venerdì 31 luglio 2015

Zona San Pietro in Sala - La chiesa, il borgo, il mercato e la piazza



Piazza Wagner, un triangolo rimasto per sbaglio nella maglia, pianificata a fine Ottocento, delle vie intorno a Piazza Piemonte. Piazza Wagner, insieme a Via Belfiore, faceva parte del piccolo "borgo" che si trovava fuori Porta Vercellina, chiamato Sala, uno di quei piccoli nuclei abitativi sorti attorno ad una vecchia chiesa che col tempo sono stati inglobati dalla crescente Milano. Oggi uniche tracce di questo borgo si trovano solo nel nome della chiesa, San Pietro in Sala, e nell'andamento non ordinato di Via Belfiore e Via Marghera. Alla fine del X secolo si fa risalire la presenza del primo nucleo con chiesa in questa zona lungo la strada per Vercelli e Novara. Un'antica chiesa infatti risalirebbe al 1028, menzionata in un documento che la identifica come dedicata ai Santi Michele e Pietro e consacrata dall'arcivescovo Ariberto da Intimiano.



Nel settembre di quello stesso 1028 si registra la nascita di S. Pietro e Michele in Sala per disposizione del canonico Ottone da Bezo, su un terreno di 3 jugiae (= 36 pertiche) di cui era usufruttuaria Raidruda, vedova di Gandolfo. Ereditata dai canonici di Sant'Ambrogio insieme ai terreni circostanti, la chiesa venne chiamata San Pietro in Sala. Si trattava di una piccola cappella che serviva i contadini del luogo. Già nel 1141 essa venne riedificata, ad opera di Eriberto da Pasilvano, per contenere l'accresciuto numero di fedeli, come ricorda un’antica lapide murata in fondo alla navata destra dell’attuale chiesa.
Sotto l'arcivescovo Carlo Borromeo la chiesa ottenne la nomina di parrocchia. Dal 1581 la chiesa venne nuovamente ingrandita perché troppo stretta per la crescente popolazione; lo stesso avvenne anche nel 1838. Alla fine del 1800 ancora una volta la piccola chiesa, immortalata in stampe e nelle immagini dei solenni funerali a Giuseppe Verdi del 1901, risultò insufficiente e pertanto venne nuovamente rifatta.





Il problema della piccola dimensione della chiesa venne infine risolto nel 1924 con la consacrazione dell'attuale chiesa neoromanica progettata da Antonio Casati e Oreste Benedetti. Di notevole da segnalare, per una chiesa certo poco particolare, il monumentale altare maggiore in stile eclettico in marmo, a tempietto, opera di Angelo Colombo del 1931, così come il fonte battesimale del 1982 realizzato da Valerio Vigorelli, che sistemò a lato il primitivo fonte a forma di tabernacolo del 1933 finemente decorato in stile rinascimentale. Accanto all’altare e nelle cappelle angolari di fine navata si trovano quattro dipinti risalenti al Seicento e Settecento provenienti dalla vecchia chiesa, raffiguranti storie del santo titolare.








La chiesa oggi:






















Quanto alla piazza, brutto è il parcheggio proprio davanti al sagrato e brutto, sulla sinistra, il mercato rionale, una struttura datata e costituita da varie sovrapposizioni. Eliminare il posteggio, pedonalizzare quest'area e rimodernare lo stabile del mercato sarebbe davvero gran cosa.











La nostra idea sarebbe questa: una tettoia colorata - qui la vedete in rosso, ma potrebbe essere di qualsiasi altro colore - e sovrapposta che nasconda la struttura attuale, composta da coperture sorte nel tempo in modo del tutto casuale.









Area Metropolitana - Malpensa primo tra gli scali non hub in Europa

Malpensa torna nella top 10 delle città europee, sebbene non abbia più un vettore di riferimento che faccia confluire i passeggeri per i collegamenti a lungo raggio e lo identifichi come hub. È la stima l'Indicatore di Accessibilità Area Intercontinentale Estate 2015 presentato a Milano dal gruppo Clas che mette a confronto le città europee, misurando l'offerta di collegamenti aerei diretti disponibile ogni settimana dai relativi aeroporti e tenendo in considerazione anche l'importanza socioeconomica delle destinazioni raggiungibili da ogni città.

Tra le città il cui sistema aeroportuale non comprende un hub, Milano, con un indice di 32,7 risulta di gran lunga la prima in termini di accessibilità, seguita da Manchester con 17,7 e Barcellona con 17,2 e precede svariate altre città europee dotate di hub tra cui Vienna, Helsinki, Copenhagen, Bruxelles. In tutte le città che precedono Milano la quota del vettore principale dell'aeroporto nel mercato intercontinentale va dal 40% in su, cioè ogni hub ha il suo hub carrier di riferimento. A Malpensa, invece, l'offerta di collegamenti di lungo raggio è molto diversificata e il principale, Emirates, ha una quota del 20%.

Dalla ricerca di Gruppo Clas si rileva come i flussi di lungo raggio da e per l'Italia, per turismo e per affari, sono tra i più elevati d'Europa, ma molto traffico intercontinentale da e per il nostro Paese sia deviato attraverso gli hub del nord Europa. Regno Unito, Francia, Germania, ma anche Spagna, hanno tutti un'offerta di posti su voli intercontinentali diretti e destinazioni maggiore rispetto a quella italiana: Roma e Milano contano rispettivamente 48 e 38 destinazioni intercontinentali, Madrid ne raggiunge 60, Amsterdam 86, Francoforte 115, Londra 125 e Parigi 134.


“I dati comunicati oggi sull’accessibilità dell’aeroporto di Malpensa dimostrano il grande lavoro che Sea ha portato avanti in questi anni. Lo scalo ha saputo rafforzare il proprio ruolo in Europa, pur non essendo un Hub. E di questo ringrazio il Presidente Modiano, il CdA e tutti i lavoratori”.

Lo ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

“L’attrattività del territorio, le scelte strategiche della Società, la riqualificazione dello scalo che oggi offre servizi all’avanguardia per compagnie aeree e passeggeri, sono elementi che hanno contribuito a riportare Malpensa ad alti livelli nel panorama europeo e internazionale. Il tasso di crescita che ci vede secondi dietro solo a Istanbul è sicuramente un grande stimolo per continuare a fare sempre meglio. Milano ha sempre creduto nel ruolo di Malpensa e, come ha detto anche il Presidente Modiano, oggi l’aeroporto può camminare sulle proprie gambe e giocare in attacco. Non era scontato, ma anche in questo caso, il gioco di squadra ha funzionato”, ha concluso il Sindaco Pisapia.

Fonte askanews.it



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