martedì 2 settembre 2014
Zona Porta Nuova - Il "Sellino"
Già soprannominato il "Sellino" per la sua forma che lo ricorda in modo impressionante, è il nuovo edificio in costruzione a Porta Nuova, si tratta dell'E3W di Michele De Lucchi. L'edificio ad uso espositivo, sarà composto da centine in legno lamellare curvato e rivestito in vetro e lamiere. La forma ricurva del lato orientale è già evidente nella base in costruzione.
lunedì 1 settembre 2014
Zona Porta Romana - Partiti i lavori alla piscina Caimi
Sono partiti i lavori per la riqualificazione del Centro Balneare Caimi, la piscina comunale di via Botta chiusa e abbandonata da oltre sette anni. Milano riacquista così un importante impianto sportivo e di grande valore storico, e il Comune prosegue nella propria opera di promozione dell’attività sportiva. La Giunta di Palazzo Marino ha approvato oggi l’ammissione al Fondo di Garanzia per 2.537.503 euro (Iva 10% inclusa) a favore della Fondazione Pier Lombardo, grazie al quale Banca Prossima, in accordo con il Comune, concederà un finanziamento a sostegno dei lavori appena iniziati.
“Con la riqualificazione, dopo anni di incuria da parte delle precedenti Amministrazioni - ha dichiarato Chiara Bisconti, assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e Tempo libero - restituiremo ai milanesi un prestigioso impianto sportivo, nonché luogo di altissimo valore storico. Un altro passo avanti nel processo di riapertura degli impianti chiusi, vere e proprie ferite per la città, e per rendere Milano sempre più amica dello sport per tutti, attenta alla qualità della vita. Il progetto della nuova Caimi è, infatti, la miglior sintesi tra sport, benessere e tempo libero. Un impianto polifunzionale, aperto a diverse commistioni”.
Viene prospettato un utilizzo della Caimi sia come impianto sportivo stagionale, sia come luogo di attività diversificate, artistiche, culturali, sportive, anche nei mesi invernali, aperte al quartiere e in collegamento con le iniziative del complesso teatrale adiacente. La riqualificazione prevede la valorizzazione del patrimonio storico esistente, risalente agli anni ’30. Il complesso, infatti, sarà valorizzato nella sua vocazione originaria e, grazie alla collaborazione con la Fondazione, ospiterà eventi ricreativi e manifestazioni culturali.
Grazie alla tecnologia, l’intervento avrà un alto valore ambientale: ci saranno pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, e saranno utilizzate tecniche avanzate come l’ozono per il riciclo delle acque grigie. Gli interventi realizzati riguarderanno la riqualificazione delle due vasche natatorie con l’adeguamento strutturale e degli impianti; la realizzazione nella parte profonda della vasca grande della centrale di depurazione acque, di una vasca di compenso e dei locali tecnici; la riqualificazione delle cabine di rotazione che si affacciano su via Botta mantenendo la struttura preesistente. Infine, verranno eseguiti interventi di manutenzione straordinaria per la riqualificazione dell’edificio che era già destinato a spogliatoi e servizi.
“Con la riqualificazione, dopo anni di incuria da parte delle precedenti Amministrazioni - ha dichiarato Chiara Bisconti, assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e Tempo libero - restituiremo ai milanesi un prestigioso impianto sportivo, nonché luogo di altissimo valore storico. Un altro passo avanti nel processo di riapertura degli impianti chiusi, vere e proprie ferite per la città, e per rendere Milano sempre più amica dello sport per tutti, attenta alla qualità della vita. Il progetto della nuova Caimi è, infatti, la miglior sintesi tra sport, benessere e tempo libero. Un impianto polifunzionale, aperto a diverse commistioni”.
Viene prospettato un utilizzo della Caimi sia come impianto sportivo stagionale, sia come luogo di attività diversificate, artistiche, culturali, sportive, anche nei mesi invernali, aperte al quartiere e in collegamento con le iniziative del complesso teatrale adiacente. La riqualificazione prevede la valorizzazione del patrimonio storico esistente, risalente agli anni ’30. Il complesso, infatti, sarà valorizzato nella sua vocazione originaria e, grazie alla collaborazione con la Fondazione, ospiterà eventi ricreativi e manifestazioni culturali.
