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martedì 4 agosto 2015

Zona Quinto Romano - Il cimitero per animali

ANIMALI. APRE IL PRIMO CIMITERO DI MILANO INTERAMENTE DEDICATO A LORO



Bisconti e Pocar: “Un segno di civiltà che colloca ancora una volta Milano all’avanguardia in Italia e in Europa per quanto riguarda la qualità dei servizi offerti ai propri abitanti. Gli animali domestici sono a tutti gli effetti dei membri di famiglia. Il Comune aiuterà i proprietari meno abbienti”

4 agosto 2015 - Apre a Milano il più grande cimitero per animali di affezione d’Italia. Si chiama ‘Fido Custode’ ed è stato presentato oggi a Palazzo Marino nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell’assessora con delega alle politiche animali Chiara Bisconti e del Garante degli Animali del Comune di Milano, Prof. Valerio Pocar.


Immerso nel verde del Parco Sud Milano, Il ‘Fido Custode’ ospiterà animali domestici e non, di tutte le razze e dimensioni. Collocato nei pressi di via Novara, con ingresso da via Caio Mario, il cimitero per animali di affezione è già pienamente operativo e in grado di ospitare nella loro ultima dimora animali domestici e non di ogni specie e dimensione. L’area di proprietà si estende complessivamente su una superficie di 5 ettari: inizialmente saranno circa 6.000 i metri quadrati dedicati alle sepolture, che potranno ospitare 4.800 animali, ma è già allo studio un piano di espansione in grado di portare la capacità dell’area a 20.000 posti, che lo renderanno il più grande cimitero per animali in Italia.

“L’apertura di un cimitero per animali di affezione è un segno di civiltà che colloca ancora una volta Milano all’avanguardia in Italia e in Europa per quanto riguarda la qualità dei servizi offerti ai propri abitanti, – dichiara l’assessora Chiara Bisconti – tra cui contiamo circa 300mila cittadini ‘a quattro zampe’ tra cani e gatti. È importante che ci sia anche un luogo dedicato al loro eterno riposo”.

“Anche a Milano si riconosce il diritto per tutti di poter seppellire un proprio membro di famiglia in un luogo a loro totalmente dedicato - aggiunge il Garante, Prof. Valerio Pocar – rispondendo così alle tante richieste ricevute negli ultimi anni. Abbiamo allo studio una convenzione in modo da favorire le famiglie milanesi meno abbienti in modo che per loro ci siano tariffe agevolate. Allo stesso tempo, prevediamo di garantire un accesso privilegiato a tutti coloro che adotteranno un animale presso il canile e il gattile comunale” conclude Pocar.

Il progetto de Il Fido Custode si inserisce in un contesto di riqualificazione dell’area verde a sud di via Novara, fino a oggi fortemente degradata, che diventerà con il tempo una vera e propria oasi per gli animali: sono già infatti allo studio alcune ipotesi progettuali, fra le quali la costituzione di una colonia felina e di un parco interamente accessibile agli animali, grazie anche alla prossima riattivazione del fontanile esistente e alla piantumazione di nuovi alberi.

Già oggi, però, è possibile scegliere di seppellire il proprio animale domestico nell’area dedicata al cimitero. Per entrare in contatto con Il Fido Custode, è sufficiente chiamare il numero 389.1449800 o scrivere all’indirizzo email info@ilfidocustode.it: gli addetti al trasporto degli animali si recheranno all’indirizzo comunicato e provvederanno a ritirare il corpo, che sarà posto in un contenitore biodegradabile come disposto dalla legge e infine sepolto. Prima del trasporto verso il luogo di sepoltura, un veterinario si occuperà di svolgere gli accertamenti previsti e rilascerà al proprietario dell’animale la certificazione obbligatoria. L’animale resterà sepolto all’interno del cimitero per cinque anni, rinnovabili su richiesta. Chi sceglierà invece di far cremare il corpo del proprio animale, potrà decidere di tenere con sé le ceneri o depositarle all’interno del cimitero.



mercoledì 25 marzo 2015

Zona Quarto Cagnino - Via Cenni, l'eco-villaggio in legno

Ai bordi della città, o meglio, in una zona ancora abbastanza selvaggia a causa della presenza ingombrante della caserma di Piazzale Giuseppe Perrucchetti con la sua enorme piazza d'armi oramai pronta anch'essa ad essere trasformata si trova il complesso di alloggi economicamente accessibili o Housing Sociale come si usa dire oggi.
Nel 2014 sono state consegnate le case di Housing Sociale costruite tra le vie Cenni, Gabetti e Domokos, a due passi dalla via Novara.
La caratteristica di queste case sta nel fatto che sono state realizzate in usando il legno per le strutture portanti, una vera rarità in Italia, più comune all'estero. Le strutture sono state arricchite anche da spazi comuni per adulti e bambini, dagli orti pensili al campo di basket con gradinate e dai giardini officinali.
Gli edifici del distretto Cenni sono progettati in classe energetica A (la classe energetica più grande). Le ottime prestazioni, che consentono di stimare una riduzione del consumo del 70-80%, sono il risultato delle caratteristiche costruttive degli edifici, dei dispositivi ecologici adottate e degli impianti e macchinari utilizzati (pompe di calore alimentato da acque sotterranee) che ha permesso di combinare grande economia, un elevato comfort e, soprattutto, una identità sociale elevata delle persone che vi abitano.

Il contesto è alquanto strano, da un lato la via Novara, verso ovest l'enorme capannone del deposito diell'ATM e verso sud il grande spazio della piazza d'Armi in parte occupata dagli orti sociali e dall'ex campo rom che nel gennaio scorso è stato sgomberato. 

