oltre al tema delle vasche di laminazione e ai lavori per l’ampliamento del canale scolmatore, si è sottolineato l’importanza di attivare rapidamente iniziative per la depurazione delle acque e il controllo degli scarichi industriali lungo il corso del fiume. Il Governo avrà anche il compito di aprire immediatamente il confronto con i comuni interessati perché la realizzazione di queste opere possa avvenire in tempi brevi, senza ulteriori ritardi, opere importanti per la città, per i cittadini e per Expo 2015, che Milano ospiterà tra poco meno di un anno.



venerdì 11 luglio 2014

Zona Fontana - Salviamo il quartiere con sponsor

In occasione di un concorso sponsorizzato da Brico Center, ci è stato segnalato un progetto in in particolare, quello nella zona del Brico Center di via Farini. Si chiama “Insieme per il nostro quartiere” e mette in palio 1000€ in prodotti da utilizzare per riqualificare un’angolo degradato della città. La scelta fatta da un gruppo di ragazzi capeggiato da Siro M. è caduta proprio sul parchetto dietro all'abside della bellissima chiesa di Santa Maria alla Fontana.

Noi di Urbanfile sosteniamo la loro idea, ecco il link per votarli.


Una degna cornice a Santa Maria alla Fontana

A 2 minuti a piedi dal Brico Center di via Farini è situato un gioiellino poco conosciuto: Santa Maria alla Fontana, santuario cinquecentesco con splendidi affreschi e oggetto di pellegrinaggi fino al secolo scorso.
La chiesa è tuttavia circondata da un parchetto degradato, con cancellate arruginite, muri scrostati, sporcizia e graffiti. Piange il cuore a vedere un luogo così potenzialmente piacevole ridotto in tale modo.
La spesa per sistemare il tutto sarebbe molto alta, ma il quartiere può già fare molto per migliorare la situazione e riportare all'attenzione dell'amministrazione e dei milanesi questo bell'angolo di città.
Vorremmo quindi piantare dei rampicanti che ricoprano le pareti incrostate, e ridipingere i muretti, ripulire lo spiazzo coi giochi per bambini e magari rinfoltire il manto erboso rovinato.






lunedì 12 maggio 2014

Zona Fontana - Le nuove costruzioni alla Fontana

Via Gian Antonio Boltraffio, Via Medardo Rosso e Via Toce si sono arricchite negli ultimi anni di nuove costruzioni. Tutte differenti tra loro. In Via Medardo Rosso si è preferito un aspetto più classico, dove è stato recuperato anche un vecchio edificio. Mentre all'angolo con Via Alserio e Via Gian Antonio Boltraffio è stai costruito un edificio più particolare, in mattoni con base in pietra. Ricorda un po' gli edifici americani usati come loft. Altro edificio costruito recentemente si trova in via Toce, anche questo nulla di particolarmente eclatante. Questo quartiere nonostante si trovi a due passi da una bellissima chiesa rinascimentale, dove si suppone abbiano lavorato addirittura il Bramante e Leonardo da Vinci, si è sviluppato lentamente, donandoci un mix di palazzi vecchi e moderni abbastanza brutti. Presenta infatti ancora molti edifici usati come magazzino, forse anche per la vicina presenza della dogana e dello scalo Farini, oggi non più usato.












lunedì 22 luglio 2013

Santa Maria alla Fontana, piccolo gioiello del '500


Santa Maria ad fontem è uno splendido esemplare di santuario mariano rurale, che sorge in una zona centrale della città, ma sembra lontano anni luce dal traffico del quartiere Isola e dal caos della sua movida serale.

La tradizione vuole che l'acqua di Santa Maria alla Fontana sgorgasse da undici fonti poste sotto l’altare, dove si racconta che la Madonna apparve, intorno al 1400, per miracolare un giovane fedele gravemente malato.

Arcate su massicci pilastri ed esili colonne compongono il sacello eretto nel 1507, per volontà del governatore di Milano Charles d'Amboise, sopra la fontana miracolosa, che per secoli ha richiamato folle di pellegrini. 
Il progetto della chiesa fu a lungo attribuito a Leonardo da Vinci,  a causa della sua amicizia con il governatore - ma anche a Bramante e a Cristoforo Solari per la presenza di elementi architettonici ispirati dai monumenti classici - fino a che nel 1982 l'archivista Grazioso Sironi ritrovò e pubblicò un contratto del 17 marzo 1508 in cui l'architetto Giovanni Antonio Amadeo appare come il vero progettista ed esecutore.

Una scala ripida collega il suggestivo nucleo originario alla chiesa soprastante, costruita in epoca rinascimentale e arricchita da bellissimi affreschi alle pareti.

La facciata, invece, è datata 1920 ed è da attribuirsi a Paolo Mezzanotte.

Diverse fasi costruttive caratterizzano, quindi, il monumento, che è stato molto ben restaurato tra il 2006  e il 2007 con il risultato di una visione d’insieme dall’ottimo equilibrio cromatico.
Da visitare, ma non sempre aperta, è la cripta con la vasca battesimale.





Questo è il modello del Santuario di Santa Maria alla Fontana, secondo un ipotesi del progetto in occasione della mostra Bramante e la sua cerchia a Milano e in Lombardia 1480-1500, a cura di Luciano Patetta per la Provincia di Milano del 2001. Mogano in scala 1:50 realizzato da Vincenzo Onida.






Il Santuario nella bellissima parte inferiore.

















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