Grazie alla tecnologia, l’intervento avrà un alto valore ambientale: ci saranno pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, e saranno utilizzate tecniche avanzate come l’ozono per il riciclo delle acque grigie. Gli interventi realizzati riguarderanno la riqualificazione delle due vasche natatorie con l’adeguamento strutturale e degli impianti; la realizzazione nella parte profonda della vasca grande della centrale di depurazione acque, di una vasca di compenso e dei locali tecnici; la riqualificazione delle cabine di rotazione che si affacciano su via Botta mantenendo la struttura preesistente. Infine, verranno eseguiti interventi di manutenzione straordinaria per la riqualificazione dell’edificio che era già destinato a spogliatoi e servizi.
Zona Stazione Centrale - Benvenuti a Milano!
Sabato scorso sono passato dalla Stazione Centrale, come hanno fatto molti altri milanesi e non. Purtroppo ancora una volta debbo proporre le immagini che tanto mi fanno indispettire per non dire altro. Anche se i lavori alla fermata "Centrale" sono ripresi da qualche mese, persistono ancora cesate di cantiere e altri intoppi in piazza Duca D'Aosta mentre Piazza IV Novembre è stata quasi completata, anche se è ancora transennata.
Quello che mi lascia SEMPRE basito è lo stato di degrado in cui versa questa porta d'ingresso alla città di Milano. Puzzo di urina ad ogni angolo, comprese le pozzanghere createsi dai "liquidi umani", persino sulle nuove pavimentazioni appena ultimate. Bici abbandonate, un rumore allucinante e insopportabile prodotto dei giochini per bambini venduti dai mercanti abusivi sotto la grande sala delle carrozze e agli ingressi dello scalo ferroviario.
Una volta giunto in piazza mi sono imbattuto nei soliti nullafacenti che in gruppetti (un po' inquietanti) stazionano in piazza tra cestini buttati a terra e sporcizia varia (devo ammettere che tornandoci il giorno dopo almeno questo era stato ripulito).
Quest'estate sono stato in Inghilterra e a Londra, detesto fare paragoni, ma devo consigliare agli assessori e al sindaco di fare un giro in quella città e osservare come sia tenuta bene pur avendo almeno 5 volte tanto la popolazione di Milano. Sono stato anche alla stazione di King's Cross St. Pancras, dove davanti a quelle due stazioni vi era un clima tra la gente e un arredo urbano ben differenti.
Per l'arredo urbano in Centrale si sta facendo qualcosa, spero anche dal punto di vista del controllo verrà fatto qualcosa. Mi basterebbe anche avere un 10 per cento di come ho trovato il piazzale di King's Cross a Londra.
Angoli infestati dall'urina
I giochini in vendita alla stazione
Piazza IV Novembre
La stazione e il piazzale di King's Cross a Londra
Quello che mi lascia SEMPRE basito è lo stato di degrado in cui versa questa porta d'ingresso alla città di Milano. Puzzo di urina ad ogni angolo, comprese le pozzanghere createsi dai "liquidi umani", persino sulle nuove pavimentazioni appena ultimate. Bici abbandonate, un rumore allucinante e insopportabile prodotto dei giochini per bambini venduti dai mercanti abusivi sotto la grande sala delle carrozze e agli ingressi dello scalo ferroviario.
Una volta giunto in piazza mi sono imbattuto nei soliti nullafacenti che in gruppetti (un po' inquietanti) stazionano in piazza tra cestini buttati a terra e sporcizia varia (devo ammettere che tornandoci il giorno dopo almeno questo era stato ripulito).
Quest'estate sono stato in Inghilterra e a Londra, detesto fare paragoni, ma devo consigliare agli assessori e al sindaco di fare un giro in quella città e osservare come sia tenuta bene pur avendo almeno 5 volte tanto la popolazione di Milano. Sono stato anche alla stazione di King's Cross St. Pancras, dove davanti a quelle due stazioni vi era un clima tra la gente e un arredo urbano ben differenti.
Per l'arredo urbano in Centrale si sta facendo qualcosa, spero anche dal punto di vista del controllo verrà fatto qualcosa. Mi basterebbe anche avere un 10 per cento di come ho trovato il piazzale di King's Cross a Londra.