Dobbiamo dire che la via Gabetti comunque è bella e ben fatta e le case sono proprio belle. Il progetto è dell'architetto Fabrizio Rossi Prodi di Firenze.



























martedì 24 febbraio 2015

Zona Quarto Cagnino - Iniziano i restauri per la Cascina Linterno

“Il Comune di Milano ha avviato i lavori per la messa in sicurezza e il recupero di Cascina Linterno, in base ad un progetto finanziato dalla Fondazione Cariplo di indiscutibile valore culturale, di trasparente e condivisa elaborazione. La proposta di risanamento e valorizzazione, predisposta alla luce dell’approfondita ricerca svolta dal Politecnico di Milano sotto la guida di professionisti di fama internazionale, è stata verificata e valutata più volte positivamente dalla Soprintendenza, sia per quanto riguarda la messa in sicurezza della struttura, sia per quanto concerne le tecniche di recupero e conservazione del patrimonio artistico esistente, affreschi compresi". Lo comunica l’assessorato all’Urbanistica, Edilizia Privata e Agricoltura del Comune di Milano.

"Francesco Petrarca - spiega l'assessorato - è una parte della storia della cascina, ma non esaurisce il patrimonio di ricchezze architettoniche e culturali della stessa, che rappresenta una risorsa unica per la ricostruzione del paesaggio agricolo tipico della storia cittadina e per la memoria della sua identità rurale. Per questo, in collaborazione con il Fai e con l’unica e vera Associazione Amici della Cascina – che da lungo tempo ne garantisce il presidio e la cura – il Comune sta predisponendo una proposta di gestione. La Cascina Linterno deve diventare uno spazio di conoscenza, ma anche di incontro e di condivisione di pratiche antiche che fondano le proprie radici nella storia agricola di Milano.
Tutto il percorso di elaborazione del progetto di recupero e di gestione è avvenuto nel pieno rispetto della normativa. Chiunque sostenga il contrario mente. L’Amministrazione ha già trovato conferma in tutte le sedi competenti dell’assoluta legittimità del suo operato”.



domenica 15 febbraio 2015

Zona Quarto Cagnino - Sant'Elena, antica e moderna allo stesso tempo

La graziosa chiesa moderna di Sant'Elena a Quarto Cagnino è opera dell'Architetto Michele Marelli. Fu edificata per onorare il IV centenario della nascita di San Carlo Borromeo e dedicata a Sant'Elena. Ha sostituito la vecchia chiesa di San Giovanni Decollato che si trovava nel centro del piccolo borgo agricolo che era Quarto Cagnino fino all'inizio del secolo. Si trattava di una modesta chiesa con campanile, costruita probabilmente nel XVIII Secolo e si trovava a metà della via Fratelli Zoia (61). Durante la Seconda Guerra Mondiale venne incendiata a causa di uno spezzone incendiario lanciato durante i bombardieri inglesi avvenuti nell’agosto ’43, successivamente demolita completamente.

L'esterno della nuova chiesa è in mattoni pieni, come buona parte delle chiese costruite negli anni Trenta. La facciata sobria presenta un arco centrale che rimarca il portone principale al centro mentre ai due lati si trovano le entrate laterali. Il tutto sormontato dalle celle campanarie nascoste da una serie di archetti a sesto acuto. L'interno è molto suggestivo, suddiviso in tre navate da una serie di archetti in cemento armato che reggono la volta a crociere. Sul lato sinistro si trova la cappella con battistero, tutta affrescata. Sul lato sinistro si trova un altare con due tele e una statua in gesso della madonna. Le tele sono antiche, forse provenienti dalla chiesa demolita. La costruzione è molto bella e suggestiva regalandoci una sensazione di calore (dato dal mattone) antico e moderno allo stesso tempo.











lunedì 28 aprile 2014

Zona Quarto Cagnino - Il Progetto Zoia

Progetto dell'Architetto Vincenzo Gaglio

Ultimati i tre edifici lungo la via Fratelli Zoia, e Via Arioli Venegoni, per un totale di 90 alloggi: due blocchi destinati alla proprietà (46 appartamenti) e uno all’affitto (28 alloggi a canone convenzionato e 16 a canone sociale).

Con alloggi in proprietà, affitto convenzionato e sociale, l’intervento offrirà soluzioni abitative a un’utenza differenziata: single, giovani coppie, studenti lavoratori, famiglie, anziani, classe media e fasce deboli della popolazione che non hanno accesso alla casa sul libero mercato.

Nella parte riservata all’affitto sarà inoltre ricavato uno spazio dedicato a incubatori di impresa cooperativa: circa 300 mq assegnati a costo moderato a laboratori di giovani creativi promotori di attività dalle ricadute positive sul quartiere. Il complesso si relazionerà inoltre con una corte privata a uso pubblico e una piazza pubblica.

La corte, circoscritta dai tre edifici residenziali, nasce con una vocazione all’integrazione, come area dedicata agli abitanti, aperta ai cittadini nelle ore diurne e chiusa nelle ore serali.

La piazza a nord del complesso, originariamente destinata a mercato rionale e parcheggio, verrà riqualificata in modo tale da valorizzare il mercato e accogliere nuove attività alternative negli altri giorni della settimana: manifestazioni, esposizioni all’aperto, temporary shop, eventi culturali e attività legate ai laboratori dei giovani creativi che si affacceranno su questo spazio.

Il progetto si caratterizza per l’attenzione ambientale e il risparmio energetico, in una innovativa concezione di housing sociale. Gli edifici sono in classe A, e hanno un impianto geotermico e fotovoltaico e riscaldamento alloggi radiante a pavimento.

Di seguito le foto di Dreamjay




















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