Angoli infestati dall'urina
I giochini in vendita alla stazione
Piazza IV Novembre
La stazione e il piazzale di King's Cross a Londra
Zona Castello - Ad agosto è entrato in servizio il primo semaforo con Count-Down
Il 19 agosto 2014 è stato installato e acceso il primo semaforo con count-down di Milano, che scandisce i secondi di tempo per chi deve attraversare a piedi per raggiungere o lasciare l’isola pedonale di piazza Castello. Si tratta infatti dell’attraversamento pedonale che collega via Beltrami con l’isola centrale di largo Cairoli, in entrambe le direzioni.
La sperimentazione, autorizzata in deroga al Codice della Strada dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è la prima a Milano e sarà monitorata per circa sei mesi.
“Si tratta di una soluzione per la sicurezza stradale che vediamo spesso utilizzata all’estero: siamo contenti di poterla sperimentare anche a Milano e abbiamo voluto avviare la sperimentazione proprio a ridosso della nuova area pedonale di piazza Castello, per aumentare la sicurezza di chi si muove a piedi e, allo stesso tempo, garantire la scorrevolezza dei flussi di traffico”, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran. “Crediamo infatti che possa rivelarsi un utile strumento, perché evita da un lato che l’attraversamento dei pedoni quando sta per scattare il rosso intralci lo scorrimento di auto e moto e, dall’altro, che il conteggio dei secondi possa attirare maggiormente l’attenzione di chi arriva a piedi dalla grande isola pedonale pensando distrattamente di poter continuare il proprio percorso”.
Il contasecondi pedonale, come da indicazioni del Ministero dei Trasporti nell’autorizzare la sperimentazione, è abbinato esclusivamente alle luci verde (11 secondi) e gialla (13 secondi) e un eventuale piano di installazioni successive sarà studiato a seguito della sperimentazione.
La sperimentazione, autorizzata in deroga al Codice della Strada dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è la prima a Milano e sarà monitorata per circa sei mesi.
“Si tratta di una soluzione per la sicurezza stradale che vediamo spesso utilizzata all’estero: siamo contenti di poterla sperimentare anche a Milano e abbiamo voluto avviare la sperimentazione proprio a ridosso della nuova area pedonale di piazza Castello, per aumentare la sicurezza di chi si muove a piedi e, allo stesso tempo, garantire la scorrevolezza dei flussi di traffico”, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran. “Crediamo infatti che possa rivelarsi un utile strumento, perché evita da un lato che l’attraversamento dei pedoni quando sta per scattare il rosso intralci lo scorrimento di auto e moto e, dall’altro, che il conteggio dei secondi possa attirare maggiormente l’attenzione di chi arriva a piedi dalla grande isola pedonale pensando distrattamente di poter continuare il proprio percorso”.
Il contasecondi pedonale, come da indicazioni del Ministero dei Trasporti nell’autorizzare la sperimentazione, è abbinato esclusivamente alle luci verde (11 secondi) e gialla (13 secondi) e un eventuale piano di installazioni successive sarà studiato a seguito della sperimentazione.
Zona Cordusio - La Casa dei Panigarola in rovina
Milano abbonda di piccoli gioielli di ogni epoca, uno di questi è il grazioso edificio che fa da quinta laterale all'altrettanto bella e antica, ma mal tenuta, piazza dei Mercanti, il cuore antico di Milano.
In questo edificio progettato da Giovanni Solari nel 1466, ha avuto sede l'Ufficio degli Statuti che provvedeva alla registrazione e trascrizione dei decreti ducali, degli atti pubblici e a determinare le categorie degli atti privati. L'ufficio, in privilegio ereditario, era tenuto dai Panigarola, nome di una famiglia di notai di Gallarate (da ciò deriva il nome dell'edificio), che lo conservò nei secoli sino al 1741, quando si estinse definitivamente.
Da qualche tempo è stato transennato, l'intonaco dopo decenni (l'ultimo restauro credo risalga al dopoguerra, quando venne riabbassato ad un solo piano) di negligenza ha deciso di rovinare a terra, che dispettoso.
Prosegue la nostra crociata contro l'incuria che avviene in questo luogo così evocativo e bello ma dimenticato completamente dalle autorità competenti e dai proprietari degli immobili stessi.
In questo edificio progettato da Giovanni Solari nel 1466, ha avuto sede l'Ufficio degli Statuti che provvedeva alla registrazione e trascrizione dei decreti ducali, degli atti pubblici e a determinare le categorie degli atti privati. L'ufficio, in privilegio ereditario, era tenuto dai Panigarola, nome di una famiglia di notai di Gallarate (da ciò deriva il nome dell'edificio), che lo conservò nei secoli sino al 1741, quando si estinse definitivamente.
Da qualche tempo è stato transennato, l'intonaco dopo decenni (l'ultimo restauro credo risalga al dopoguerra, quando venne riabbassato ad un solo piano) di negligenza ha deciso di rovinare a terra, che dispettoso.
Prosegue la nostra crociata contro l'incuria che avviene in questo luogo così evocativo e bello ma dimenticato completamente dalle autorità competenti e dai proprietari degli immobili stessi.
Zona La Maddalena - Ex fabbrica Borletti cade ancora a pezzi
Da motore dello sviluppo economico del
capoluogo meneghino nel secondo dopoguerra, ad esempio di degrado e
abbandono del tessuto urbano di oggi. L'ex fabbrica Borletti di via
Costanza, un tempo fiore allocchiello della meccanica di precisione
dell'industria milanese infatti è un rudere oramai da anni in una zona semi-centrale di Milano.
La Fratelli Borletti era un’azienda di Milano, nota per essere la proprietaria del marchio Veglia-Borletti. 1926: Gruppo di orologiai inglesi in visita allo stabilimento Borletti in via Washington a Milano Fondata da Romualdo Borletti nel 1897 per produrre orologi su licenza della Società americana Westclock e di vari marchi svizzeri e tedeschi. Fu sviluppata dai figli Aldo e Senatore Borletti che convertirono l'azienda ad una produzione militare durante la prima guerra mondiale. Alla fine del conflitto l'azienda fu riconvertita a produzioni civili nel campo della meccanica di precisione: tra i suoi prodotti vi erano oltre agli orologi, strumenti per auto (in particolare contachilometri), macchine per cucire e strumenti di misura. (Wikipedia)
Si tratta solo di ua parte del vecchio stabilimento, visto che gli altri, tra via Washington e dintorni, sono già diventati un hotel, un grande magazzino e uffici. L'ex Borletti è nascosta nell'isolato dietro, tra le vie Costanza e Gessi e piazza Irnerio. Tre piani in stile liberty, finestroni, lucchetti ai portoni e recinzioni in filo spinato. Un peccato che versi ancora in questo stato dopo così tanto tempo. Nel frattempo son comparse anche delle transenne per crolli di calcinacci.
La Fratelli Borletti era un’azienda di Milano, nota per essere la proprietaria del marchio Veglia-Borletti. 1926: Gruppo di orologiai inglesi in visita allo stabilimento Borletti in via Washington a Milano Fondata da Romualdo Borletti nel 1897 per produrre orologi su licenza della Società americana Westclock e di vari marchi svizzeri e tedeschi. Fu sviluppata dai figli Aldo e Senatore Borletti che convertirono l'azienda ad una produzione militare durante la prima guerra mondiale. Alla fine del conflitto l'azienda fu riconvertita a produzioni civili nel campo della meccanica di precisione: tra i suoi prodotti vi erano oltre agli orologi, strumenti per auto (in particolare contachilometri), macchine per cucire e strumenti di misura. (Wikipedia)
Si tratta solo di ua parte del vecchio stabilimento, visto che gli altri, tra via Washington e dintorni, sono già diventati un hotel, un grande magazzino e uffici. L'ex Borletti è nascosta nell'isolato dietro, tra le vie Costanza e Gessi e piazza Irnerio. Tre piani in stile liberty, finestroni, lucchetti ai portoni e recinzioni in filo spinato. Un peccato che versi ancora in questo stato dopo così tanto tempo. Nel frattempo son comparse anche delle transenne per crolli di calcinacci.
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| 1926- Gruppo di orologiai inglesi in visita allo stabilimento Borletti in via Washington |
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